Che Spiris of your tide abbia ben poco di italiano lo si capisce da una
attitudine che va ben oltre la scelta di cantare in inglese: i riferimenti
guardano a quell’estero il cui apprezzamento, gli Aim, in questi anni, hanno già potuto gustare. Un suono che guarda
al nord, alle rarefatte atmosfere islandesi, a paesaggi (anche sonori)
malinconici della Scozia più remota, ad una tensione emotiva riscontrabile
nella provincia americana, ma che è opera di una band tutta nostrana. Il disco
si apre con Talent, un pezzo
strumentale che fa presagire un ottimo sound, ed è su Too wild che si adagiano i primi graffianti versi grazie ad una
voce suggestiva, anche se in certi tratti un po’ forzata, ma che ben si
armonizza con i suoni che non fanno solamente da sfondo: da segnalare la
batteria particolarmente ben collocata. Athena
(un nome che ricorre nelle liriche) accoglie i synth ad accompagnare la
malinconia del cantato che si arricchisce del supporto degli altri strumenti e
ha un impatto emotivo non indifferente: il brano è lungo e l’atmosfera si fa
man mano più intensa e culmina in scelte inaspettate. Vega è una fra le canzoni più originali dell’album, ma il punto più
alto viene raggiunto dalla travolgente Hubis,
introdotta dalla strumentale Hubis II,
in cui tutti gli strumenti sono ben valorizzati ed ogni cosa è al suo posto,
non a caso si tratta del primo singolo. L’album si conclude con Metal, dalle sonorità più forti in grado
di esprimere rabbia («I’ll hang you upside down / So that I can see your truth
coming out»), e dalla poesia acustica di Beyond
syrens and mariners. Il sound degli Aim è suggestivo, elegante, ben curato
e molto internazionale, ma pecca di una certa ripetitività in alcuni brani,
mentre altri, in cui c’è più sperimentazione, fanno ben sperare per le prossime
produzioni.
Aim
ViaAudio Records/Jestrai
01. Talento
02. Too wild
03. Doran
04. Athena
05. Vega
06. Hubis II
07. Hubis
08. Salige
09. Gaston
10. Metal
11. Beyond syrens and mariners
Aim & Luca Camisasca
Marco Fiorello:
voce e chitarra
Marco Camisasca:
voce e basso
Matteo Camisasca:
batteria
2008
44:30
