Non è facile avvicinarsi a questo
lavoro di Mina perché parlando di
lei parliamo di un monumento, nel senso migliore, della canzone italiana. Mina
ha affrontato varie esperienze canore, cimentandosi con brani di Battisti, dei Beatles, standard delle più variate
provenienze, blues, canzone pop, insomma di tutto e di più. La sua versatilità canora,
la duttilità nel saper preparare il canto, la sua capacità di proporre e
presentare ogni brano è ormai leggendaria. A lei si guarda, ormai, come ad una
metafora senza fine e senza tempo. In questo nuovo lavoro Sulla tua bocca lo dirò, che a Sanremo ci aveva strizzato l’occhio,
l’artista cremonese ha senz’altro toccato un altro dei suoi vertici
interpretativi (ascoltate a questo proposito Caro mio ben) che ha messo in mostra la grande cura nell’affrontare
il melodramma italiano e l’opera di derivazione americana (“Porgy e Bess” e “West
Side story” sono lì a raccontare la sua raffinatezza nell’espressione canora). Il
lavoro di arrangiatore di Gianni Ferrio
ha poi reso possibile una costruzione musicale di prim’ordine, grazie alla
grande cura con cui le partiture sono state trattate. Tuttavia, dopo queste
doverose considerazioni, c’è da fare un non piccolo appunto che riguarda i
brani proposti che paiono troppo incanalati in una dinamica sonora sempre uguale,
lasciando la voce di Mina a cantare quasi in sordina, senza la possibilità di
esprimersi al di là di un determinato afflato sonoro, quasi che la si sia voluto
tenere “sotto controllo”, e rischiando , alla lunga, di annoiare. Certo, si
tratta di un’incursione in un mondo particolare e molto rarefatto dal punto di
vista musicale ma, permettete, a noi Mina piace quando può “sbranare” la
canzone, quando può esprimere quel fuoco che ha sempre riempito la sua anima
canora. Invece qui è come sempre perfetta, ma anche legata, congelata. Una
specie di opera d’arte tanto tecnicamente inarrivabile quanto lontana dalla
sensibilità di chi la usufruisce.
Mina
PDU/Sony Music
01. Mi chiamano Mimì
02. Ideale
03. I have a love
04. Caro mio ben
05. Oblivion (Una sombra màs)
06. Mi parlavi adagio
07. Manon (preludio al terzo atto di “Manon Lescaut”)
08. Bess, You is my woman now/I loves you, Porgy
09. E’ la solita storia…
10. Nessun dorma
11. E lucevan le stele
12. Sono andati?
Massimiliano Pani
Orchestra della Svizzera Italiana
Orchestra “Roma sinfonietta”
Gianni Ferrio: direzione
2009
56:22
