In Cosa rimarrà di noi Tiberio Ferracane, cantautore torinese
classe ’64, fa leva sulla sua voce aspra e piacevolmente arruginita per
arrivare a colpire le nostre corde emozionali.
Propone dieci canzoni composte
dopo aver masticato duro per diversi anni, mettendo in fila un paio di album,
diverse esperienze artistiche e dopo essersi tolto qualche soddisfazione vincendo,
a inizio carriera, dei premi in ambito nazionale.
Quelle che descrive sono storie
di vita vissuta, dove ognuno di noi potrà ritrovare, o meno, le proprie
esperienze. Ed è qui che si gioca il destino di quest’album, perché la musica
che fa da sfondo non riserva grandissime sorprese.
Certamente lodevoli gli
arrangiamenti, molto belle le melodie e i colori timbrici utilizzati, ma il
tutto suona troppo stereotipato e incorniciabile in quel songwriting di casa
nostra molto radiofonico e apprezzabile solo, per fare un esempio, nei lunghi
viaggi in auto, dove la cosa migliore è un sottofondo poco invadente.
Alle parole di Tiberio dunque il
compito di cercare un pertugio nei cuori di chi ascolta, di coinvolgere al
punto giusto, altrimenti Cosa rimarrà di noi rischia di
trascorrere molto tempo nel nostro porta-oggetti.
Tiberio Ferracane
Notebook/Egea
01. Cosa rimarrà di me
02. E lui ride
03. Quando sto da solo
04. Dimensione follia
05. Io so bene chi sei
06. Ma tu
07. Ah le donne!
08. Scrivo perché
09. E ora
10. Vivo così
Pino Monteverde
Roberto Testa: batteria
Max Carletti: chitarra
Miles Foxx Hill: basso
Fabrizio Ronco: piano, tastiere, synth
Diego Borlotti: sax
2009
43:15
