Dopo un’irruzione col botto, ormai cinquantenne, a metà
anni Ottanta (vittorie a ripetizione in vari referendum) e un successivo, lungo
blackout, Dino Betti, il più sofisticato
bigbandleader di casa nostra, è
tornato in sella a nuovo millennio ampiamente decollato, piazzando altri tre
bei colpi, di cui quest’ultimo God Save
the Earth non fa che ribadire tutto quanto di buono si sapeva sul suo
conto. Betti ha ascoltato con partecipazione Gil Evans (e prima di lui, ovviamente,
Duke Ellington), mutuandone – lungo tracciati personali, sia chiaro –
un’estrema attenzione per la componente timbrica prima ancora che melodica (almeno
nell’accezione usuale del termine), visto che il canto emerge per così dire a
chiazze (o nuvole? ), attorno a cellule più o meno ampie che abbinano quest’elemento
a quello ritmico, il tutto vagliato anzitutto – come si diceva – attraverso il
filtro timbrico, coloristico, con i solisti che si muovono attorno a tali
cellule con più o meno ampi margini di libertà, rimanendo in ogni caso
fisiologicamente contagiati da un contesto così caratterizzante.
dà liquidità e – insieme – narratività alla musica. E’ tuttavia innegabile che
il cuore dell’album coincida con i quattro brani strumentali incastonati lì in
mezzo, in un magistrale amalgama fra tonalità terse, preziose, e una sicura
vivacità di tracciati; ciò fin da In the
Beginning Was Beauty, al cui centro sta un bel solo di Sandro Cerino al flauto, col serpeggiare di vaghi aromi esotizzanti,
che non sono del resto in Betti elemento occasionale (ne riscontriamo anche in Maybe, la cui pelle elettrica genera un
impatto più affermativo, e in Like a Circle in the Water, quanto meno).
Fra il solisti, oltre al citato Cerino, impegnato anche al sax alto in Alone in the Crowd (persino un po’
ridondante), non possiamo non citare i vari Ricci, Zitello, Tacchini e
Tononi. Gran disco, che a chi non
conoscesse Dino Betti ma abbia orecchie sufficientemente aperte riserverà più
di una sorpresa.
Dino Betti van der Noot
Sam/Egea
01. God Save the Earth
02.
In
the Beginning Was Beauty
03. Maybe
04. Like a Circle in the Water
05. Alone
in the Crowd
06. City
Mornings
Dino Betti van der Noot
Ginger Brew, Sofia Woodpecker: voce
Alberto Mandarini, Beppe Virone, Marco Sozzi, Andrea Terzuolo: tromba, flicorno
Beppe Caruso, Graziano Soave, Dario Cozzi, Sergio Lombardi: trombone, tuba
Sandro Cerino, Giulio Visibelli, Maria Teresa Battistessa, Daniela Ievolo, Gilberto Tarocco: ance, flauti
Elio Marchesini: vibrafono, marimba
Marco Ricci: violoncello
Alberto Tacchini: pianoforte
Matteo Corda: elettronica
Vincenzo Zitello: arpa, bawu, dizi, kalimba
Gianluca Alberti: basso elettrico
Francesco D’Auria, Tiziano Tononi: batteria, percussioni
Dino Betti van der Noot: direzione
2009
62:21
