Provenienti da undici diversi Paesi di ogni angolo del mondo (Oceania esclusa), quelli della Banda di Piazza Caricamento – quindi Genova, dove tutti (con)vivono – riproducono in musica (ma dal vivo anche in danza e “visualità” varie) tutto questo largo e colorato ventaglio etnico.
In questo che è il loro secondo album (dopo “Babelsound”, titolo quanto mai emblematico), l’impatto è immediatamente estroverso, solare, multilinguistico. «Trasformiamo le musiche che nascono da improvvisazioni, da echi di tradizioni, da visioni contemporanee» – scrive Davide Ferrari, anima dell’ensemble, parlando poi di «testi cantati in italiano, miscelati con l’arabo, il sanscrito, il russo, le lingue inesistenti e i respiri».
Come isole/oasi galleggianti in questo mare magnum di vulgate e atmosfere differenti, dominate comunque da un’esuberanza piuttosto marcata (specie nel trittico d’avvio, di cui l’iniziale Save the children-Nzola funge come da ideale campionario), emergono così, per contrasto, gli elementi più morbidamente esotizzanti, che s’infittiscono nel dittico di brani che comprende Nada Raga, scopertamente (fisiologicamente) orientaleggiante, sempre all’interno di quel sapore da “sud del mondo” che attraversa l’intero album, e Maha Kali, la cui carta vincente è – caso tutt’altro che isolato – l’intrecciarsi di voci femminili.
La corporeità non esente da una certa monoliticità che accorpa il grosso del disco, lascia il posto sul finire a episodi più soffici e articolati, tipo la quasi eterea, astratta (anche grazie al più ingegnoso intarsio strumentale) Cala la luna, e poi Dansu, attraversata da una polivocalità praticamente a cappella, fino alla conclusiva Dolcenera, che del brano di De André mette a punto un trattamento in stile trallallero tutt’altro che banale.
Disco sempre piacevole, non di rado stimolante.
La Banda di Piazza Caricamento
Promo Music/Edel
01. Save the children - Nzola
02. Pasta al pesto & papadan
03. Ndyio Musique
04. Nada Raga
05. Maha Kali
06. April e Remix
07. Telephone
08. Cala la luna
09. Dansu
10. Dolcenera
Davide Ferrari
Davide Ferrari: voce, theremin, sax di bambù, arpa ebraica, direzione
Yana Oder, Tatiana Zakharova, Jennifer Villa, Nadesh Joythimayandana: voce
Albert Sardei: voce, tastiere
Kiangpo Hau: chitarra
Elias Salvini: tromba, percussioni
Abdel-rrazaq El Aidi: voce, percussioni
Matteo Scuro: shaker
Cheikh Fall: djembe, kora
Pino Parello: basso
Kasun Mawasinha: batteria, percussioni elettroniche
Olmo Manzano Anorve, Bassirou Bass: percussioni
Ospiti:
Olivia Sardei: voce in 01
Coro Istituto Vanvitelli di Lioni: voci in 02
Gruppo Spontaneo Trallallero: voci in 10
Giuseppe Loruccia: percussioni in 10
Shruti Box: tampura elettronica in 10
2010
39:02
