Il Paese InCantato
è un volumetto dolce, appassionato, un centinaio di pagine in cui
l’autore riunisce tutti protagonisti “colpevoli” di averlo
cresciuto come musicofilo ma anche, perché no, come uomo; ad ognuno
di essi dedica alcune righe sintetiche ma “dense”, aforismi
fulminanti che riescono a tratteggiare in poco spazio le loro
caratteristiche essenziali; Marco Brogi, per arricchire queste brevi
descrizioni si avvale dei disegni di Max Cavezzali, asciutti, in
alcuni casi quasi minimalisti, ma capaci di cogliere i dettagli che
fanno di questi artisti dei “personaggi”.
E l’accoppiata
funziona, funziona davvero bene, la lettura scorre piacevole,
mettendo addosso anche la curiosità, magari, di approfondire la
conoscenza di quel tal cantante che, chissà perché, non era mai
stato considerato più di tanto…
E, per non “svelare
l’arcano”, non verranno fatti i nomi, di questi artisti, ma solo
un abbozzo: troviamo, tra gli altri, il menestrello di Cuggiono, il
poeta acustico americano, la catanese con la chitarra, l’uomo della
“maglietta fina”, il cantore della Milano “che non c’è più”,
il poeta di Genova, il “ladro di biciclette”, il cantore romano
“scontroso”, quello bolognese “col fiasco” e quello siciliano
“sperimentale”, la rocker di Siena, l’uomo che “guardava il
mondo da un oblò”, quello che osservava la gatta, il papà del
teatro-canzone, il “chitarrista” purtroppo spesso dimenticato,
colei che sussurrava “je t’aime…”, il beatle con gli
occhialini, il “ragazzo fortunato” rapidamente cresciuto, il
rocker emiliano che non ha mai “perso le parole”, il ragazzo che
arrivava da Poggio Bustone, l’uomo col cappello di lana ed il
clarinetto e quello che a Sanremo disse “basta”…
Ed ancora, chi contava i
fili di canapa, l’avvocato astigiano, il livornese “maledetto”,
il blues-man americo-napoletano”, il calabrese pungente ed
affilato, il “professore” di latino, l’istriano malinconico, il
rocchettaro emiliano dalla vita “intensa”, ed altri ancora…
Per ognuno di loro un
piccolo atto di affetto e di riconoscenza, poche righe per raccontare
carriere che, volutamente o meno, sono state le colonne sonore di
gran parte delle nostre vite, e che, anche solo per questo, meritano
un grazie.
Marco Brogi (disegni di Max Cavezzali)
Zona
2008
116
