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Prima di tutto due parole sull’ambientazione
dello spettacolo. Si tratta delle Officine Grandi Riparazioni, un sito
abbandonato dalle Ferrovie dello Stato, nel quale venivano riparati i
locomotori e i vagoni dai primi anni del Novecento sino agli anni Ottanta. Per
gli appassionati di archeologia industriale è un luogo notevole: capannoni in
muratura lunghi oltre cento metri con una bella estetica, che si cerca ora di
recuperare alla città con mostre e spettacoli. In uno di questi, con l’odore
d’olio bruciato che trasuda ancora dai muri, è stato allestito un palco
sovrastato da un telo per proiezioni. I Massimo Volume si sono riuniti per l’occasione. Doppia in questa
edizione del Traffic Festival di Torino. Il commento sonoro de La caduta della casa degli Usher questa
sera e il concerto vero e proprio nella serata conclusiva della manifestazione,
insieme a Patti Smith e agli Afterhours. La pellicola è un muto del 1928
liberamente tratto da un racconto di E. A. Poe e l’ambientazione tanto vasta
quanto tetra delle Officine è perfettamente in armonia con il bianco e nero del
film e la musica proposta dal gruppo capitanato da Emidio Clementi. Il film è stato piuttosto
interessante, sia a livello storico che a livello puramente estetico. Per
quanto riguarda la musica sarebbe intanto interessante conoscere quella
originale e sapere se i Massimo Volume hanno avuto la possibilità di venirne a
conoscenza (ammesso che vi sia una colonna sonora originale unica). La
strumentazione è formata da basso, batteria e chitarra con effetti. Il fatto di
usare uno strumentazione odierna per musicare un film di ottanta anni addietro
è una circostanza curiosa ma interessante. Il gruppo ha dovuto attenersi alla
sceneggiatura, peraltro distante dal racconto di Poe e soprattutto tenere conto
del rimo del film e delle inquadrature. A partire dai titoli di testa così come
in molte sequenze e scene si è scelto per un accompagnamento di arpeggio o
effetti di chitarra e note di batteria che alternano un po’ di ritmica con
molti abbellimenti. Un ulteriore problema è rappresentato dai più o meno lunghi
momenti nei quali compaiono le didascalie o le battute degli attori: riempire
anche questi quadri rende ancora più difficoltoso il lavoro. Infine, è banale
affermarlo, ma in un film muto vi deve essere sempre musica dal primo
all’ultimo fotogramma.  In linea di
principio l’effetto ottenuto era quello di mantenere uno stato di tensione, cui
contribuiva già di per sé lo sfasamento dato dall’accoppiamento tra le immagini
datate e il sound dei Massimo Volume, con i suoi break e gli stop nelle
frasi. Quando l’azione filmica lo consentiva, vi erano accelerazioni nella
dinamica, nel ritmo e una maggiore pressione sonora. Un compito comunque riuscito in
buona parte, con inevitabili lacune nell’assenza di varietà del flusso sonoro troppo
omogeneo. Il pubblico ha però mostrato di gradire questo esperimento di unione
dell’antica pellicola con suoni “nuovi” La miscela tra il luogo in un certo
senso mistico, una cattedrale del lavoro, il film d’autore e il post-rock, alla
fine, ha discretamente convinto.

Artista:
Massimo Volume vs. La caduta della casa degli Usher
Location Concerto:
Officine Grandi Riparazioni, Torino
Data Concerto:
09/07/2008