Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

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È una serata strana, in
città. Di sirene, di vigili e di traffico impazzito. Notte di coppa
dei campioni, che a due passi dall’Auditorium ha appena terminato
di raccogliere tifosi inglesi e spagnoli che poi, proprio all’ora
prevista per la fine del concerto, riverserà nelle strade a
migliaia, ma in un solamente duplice e opposto sentimento di smarrita
delusione e di euforico entusiasmo.

Portano con sé, gli
spettatori di oggi, questo piccolo bagaglio di atmosfera che da fuori
va dentro in un incisivo “voglio esserci, comunque”. Mimmo
Locasciulli
riceve sorridente l’abbraccio del suo pubblico, e
non manca di esprimere la sua gratitudine nel vederlo, e il suo
entusiasmo nel dare vita allo spettacolo.

Come sempre, per chi lo
segue e lo ama, è un’esperienza emozionale forte: lui offre il suo
repertorio generosamente, in giro per i dischi e per gli anni, brano
per brano come chicco per chicco di un grappolo d’uva settembrino:
se ne gusta uno e si attende il successivo che si conosce, si
riconosce o si scopre, di certo se ne godrà e se ne sarà appagati.
Il primo chicco è C’è tempo, per passare subito a uno dei
momenti più intensi con L’interpretazione dei sogni,
avvolgente nell’incedere ritmico, nelle splendide trovate armoniche
e nei timbri di batteria e percussioni (Alessandro Svampa),
contrabbasso (Matteo Locasciulli), violoncello (Giovanna
Famulari
), sassofoni (Fabrizio Mandolini) e naturalmente
pianoforte, con il tocco di Locasciulli magicamente inconfondibile.
Nell’atmosfera calda e confidenziale che instaura subito con il suo
pubblico, lui va avanti con Aria di famiglia in un nuovo
arrangiamento, e Correre baby, e Gli occhi, e Piano
piano
; e poi Il treno della notte che, cantato in piedi al
centro del palco con armonica e tamburo, fa da spartiacque per
l’introduzione dell’ultimo lavoro, “Idra”. Inserito al
centro del concerto con fin troppo pudore, dato che si tratta quanto
meno di uno dei migliori degli ultimi anni, se si vuole azzardare una
sorta di classifica. A partire dalla splendida title track che sa di
erculea mitologia, che sa di mari lontani come l’isola greca meta
dei grandi poeti della beat generation, e che sa di acqua limpida
“che si contrappone a quest’epoca nebbiosa, in cui la gente si
chiude in casa e non vuole vedere gli estranei, i diversi”. E poi
la struggente Senza un addio, e La disciplina dell’amore,
Passato presente, Benvenuta, presentate nella stessa
sequenza scelta per il disco. Per poi tornare a cogliere altri
chicchi, altrove nel tempo. Il pubblico infine se ne va – tra
sciami di inglesi che invadono la città confusi e avviliti – con
il suo sentimento estraneo e luminoso, pago delle emozioni che Mimmo
Locasciulli – da grande cantautore quale è – sa ancora regalare.

Artista:
Mimmo Locasciulli
Location Concerto:
Auditorium Parco della Musica, Roma
Data Concerto:
27/05/2009