In un freddo sabato sera milanese tre giovani band salgono sul palco de La casa di Alex e con pochi brani scaldano l’ambiente. Fuor di metafora diabetica, sabato 30 novembre è stata una serata vissuta all’insegna di musica inedita, suonata live da una dozzina di giovani, giovanissimi, musicisti che hanno offerto del buon rock (in varie declinazioni e stili). L’occasione nasce dalla presentazione a Milano di Timeo, primo EP dei Timeo, gruppo con base a Vercelli – qui nella foto con al centro Larsen Premoli, direttore artistico dell’etichetta Keystune Records che ha prodotto il disco – che da qualche tempo sta facendosi conoscere per la capacità di tenere insieme un sound con richiami di fine anni ’60, rock anni ’70 (ma anche con forti venature noise) e una buona dose di sperimentazione contemporanea. Tre gruppi dicevamo, in gran parte residenti a Milano – ma provenienti dalle più disparate regioni italiane, Piemonte, Lazio, Lombardia, Campania, Veneto… – e accomunati da anni di studio in scuole di musica di ottimo livello. E si vede. Ma soprattutto si sente.

Si parte con i Redrum, un trio che in una mezzora mette sul piatto sei brani che spaziano dal rock al punk, virando in alcuni brani anche verso un rock più duro, grunge, specie nel cantato. Buona tecnica e buona resa live per ognuno dei tre musicisti, capaci di creare un groove che non passa inosservato. Nella seconda parte spazio ai Kiwi Cave, formazione “romana” ma milanese d’adozione, che sfodera 40 minuti di un rock difficilmente collocabile, viste le varie influenze che fluiscono nei brani. Ma come sappiamo, più che le etichette quel che conta in questi casi è il risultato e ci sentiamo di dire che i Kiwi Cave sono una bella realtà, con ottimi musicisti e linee melodiche non scontate a supporto di un tiro rock che funziona. Come i Redrum anche loro cantano in inglese, ma qui c’è una maggiore scorrevolezza nel rapporto testo-musica, il che rende i loro brani più coinvolgenti o comunque più fruibili ad un pubblico più vasto.

Per ultimi salgono sul palco i Timeo, a presentare come dicevamo il loro primo EP, omonimo (qui il link) dopo alcuni singoli usciti sulle piattaforme nei mesi scorsi che inquadrano perfettamente la potenzialità del gruppo: Contatto, 904mg di Aul*n e Sarebbe bello. La formazione è quella classica con chitarra, basso, batteria e tastiera, strumenti suonati con perizia ma senza mai eccedere in virtuosismi o, peggio ancora, personalismi fini a sé stessi. Quel che si respira vedendo una performance dei Timeo è una forte complicità, un feeling che nasce da un’amicizia solida e che si riverbera nei brani, generando così un suono coeso in fase di arrangiamento in studio, dove ognuno ci mette del “suo” – ma sempre con uno sguardo d’insieme – generando poi un’alchimia capace di creare un equilibrio perfetto nei live. I testi sono in italiano (e già solo per questo meritano un doppio applauso, vista l’oggettiva difficoltà di scrivere nella nostra lingua quando si vuole farlo su un tappeto rock) e anche se i brani presentati sono solo sei, quel che appare evidente fin da subito è la volontà di affrontare tematiche non banali, una scrittura che intinge la sua penna nelle pieghe dell’attualità, con passaggi di denuncia sociale che connotano e qualificano il prodotto finale. Dopotutto il nome del gruppo riporta a Platone e qualche sinergia attitudinale su come approcciarsi al mondo, all’anima del mondo, doveva pur esserci… Detto questo, il risultato finale non risulta affatto pesante o infarcito di luoghi comuni, e questo non è poco, visto il rischio altissimo che si corre quando si fugge dalle tematiche amorose per dare un po’ di peso alle parole. E la musica?

Un po’ come per i Kiwi Cave, anche per i Timeo rimane difficile inquadrarli in un solo genere. Ma poi, ragionando a voce alta, perché mai un gruppo, per giunta così giovane, dovrebbe avere già una strada ben tracciata? Quel che è certo è che ci troviamo di fronte a ragazzi talentuosi, innamorati e portatori sani di un rock velatamente psichedelico (904mg di Aul*n), unito a folate prog incandescenti che lasciano spazio però anche a ballate più morbide (Stasi), dove la voce di Giuseppe Garavana (tra l’altro ottimo chitarrista e compositore, che insieme a Dario Roncolato alle tastiere sono il seme dei Timeo, qui in alto nella foto) si innesta perfettamente, un taglio graffiante ma che all’occorrenza sa essere morbida dove serve. Questo loro primo Ep è un mix di tutto questo, tanto da poterli definire un gruppo “Art Rock”, vista anche la loro attitudine a unire suono ed immagini, grafica e poesia, musica contemporanea e richiami sottotraccia che portano alla ‘classica’, come nelle migliori tradizioni dei gruppi rock anni ’60 e ’70. Un gruppo da tener d’occhio e che siamo certi saprà trovare la giusta direzione musicale, così da valorizzare ulteriormente quella voglia innata che hanno di fare musica caleidoscopica, capace cioè di unire più dimensioni artistiche. Un po’ come il Natale, quando arriva arriva… E così è l’Arte. Quando ce l’hai dentro si esprime in più direzioni e, come in questo caso, la musica dei Timeo diventa il veicolo principale per un’esperienza di Arte, di Arti, che convivono nel progetto finale. C’è ancora molta strada da fare, è vero, ma le premesse sono chiare e lasciano ben sperare.

In chiusura, ci piace segnalare la forte interazione che si è creata tra i tre gruppi, specialmente tra Kiwi Cave e Timeo – aiutati anche dalla radice comune produttiva, visto che entrambi i gruppi sono sotto l’ala dell’etichetta Keystune Records ( https://www.instagram.com/keystune.it ) di Larsen Premoli – tanto da far interagire tra loro alcuni componenti in qualche brano. Un bel segnale di come ci sia una stima reciproca tra i ragazzi e una voglia di crescere insieme. Perché in fondo, la pensiamo esattamente come il grande Ezio Bosso “la musica, come la vita, si può fare in un solo modo: insieme”.
L’evento è stato organizzato da Filodiffusione e da L’Isola che non c’era, due realtà che pur partendo da posizioni e da storie diverse stanno convogliando le proprie energie per far crescere a Milano momenti di musica condivisa. Dovrebbero infatti esserci più occasioni come questa, momenti live dove si può finalmente ascoltare materiale inedito, magari non solo serate unatantum ma qualche rassegna che spinga e favorisca l’incontro tra artisti e pubblico in maniera continuativa, ritornando a quella sana voglia di abbeverarsi di cose nuove. Non di solo Tribute e Cover band vive la musica. Sembra banale dirlo, ma è che a guardarsi intorno, a leggere la programmazione dei locali, qualche dubbio viene.

————————————————————————————————-

REDRUM
Filippo Stocco (tastiere e voce)
Andrea Pasqualetto (chitarre)
Riccardo Zane (batteria)
https://www.instagram.com/redrum_band/

KIWI CAVE
Leonardo Arena (batteria)
Francesco Chiapperini (basso e voce)
Giacomo Gagliardini (chitarra)
insieme a
Francesco Miglione (chitarra e voce)
Dario Roncolato (tastiere)
https://www.instagram.com/kiwicave_/
https://www.facebook.com/profile.php?id=61560430033799
TIMEO

Giuseppe Garavana (chitarra e voce)
Dario Roncolato (tastiere, cori)
Manuel Boschetti (basso)
Samuele Costanzo (batteria)
https://www.instagram.com/timeo_project
https://www.facebook.com/profile.php?id=61554735927258
————————————————–
LA CASA DI ALEX
Situata in zona nord Milano (Via Moncalieri, 5), La Casa di Alex è una location polifunzionale dove convivono concerti, esposizioni, presentazioni di libri, proiezioni e corsi di varia natura. Un polo culturale che sta crescendo velocemente in visibilità e qualità delle iniziative proposte.
https://www.instagram.com/lacasadialex
https://www.facebook.com/lacasadialex
———————————–
FILODIFFUSIONE
https://www.facebook.com/profile.php?id=61554975895830
https://linktr.ee/filodiffusionemusica
L’ISOLA CHE NON C’ERA
https://www.lisolachenoncera.it/
https://www.instagram.com/l_isolachenoncera/
https://www.facebook.com/isoladellamusicaitaliana
30/11/2024
