Di Anna Castiglia conoscevamo solo il suono del suo nome, scandito spesso quando cercavamo una penna nuova a proprio agio anche sui palchi più improvvisati. Poi abbiamo conosciuto il suo volto, stampato e annunciato in diversi locali di musica a Torino. E finalmente nel 2021 ci giunse anche la sua musica, che bussò alla porta del nostro concorso ‘L’Artista che non c’era’ proponendo due brani ‘diversi’, diretti, così originali da vincere poi la competizione in una formazione che più acustica non si può: chitarra e voce. Capimmo subito di avere davanti un’artista giovanissima ma con una personalità ben motivata, con tutti i presupposti per un percorso artistico interessante e oggi, col suo album d’esordio, possiamo dire di averci visto giusto. Non siamo stati i soli ovviamente, ma ‘ci piace’ averne colto la potenzialità in una fase artistica che era ancora in via di definizione.

Mi piace è il titolo scelto per il suo primo album, dodici storie di leggerezza e profondità che spaziano dalle riflessioni sulla nostalgia alle critiche sociali, il tutto connesso da un panorama sonoro ricco e variegato. L’album celebra la libertà creativa come approccio per imparare ad accettarsi prima di cercare l’approvazione degli altri. E la prima traccia, che dà il nome al disco, è un perfetto passe-partout che ci introduce al variegato progetto della cantautrice catanese.
Anna Castiglia ricorre sovente, divertendosi, a switch stilistici: come in Ghali, brano presentato al pubblico del grande schermo (nel 2023 ha partecipato a X-Factor fino alle fasi finali, dove ha lasciato il segno) o nell’altro singolo Participio presente; davvero sublime anche Le chiese sono chiuse, sguardo sarcastico sui luoghi dedicati ai riti collettivi (le chiese, certo, ma anche teatri e bar) nei tempi di pandemia; ben riuscito anche il duetto con Ghemon nel brano Whitman. Segnaliamo inoltre la canzone Gli stessi, in cui Anna canta la fine di un amore ancora impantanato e raggomitolato nei ricordi, col distacco emotivo elaborato a singhiozzi, a sospiri. La forte sinergia tra musica e testo, e dunque il livello della scrittura, disegna con naturalezza un’istantanea: come quando in coda, all’ultimo ritornello, l’artista canta quel “tu parti” con la tonalità che si alza e l’accordo di settima aumentata (per antonomasia spesso malinconico, nostalgico) che si schiarisce: lì, chiudendo gli occhi, avvertirete il filo di un aquilone che sfugge dalle mani, vola via, e scompare lontano.
Con Mi piace la cantautrice catanese ha deciso di non scendere a patti con le definizioni né con le categorie, e l’ha fatto semplicemente esercitando una libertà artistica profonda. Paradossalmente, è proprio nella sua totale eterogeneità che vi è coerenza, ché d’altronde sarebbe un limite per lei (e per tutti) badare ai perimetri già al primo lavoro. Un modo di scrivere, di porsi, senza rincorrere a tutti i costi ai sillogismi, per proporre invece l’esercizio del dubbio ed applicare l’arte dello sconfinamento.
Per delle strane traiettorie di pensiero, ascoltando il disco ci sono piovuti brevi fotogrammi di quella storica intervista tv di Paola Maugeri a Franco Battiato (“C’è un personaggio della storia che ti piacerebbe essere stato?” “No, perché mi interessa lo SVILUPPO della mia persona, non la SOSTITUZIONE”). Ebbene, anche per questo lavoro, soprattutto per questo lavoro, abbiamo cura di non associare le canzoni e la scrittura di Anna Castiglia a quelle di nessun altro o altra, proprio per non ricorrere alla pigrizia dei tag, ai riferimenti, ai miti più o meno attuali, alla logica del “sounds-like” che addormenta l’ascolto. Capita davvero poche volte di non essere costretti a considerare il contesto esterno, e questa è una di quelle poche eccezioni perché l’album si lascia apprezzare anche senza particolari introduzioni o sinossi. Non sarebbe un’iperbole nominare Mi piace come uno dei migliori album dell’anno, specialmente se parliamo di ‘opere prime’ (della serie, ricordiamoci quando a fine maggio ci sarà da scegliere la Targa Tenco per questa categoria…)
Un 2024 da incorniciare per Anna Castiglia che, oltre ad aver dato alle stampe il suo primo lavoro, a giugno ha trionfato alla XXXV edizione di Musicultura e in estate si è esibita al Mi Ami Festival, ha aperto il concerto di Carmen Consoli (Teatro Romano Ostia Antica) e di Fabi-Silvestri-Gazzè (Circo Massimo, qui una foto dell’evento), ed è stata ospite fissa nel tour di Max Gazzè. Ed ora, all’avvio del nuovo anno, un tour nazionale tutto suo, otto date nei club/teatri italiani.
Insomma il 2025 segnerà un passaggio decisivo per accrescere ulteriormente in visibilità e conoscenza tra pubblico e addetti ai lavori. Un percorso che come abbiamo visto Anna Castiglia ha iniziato con il piede giusto, partendo dal “basso”, dai locali, dai Premi, dai concorsi, dalle aperture ai concerti via via sempre più importanti, dimostrando così ancora una volta che i circuiti di scouting non solo esistono ma sono fondamentali per rimanere a galla (anzi, in questo caso per nuotare con ampie bracciate) in questo mare che vorrebbe riempirci solo di numeri, like, dischi di platino e di poster.
Mi piace dice Anna nel suo titolo e dopo averlo ascoltato possiamo dirlo forte anche noi…ci piace!.
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Tour 2025
https://www.otrlive.it/tour-dates/mi-piace-tour-anna-castiglia/

Anna Castiglia
OTR Live / ADA Music Italy
01. Mi piace
02. AAA
03. Whitman (feat. Ghemon)
04. Le chiese sono chiuse
05. Gli stessi
06. U mari
07. Participio presente
08. Sale dentro
09. Organi interni
10. Troppa città
11. Ghali
12. Effimero
2024
37:53
