Un progetto a dir poco monumentale: tre dischi, 42 brani, tantissimi prestigiosi ospiti. Davide Matrisciano, cantautore partenopeo classe 1985, non si è davvero risparmiato in Libidal, il suo ultimo lavoro in studio, che esce a distanza di cinque anni dal precedente “Buona Visione”.
La trilogia vuole essere un viaggio introspettivo nella biografia dell’artista, rievocando momenti significativi della sua esistenza a partire dalla sua infanzia e adolescenza, ed è un omaggio alla sua famiglia di origine fin dal titolo, un acronimo comprendente le iniziali di Davide stesso e dei suoi genitori, mentre il booklet dei tre CD è una sorta di triplice “album di famiglia” con scatti che ritraggono i Matrisciano in varie circostanze importanti – matrimonio, feste di Carnevale, compleanni, prima comunione, vacanze e quant’altro. La gestazione di “Libidal” è stata molto lunga – sei anni circa – e, se inizialmente il cantautore aveva pensato di pubblicare tre full-length separati, data la quantità di materiale a disposizione, ha poi optato per una release “cumulativa”, in modo da “sgombrare il campo” da tutto quanto già realizzato e chiudere un capitolo musicale ed esistenziale per potersi dedicare liberamente a successivi progetti.

Le sonorità dell’album appartengono al filone synth-pop, new wave e pop-rock degli anni Ottanta, mentre l’ispirazione dei contenuti attinge a piene mani a una pletora di figure e simboli tra i più disparati di quell’epoca, da Heather Parisi a Bettino Craxi e alla bambola “Bebi Mia”, fino ai gelati Eldorado e al programma TV “Superclassifica Show”. Una scelta sorprendente, se consideriamo che Matrisciano è nato in quel decennio, quindi ha vissuto gli eventi e le tendenze del periodo solo nei suoi primissimi anni di vita, ma è anche vero che le sue reminiscenze e i riferimenti al panorama sociale e di costume si estendono fino ai primi anni Novanta e che certi fenomeni hanno esercitato la propria influenza almeno fino all’avvento di Tangentopoli, data spartiacque di fine ventesimo secolo in Italia. Stupefacente è poi, come si diceva, la quantità di illustri collaboratori presenti nell’album: in ordine sparso, Dandy Bestia (Skiantos), Vincenzo Zitello, Tony Esposito, Johnson Righeira, Faso (Elio e le Storie Tese), Arlo Bigazzi, Silver Pozzoli, una partecipazione di Vittorio De Scalzi registrata nel 2022, e poi Gianfranco D’Adda, Antonio Aiazzi, Lucio Fabbri, Vince Tempera, Vittorio Nocenzi, Ricky Portera, Paolo Donnarumma, and so on. La loro presenza, così come quella di numerosi altri musicisti che non citiamo per brevità, ha sicuramente contribuito a riprodurre fedelmente le atmosfere Eighties, con un’attenzione estrema ad avvicinarsi il più possibile a quell’universo musicale e con arrangiamenti curati in ogni dettaglio.
I tre CD recano titoli “terapeutici” (Canzoni antidolorifiche, Canzoni antidepressive e Canzoni antistaminiche), come a voler esorcizzare il “male di vivere” ripercorrendo i propri trascorsi mentre le liriche dei brani spaziano tra vicende personali, fatti storici o inventati, oggetti “cult” e icone (in senso sia positivo che spesso deleterio) degli Anni Ottanta. C’è davvero di tutto: le Crystal Ball e le caramelle Rossana e Golia, la nevicata dell’85, i computer Atari e i contenitori Tupperware, il dizionario Zingarelli e il walkman, la Standa e le cabine telefoniche, la P2 di Licio Gelli e Stranamore di Alberto Castagna, e l’elenco potrebbe continuare. Non mancano accenni al cinema (dalle pornostar all’horror), alle réclame televisive (Pubblicità è un collage di spot, slogan, prodotti e testimonial rimasti nella memoria di moltissimi italiani), ai programmi più in voga, dagli show del sabato sera alle telenovelas. Il tutto è shakerato con elementi autobiografici (brufoli, primi amori, pulsioni sessuali, festicciole, picnic, locali frequentati, traslochi), mentre a livello sonoro non possono mancare suggestioni provenienti dalle classifiche musicali dell’epoca: si colgono dunque echi di Smalltown Boy, Blue Monday, Take My Breath Away e di altre hit.

Ma lo sguardo del cantautore si rivolge anche più in là, in direzione della negatività e del malessere serpeggiante nella società, ieri come oggi: nel suo mondo multicolore e caleidoscopico si aprono così delle crepe attraverso le quali si intravedono sofferenza, tossicodipendenza, violenza, fatti di cronaca nera rievocati spesso in maniera onirica e surreale (I graffi di Silvestro, Siamo tre bambine, Superclassifica show). Talvolta Matrisciano si lascia andare ad amare considerazioni sulla natura umana, mentre altri brani veicolano, attraverso un linguaggio allusivo, un intento di denuncia: in Haiti si cita persino la “caduta” di Giuseppe Pinelli dalla finestra della questura di Milano nel ‘69, mentre Provincialismo Urrà! stigmatizza l’insipienza e la superficialità diffusa. La narrazione è volutamente “sovrabbondante” ed ironica: si accostano citazioni colte e termini altisonanti ad elementi dell’immaginario individuale di Davide e di quello collettivo dell’epoca, in un idiosincratico pastiche concettuale che ricorda il Battiato degli anni ‘80 e quei suoi testi che mescolavano “gesuiti euclidei” e “musica finto rock”, i deprecati “programmi demenziali con tribune elettorali” con il sufismo e Gurdjieff. Qualche esempio? “La mia fedeltà alle seghe mentali e a queste gambe sbucciate a mano credo mi portasse a praticare i sillogismi plutonici” (Il trasferimento del ’91); “Leggo slogan pionieristici, si addentrano con modi tantrici… Mi sono perso nella frenologia che mi ha mutato in pillole le idee” (Manifesti per ottimisti);
“Ringrazio la tua bilocazione per l’ossessione provocata a me che sono un irragionevole furente tassidermista” (Centro Calzature).
“Libidal” è un lavoro estremamente ambizioso, che trova la sua logica nell’intento del cantautore di recuperare il materiale musicale e lirico accumulato negli ultimi vent’anni accostandolo a nuove composizioni per mettere ordine nel proprio universo interiore e dargli forma e sostanza con la collaborazione di una estesa compagine di musicisti di talento. Al tempo stesso, la numerosità dei brani richiede un ascolto a più riprese, per non lasciarsi travolgere dalla abbondantissima quantità di immagini, personaggi, eventi a volte riconoscibili, a volte frutto della fantasia trasfiguratrice del cantautore che ammanta di un’aura epica episodi di vita vissuta, luoghi e figure amplificandoli con lo sguardo stupito del bambino che rende unico e irripetibile anche l’istante più insignificante.
Sintetizzare in una definizione questo imponente “amarcord” tripartito è impresa ardua e dunque, consapevoli che entrare in profondità in ogni sfumatura di questo lavoro richiederebbe una trattazione ben più ampia, ce la caveremo con una frase ad effetto: la trilogia di Matrisciano è una sorta di “ricerca del tempo perduto” in salsa italica, dove le madeleines hanno sapore di Zigulì, Galatine e Calippo e le Albertine si chiamano Karina Huff, Ilona Staller e Heather Parisi.
(Foto Archivio Davide Matrisciano)

Davide Matrisciano
La Cellula Records/Maxsound
CD 1 – CANZONI ANTIDOLORIFICHE
01. Anestesia in un cinema
02. La carne di lei
03. 29 luglio feat. Johnson Righeira
04. Il trasferimento del '91
05. Dr. Salamandra
06. Manifesti per ottimisti
07. Libidal
08. Bebi Mia
09. Zampirone
10. La Biennale di Venezia
11. L'ascensore per la festa
12. Ostaggio delle cabine telefoniche
13. Terrore per adulti
14. Pubblicità
CD 2 - CANZONI ANTIDEPRESSIVE
01. Occhi neri sbarrati su Cimitile
02. Acne
03. Heather Parisi
04. Mademoiselle Joie
05. Battito con finale a sorpresa
06. La messa di Joe D'Amato
07. Mattatoio mobile
08. Zodiaco di sottosviluppo
09. Calicantus (La Riesumazione)
10. Bar Fulcanelli
11. Centro Calzature
12. Strobosfera
13. I graffi di Silvestro
14. Salotto 1928
CD 3- CANZONI ANTISTAMINICHE
01. Ultrasuoni dolomitici
02. L'armadio del sabato sera
03. Superclassifica Show
04. Craxi Mania
05. Haiti
06. Il cannibalismo è positivo
07. Provincialismo Urrà
08. Poltergeist Boom
09. Telenovelas gassate
10. Gelati Eldorado
11. La canzone della musicassetta
12. Progetti di un picnic
13. Siamo tre bambine
14. Autostoppiste
Davide Matrisciano
2024
