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Enrico Ruggeri è tornato con un nuovo album di inediti, La caverna di Platone, titolo ispirato dalla famosa analogia del filosofo greco, che presuppone che l’uomo debba uscire dalla caverna per poter raggiungere la piena consapevolezza e diventare un essere libero. Ruggeri conosce bene questo percorso avendolo praticato da sempre, attraverso decisioni scevre da compromessi, a costo di pagarne poi le conseguenze. Nel periodo della pandemia, giusto per fare un esempio, contestò il Green Pass e venne escluso dalla Rai per tre anni. Per approfondire la traiettoria umana ed artistica di Enrico Ruggeri consigliamo di leggere l’ultimo suo libro, l’autobiografia ‘40 vite (senza fermarmi mai)‘, uscito nel 2024 per La Nave di Teseo (leggi QUI la recensione).

 

L’album ci mostra un artista dalla vena particolarmente ispirata, che ci regala uno tra i suoi migliori dischi. Ogni canzone stupisce per la freschezza, l’inventiva, la varietà, cosa alquanto rara dopo quasi 50 anni di carriera e 32 album. Enrico Ruggeri sta vivendo evidentemente una seconda (o terza?) giovinezza, come dimostra la sua intensa attività a 360° gradi: nuovo cd, il recente libro e la trasmissione televisiva ‘Gli occhi del musicista’, attualmente in programmazione su RAI 2. Il fil rouge del disco è la libertà espressiva, concetto che sta particolarmente a cuore al cantautore milanese, da sempre fautore del libero pensiero filosofico e politico. Libertà espressiva che significa scrivere canzoni che spaziano tra diversi temi, toccano il quotidiano, rimandano agli “intellettuali scomodi” (da Socrate a Pasolini), alle Zone di guerra, ai massacri inutili (la toccante La bambina di Gorle, strage compiuta dalle forze alleate a Milano nel 1944), alla felicità da conquistare, all’Europa (che non ci piace così com’è).

 

La Caverna Di Platone
Foto di Angelo Trani

 

La caverna di Platone si apre con il delicato tocco del piano di Gli eroi del cinema muto, uno dei brani migliori del disco (ma la scelta è molto ardua), destinato a diventare un classico nel repertorio intimista di Enrico Ruggeri. Struggente il suono e poetiche le parole (“Siamo noi tutto questo, la bellezza del gesto, la bugia della vita senza una sola battuta”). Il poeta, secondo brano, si apre sempre con il piano, questa volta più incisivo, che serve a dare sostanza ad una canzone che è un’ode alla libertà di pensiero, scelta come primo singolo del disco. Altro ritmo, con una chitarra d’apertura in stile Who, per Il cielo di Milano, una canzone scritta con l’aiuto di un ”ragazzo di campagna” come Massimo Bigi e dedicata alla sua città. Un brano ritmato, incalzante, con uno sguardo rivolto a quel “bambino che sei stato”.

 

Lo dicevamo in apertura, è un Ruggeri in gran forma, ogni canzone è un pezzo a sé denso di storie, di suoni, di voglia di trasmettere ogni piega – tra “rose e spade” – dell’esistenza. Un album senza cali di tono, dove le canzoni del disco sono come pagine di un libro che ti catturano e ti conquistano. In Das ist mir würst, un valzer scritto da Silvio Capeccia in perfetto stile Decibel, troviamo qualche considerazione sull’Europa. L’amata Europa di un tempo è diventata “l’Europa delle banche, delle multinazionali, dei centri di potere, della manipolazione del pensiero, non è la mia Europa, non è l’Europa che voglio”. La splendida melodia di Zone di guerra racconta la tragedia della guerra e pone domande sul senso dell’esistenza (“Qui Dio non c’è, pietà non c’è, tra gli angeli e il fango dove Dio non c’è, qualunque Dio non c’è, chiunque sia non c’è”). Nella title track La caverna di Platone, Enrico canta “Non andare via, passeremo questa notte e si vedrà”, testo e melodia che hanno tutte le carte in regola per far diventare questo brano un classico del suo repertorio. Bellissima anche la minimale Le notti di pioggia, chitarra, voce, spazzole e uno spruzzo di sax, col sound malinconico che rimanda un po’ alle atmosfere in stile Enzo Jannacci. Nel brano Benvenuto chi passa da qui Ruggeri duetta teneramente con il figlio Pico Rama, voce delicata e chitarra acustica.

 

Un grande ritorno quello di Enrico Ruggeri, che mostrerà l’impatto di queste canzoni nella dimensione live nei due concerti speciali per la presentazione del disco: l’1 aprile ai Magazzini Generali di Milano e il 3 aprile al Largo Venue di Roma. L’album è stato edito in digitale, CD e in doppio vinile con alcune bonus tracks.

La Caverna Di Platone

Artista:
Enrico Ruggeri
Etichetta:
Anyway Music/Sony Music
Elenco Tracce:
TRACKLIST CD E DIGITALE
01. Gli eroi del cinema muto
02. Il Poeta
03. Il cielo di Milano
04. Zona di guerra
05. La caverna di Platone
06. Il problema
07. Das Ist Mir Würst
08. La bambina di Gorla
09. Come prima più di prima
10. Cattiva compagnia
11. Le notti di pioggia
12. Benvenuto chi passa da qui
13. Arrivederci addio
TRACKLIST VINILE (con 5 bonus track)
SIDE A
01. Gli eroi del cinema muto
02. Il Poeta
03. Il cielo di Milano
04. Zona di guerra
SIDE B
01. La caverna di Platone
02. Il problema
03. La figlia perduta
04. Le notti di pioggia
05. She
SIDE C
01. La bambina di Gorla
02. Das Ist Mir Würst
03. Come prima più di prima
04. Cattiva compagnia
05. Le notti di pioggia ii
SIDE D
01. Benvenuto chi passa da qu
02. Circo meraviglia
Produzione Artistica:
Enrico Ruggeri, Fortu Sacka e Sergio Bianchi con Mauro Tondini
Musicisti:
Voce: Enrico Ruggeri - Voce e chitarra acustica in “Benvenuto chi passa da qui”: Pico Rama - Chitarre elettriche: Sergio Aschieris, Johnny Gimple, Fortu Sacka, Paolo Zanetti - Chitarre acustiche, cori e seconde voci: Andrea Mirò - Pianoforte: Francesco Luppi - Tastiere e orchestrazioni: Francesco Luppi, Mauro Tondini - Sintetizzatori analogici: Silvio Capeccia e Mauro Tondini - Tromba e filicorno: Davide Brambilla - Basso: Fortu Sacka - Batteria: Phil Mer, Alex Polifrone (occasionali ritocchi di basso e tastiere Sergio Bianchi).
Durata:
45:05