Il 25 aprile 2025 l’Italia ha celebrato gli 80 anni dalla Liberazione dal nazifascismo. Un importante anniversario per una data che rappresenta la rinascita della democrazia e il risultato della lotta contro il regime fascista e l’occupazione tedesca.
Purtroppo quella che è, o dovrebbe essere, una festa nazionale è stata adombrata, negli ultimi tempi, da discussioni e polemiche: tra le forze politiche c’è chi, infatti, la ritiene “divisiva”, forse volutamente trascurando il fatto che la Resistenza, il nucleo del processo di liberazione, venne combattuta dalle diverse componenti dell’antifascismo. Il fenomeno resistenziale, inoltre, non fu solo rappresentato dalle azioni dei partigiani nelle città, nelle campagne e sulle montagne, ma si configurò come un complesso movimento civile e culturale che vide la partecipazione attiva delle donne e portò ad una emancipazione della condizione femminile. Significativo fu poi l’apporto dei non italiani, soldati “fuoriusciti” di varie nazionalità, che si unirono alle bande partigiane. I Modena City Ramblers, da sempre attenti nel loro percorso musicale a questo fondamentale periodo della storia del nostro Paese, non potevano non dare il loro contributo in questa ricorrenza.
Sono trascorsi trent’anni da Materiale Resistente (1995), compilation che riunì per il 50mo anniversario della Liberazione alcune tra le più rilevanti band dell’epoca (C.S.I., Marlene Kuntz, Yo Yo Mundi, Skiantos e molti altri), a cui i MCR parteciparono con la loro celeberrima versione di Bella Ciao. A distanza di due decenni dal concept album Appunti partigiani, l’ensemble ha ora realizzato un doppio progetto articolato nell’EP Appunti resistenti, comprendente quattro brani inediti, e nel volume Nati per la libertà, pubblicato da La Nave di Teseo. La band modenese, inoltre, è impegnata in un tour che, partito lo scorso marzo, toccherà tutta l’Italia con tantissime date.
Nati per la libertà è un libro “corale” poiché è stato scritto da tutti i Ramblers insieme (Davide “Dudu” Morandi, Massimo “Ice” Ghiacci, Franco D’Aniello, Francesco “Fry” Moneti e Leonardo Sgavetti) ma anche nel senso che offre una narrazione a più voci della Resistenza. Protagonisti di questi racconti sono infatti, oltre che i partigiani, bambini, ragazzi e ragazze, madri, anziani, militari provenienti quasi da ogni parte del mondo, dalla Russia alla Nuova Zelanda. Questo perché la libertà “non ha colore, non ha confini e non ha bandiere”, come dichiara “Sergio”, voce narrante di Lo spettro del ponte. I “nati per la libertà” sono dunque sia eroi e figure leggendarie che hanno combattuto e a volte sacrificato la propria vita, passando alla storia per il proprio coraggio, sia personaggi rimasti nell’ombra, reali o immaginari, che hanno dato comunque sostegno alla lotta di liberazione. Le vicende narrate uniscono idealmente l’Italia in procinto di essere liberata, poiché alcune di esse sono ambientate nell’area modenese-reggiana e sull’appennino emiliano, terre di origine della maggior parte dei musicisti, mentre altre toccano altri angoli della nostra penisola, da nord a sud.
La Resistenza fu fatta di eroiche azioni sulle montagne e nelle città, dell’operato delle staffette che attraversarono le linee nemiche trasportando messaggi e munizioni, di famiglie che corsero grossi rischi dando ospitalità a partigiani e soldati sbandati, di canzoni composte e intonate per infondere coraggio. Così Eppur bisogna andar, racconto che apre il libro, è dedicato alla nascita di uno dei più importanti canti partigiani, Fischia il vento, e al suo autore, Felice Cascione, nome di battaglia “U Megu”.

Molte storie attingono alle memorie familiari degli autori stessi, acquisendo così un valore aggiunto. William Walker, ad esempio, è un militare inglese che viene nascosto da una famiglia reggiana e che, a conflitto concluso, darà il nome di uno di loro, Tonino, al proprio figlio; lo stesso faranno coloro che lo avevano ospitato, chiamando uno dei loro figli (nella realtà, il padre di Leonardo Sgavetti) proprio William, in ricordo dell’episodio che li aveva avvicinati.
Ci si proietta nel futuro, nel 2045, in Festa d’aprile, in cui due ultracentenari si incontrano ad una commemorazione: il lettore scopre poi che si tratta dei “fantasmi” dei due più giovani caduti della Resistenza, Gennarino Capuozzo e Franco Cesana. Quella del Partigiano Scarpasoun è invece una delle vicende più lunghe e articolate ed è in parte ispirata agli scritti di Arrigo “Bulow” Boldrini, comandante della 28ma Brigata Garibaldi, e alle testimonianze di altri resistenti.
Tra le pagine più delicate e ricche di speranza, infine, quelle che vedono protagonisti Renzo e Lucia, lui timido giovane combattente, lei intraprendente ragazza di paese, che si scambiano, oltre ai baci e alla tenerezza, i propri sogni per il futuro. Le parole di Lucia riflettono, nella loro semplicità ed ingenuità, le speranze di tanti italiani alla fine del conflitto:
Io mi immagino quando saremo vecchi, tra più di cinquant’anni, che vivremo in un bellissimo paese. Un’Italia nuova, democratica, dove ogni italiano sarà fiero di quello che stiamo facendo oggi, dove il fascismo sarà solo un lontano ricordo e dove ci sarà rispetto per tutti e lavoro e possibilità di star bene. E noi avremo tanti nipotini felici di vivere in un mondo di pace e di lavoro… Un mondo bello…
I desideri di Lucia sono solo in parte divenuti realtà. A seguito della Resistenza ebbe luogo una trasformazione politica e culturale che rese l’Italia una Repubblica democratica e i primi passi mossi in questa direzione furono il referendum del 2 giugno 1946 e la Costituzione del 1948. Nei decenni successivi le vicende italiane sono state complesse ed oggi, a ottant’anni da quel 25 aprile 1945, a tratti emergono rigurgiti autoritari, sfiducia nella democrazia e smarrimento della memoria storica, oltre a voci che vorrebbero sminuire il significato del movimento resistenziale. Per questo motivo rievocare senza retorica i fatti di allora, come avviene nei racconti scritti dai cinque Ramblers, è importante per tramandare e perpetuare i valori per cui tanti “nati per la libertà” hanno lottato, anche a costo della propria vita, restituendo dignità ad una nazione sconvolta dalla guerra e dalla dittatura.
Modena City Ramblers
La nave di Teseo
2025
304
20.00
