
I Fabularasa sono tornati e lo hanno fatto in grande spolvero. Hanno solcato un oceano di silenzio, per dirla con Battiato, per poi approdare dopo tredici anni sulle rive del mondo con un disco bellissimo, il terzo album, dal titolo potente: Atlante. Un silenzio per nulla vano ma carico di aggettivi e bagagli, che ha permesso di raccogliere senso e urgenza, trasformandosi in parole giuste, precise, necessarie. Undici tracce che parlano di mare, di vita, di quotidianità, di storia contemporanea, migrazioni, difficoltà, memoria e lo fanno con responsabilità e peso, proprio come la figura mitologica di Atlante ispira a fare.

Il 9 gennaio, il concerto di presentazione al Teatro Forma di Bari, davanti ad un pubblico numeroso e partecipe, è stato un momento molto alto di musica e poesia. La formazione con Luca Basso alla voce, Poldo Sebastiani al basso, Vito Ottolino alle chitarre e Giuseppe Berlen alle percussioni e batteria, era arricchita dalla presenza di Mário Laginha, pianista jazz portoghese di grandissima levatura (qui in alto nella foto) che è riuscito ad incastrarsi meravigliosamente sia nel disco che sul palco, in dimensione live, nelle trame dei Fabularasa, lavorando di ricami e toni di azzurro.

Due le grandi componenti della serata, le storie contenute nelle canzoni nuove, raccontate una per una da toccanti introduzioni di Luca Basso e la musica, dirompente, dolce, che ha cullato noi spettatori per più di due ore di spettacolo, facendola seriamente da padrona e incantando l’intero teatro con sonorità miste tra jazz, world music e canzone d’autore. Un quadro, una mappa piena di stazioni in cui fermarsi e sentire e riflettere, lasciando andare il passo e il pensiero verso larghezze e approdi.
Un viaggio lungo e avventuroso, come la stessa serata di presentazione del disco, aperta dalla voce di un ragazzo migrante che risuonava sulle nostre teste, mentre recitava un pezzettino del canto di Ulisse scritto da Dante nella Divina Commedia. Di spose, di legni, di barche, di mare si canta. Di vita, di avventura, di dimora, punti limite e cuori di rosa. Buon viaggio a loro e bentornati.
Sipario.
servizio fotografico a cura di Giuseppe Ottolino

Fabularasa
Teatro Forma, Bari
09/01/2026
