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Nati a Pordenone e tra le prime realtà italiane a muovere i propri passi su MySpace, la piattaforma musicale che negli anni Duemila ha dato spazio a molte band indipendenti, i Sick Tamburo portano con sé una storia che ha sempre intrecciato energia e fragilità, mantenendo nei testi quella tensione emotiva che da anni caratterizza il loro modo di raccontare l’inquietudine del vivere.

 

Dementia è il loro ottavo album, pubblicato da La Tempesta Dischi. Chi li segue da tempo sa che l’introspezione e la profondità sono la loro cifra, una traiettoria stilistica che viaggia lateralmente rispetto ai canoni del mainstream. E non è la prima volta che affrontano tematiche dolorose legate alla malattia: nell’album Giorno Nuovo del 2017 è presente il brano La fine della chemio, scritto da Gian Maria Accusani per la collega e amica Elisabetta Imelio – co‑fondatrice e bassista della band – scomparsa nel 2020 dopo un lungo percorso contro il cancro al seno. Un inno di speranza dai risvolti solidali.

 

Dementia sembra nascere da quella stessa “necessità interiore” di cui parlava anche Kandinsky in Lo Spirituale nell’arte, un parallelo artistico-letterario che è visivamente evocato dall’immagine di copertina disegnata da Davide Toffolo e dalla grafica di Paolo Proserpio. Un’urgenza esistenziale: un tentativo di dare forma – e forse di esorcizzare – la convivenza con una malattia che alterna lucidità e smarrimento, presenza e dissolvenza, inserendosi in una linea di continuità emotiva dove la fragilità non è mai un tema da raccontare, ma un’esperienza da attraversare. Da queste premesse nasce un album che usa la ripetizione, il ritmo serrato e la ruvidità per raccontare ciò che la mente non riesce più a contenere. Un viaggio nella perdita di orientamento – personale e collettiva – che restituisce una verità scomoda che fa rumore.

 

Dementia
Foto di Daniele Baldi

 

Le dieci tracce contenute nel disco compongono un continuum sonoro che si muove tra atmosfere alternative, indie rock e accenti post‑punk, con una sfumatura pop malinconica. Il suono è compatto, diretto, viscerale: chitarra, basso e batteria formano l’ossatura, mentre incursioni elettroniche e strumenti come il contrabbasso, presente in due brani, aggiungono una profondità inattesa. La produzione è volutamente essenziale e fedele allo stile e alla natura emotiva del progetto. La melodia resta sempre centrale, ed è caratterizzata da ritmi serrati e parole ripetute ossessivamente, come se la musica cercasse di trattenere tutto ciò che la mente lascia scivolare via.

 

Tra i brani che emergono subito con forza c’è Mi gira sempre la testa, un’apertura dal sound retrò indie‑rock, con andamento circolare e ipnotico che restituisce perfettamente la sensazione evocata dal titolo. Ho perso i sogni  è invece uno dei brani più energici e incisivi dell’album. Si apre con un violoncello che introduce un’atmosfera fragile attraversata da chitarra, basso e batteria. Il protagonista in questo brano è esausto della quotidianità: “Basta guerre, basta bombe / Ho solo tredici anni e non so più / E da tempo ho perso i sogni / Le macerie del mio cuore.” Questo senso di spaesamento e vulnerabilità è amplificato dal video ufficiale, diretto da Stefano Poletti (visibile qui). La title track Dementia chiude l’ascolto. Lunga circa sei minuti, è una vera e propria suite che evoca disorientamento, tensione e sospensione, fino a raggiungere una delicata forma di accettazione. È il punto di catarsi dell’album, dove tutto converge.

 

In quest’album convivono perdita di orientamento e lucidità, vulnerabilità e resistenza, immersione e riemersione, apnea e respiro. Il tema della demenza assume il significato di una deriva sociale fatta di guerre personali, ideologiche, politiche e una perdita di memoria che riguarda tutti. Una metafora personale e collettiva, un modo per raccontare ciò che spesso non vogliamo vedere, né sentire.

 

Il Dementia Tour 2026 sta registrando numerosi sold out nelle principali città italiane, a conferma dell’attesa e dell’affetto del pubblico verso una band che, dopo tanti anni, continua a parlare con sincerità e senza filtri.

Date, informazioni e biglietti sono disponibili su https://linktr.ee/latempestaconcerti.

 

Dementia

Artista:
Sick Tamburo
Etichetta:
La Tempesta Dischi
Elenco Tracce:
01. Mi gira sempre la testa
02. Silvia corre sola
03. Mexican
04. Ho perso i sogni
05. Non c’è pace
06. Fuori
07. Immagina se
08. Chiudi quella porta
09. Sangue e libertà
10. Dementia
Produzione Artistica:
Gian Maria Accusani
Anno di Uscita:
2026
Durata:
41:49