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Non tutte le rotture hanno bisogno di diventare scena: alcune accadono in silenzio, come una candela che si assottiglia nella sua stessa luce. È una forma di cedimento composta, quasi educata. Non strappa, non esplode. Si deposita.

 

Discretamente a pezzi, secondo album dei Nylon, suona quel punto esatto in cui qualcosa dentro si incrina, ma il resto del corpo continua a reggersi. Dove la caduta non è verticale, ma lenta; dove la disgregazione convive con una strana, ostinata capacità di restare in piedi. Il trio pavese — Filippo Milani, Davide Montenovi, Adriano Cancro — torna con un lavoro che non ha fretta di piacere né di spiegarsi. Un disco che arriva dopo anni di palco, di strade percorse di notte, di canzoni lasciate crescere dal vivo prima di trovare una forma definitiva. Dodici brani che hanno viaggiato, cambiato pelle, assorbito sguardi e silenzi, fino a diventare materia registrata. Non una fotografia patinata, ma un corpo vivo, attraversato da crepe visibili — live dopo live.

 

Discretamente a pezzi è un album che parla di fragilità senza mai indulgerci dentro. Racconta abusi, solitudini, ritorni, piccole epiche quotidiane, con una scrittura che tiene insieme ironia e ferocia, romanticismo e disincanto. È un teatro minimo, abitato da personaggi storti e memorabili, da paesaggi che sembrano usciti da un circo malinconico piantato ai margini di una provincia immaginaria — eppure riconoscibilissima.

 

Discretamente A Pezzi
Foto da Verbatim Ufficio Stampa

 

Musicalmente i Nylon continuano il loro randagismo felice: blues che si sporca di disco-music (Alleluja), flamenco che inciampa nel rock, folk-country attraversato da umori barocchi, suggestioni manouche che spuntano dove meno te le aspetti. Tutto però resta tenuto insieme da una forte impronta autoriale, da quella sensazione costante che ogni brano sia una scena, ogni arrangiamento una scelta narrativa. Merito anche della produzione di Lorenzo ‘Lotus’ Catinella, che ha trasformato lo studio in una vera fucina, lasciando al tempo il compito di sedimentare le canzoni invece di comprimerle.

 

 

Attorno al nucleo dei Nylon si muove una costellazione di presenze: Riccardo Maccabruni al pianoforte e alla fisarmonica, Beatrice Campisi che presta la voce a Isadora, una serie di musicisti chiamati non solo a suonare, ma a condividere un percorso umano prima ancora che artistico. È un disco corale senza mai diventare dispersivo, costruito per stratificazioni emotive più che sonore. Ma questo non è solo un album. È anche un oggetto che interroga il senso stesso del supporto fisico oggi. In un tempo in cui la musica scorre veloce e invisibile, i Nylon scelgono di rallentare, di fare qualcosa che resti. Da qui nasce l’incontro decisivo con la paper artist Michela Alesi, chiamata a interpretare ogni brano attraverso collage analogici realizzati a partire da riviste patinate, letteralmente smontate e ricomposte.

 

 

Il risultato è un vero progetto editoriale: un art booklet che non accompagna semplicemente il disco, ma lo espande, lo contraddice, lo completa. Dieci opere oniriche e poetiche, ruvide e raffinate insieme, che dialogano con le canzoni come se fossero un altro livello di racconto. Frammenti che trovano senso solo nel loro stare insieme, proprio come le canzoni del disco. Sembra una rivista, ma è un album. Sembra un album, ma è una rivista. Un cimelio fuori dal tempo, pensato per chi ha ancora voglia di fermarsi a guardare.

 

 

Il titolo, allora, diventa una chiave di lettura doppia. Discretamente a pezzi è lo stato d’animo di chi crea ai margini, lontano dai riflettori, cercando spazi di espressione in un equilibrio sempre precario. È la risposta ironica e amara a una domanda banale: “Come stai?” — “A pezzi.” Nella migliore delle ipotesi: “Discretamente.”

 

Discretamente A Pezzi
Foto da Verbatim Ufficio Stampa

 

Artista:
Nylon
Etichetta:
La Stanza Nascosta Records
Elenco Tracce:
01. Canzone senza titolo
02. Alice
03. Alleluja
04. Isadora
05. Mare scuro
06. Il mostro
07. Casa mia-
08. Rudy Tremolo
09. Il viaggio
10. Ho vinto
11. Circo malinconico
12. Wild West Rudy
Musicisti:
Lorenzo Lotus Catinella - arrangiatore e produttore esecutivo
Riccardo Maccabruni - pianoforte in “Wild West Rudy” e “Canzone senza Titolo”
Beatrice Campisi - voce in “Isadora”
Nicolò Torciani - percussioni ne “Il Viaggio e Il Mostro”
Giacomo Lampugnani - contrabbasso ne “Il Mostro e Il Viaggio”
Gianmarco Andreoli - viola e violino in “Alice”
Roberto Re - basso in “Ho vinto”, “Alleluja”, “Isadora”
Nicolò Fiori - contrabbasso in “Rudy Tremolo”
Luigi Scuri - batteria in “Ho vinto”, “Alleluja”, “Isadora”, “Rudy Tremolo”
Davide Montenovi - grafica e impaginazione
Michela Alesi – opere
Photo credits: Margherita Dametti Gli arrangiamenti e la produzione esecutiva sono di Lorenzo "Lotus" Catinella. L'album è stato registrato, mixato e masterizzato presso Europa Studio (Pogliano Milanese), nel 2025, con l'eccezione di "Wild West Rudy", registrata presso il Circolo Arci Via d'Acqua (Pavia).
Anno di Uscita:
2025