Entrare in questo disco è un po’ come assistere alla nascita delle forme in una camera oscura per fotografi di qualche anno fa. Bisogna affidarsi a piccoli squarci di luce che fanno inizialmente intravedere quante cose sono posizionate nel buio. Poi l’occhio comincia ad abituarsi allo scuro e comincia a scorgere e poi a focalizzare ogni cosa. Immergersi in questa tracklist è come sviluppare le fotografie analogiche, tirarle fuori dall’acqua e vedere piano piano prendere forma i mondi che contengono. Prima stanza a destra lavora sull’anonimato non come fuga dalla realtà, ma come intenzione a mostrarla da un punto di vista differente, dove il centro non è il personaggio/artista, ma il risultato/opera.
In questo secondo Ep, La ragazza che suonava il piano, il giovane producer napoletano tende la mano, anzi meglio, la voce, alla forma canzone più che in passato, con il suo modo del tutto personale di intendere la forma canzone, dove l’atmosfera sonora, rarefatta, è un mantello che svolazza sul cantato sfuggente, che fa suonare le parole più che scandirle. Bisogna accettare di entrarci in quella stanza e lasciarsi suggestionare, per diventare parte di un mondo “pop psichedelico”. Psichedelico nel senso storico musicale e letterale della parola cioè di dilatazione, lo era anche delle menti negli anni Sessanta, lo è più propriamente dei suoni in questo caso.
Gli spunti al piano, che poi evolvono e si mischiano con synth ed elettronica, ricordano e contengono echi del recente disco “Duality” di Dardust, che non a caso partecipa a questo lavoro producendo il brano Tu non vuoi nessuno. Prima stanza a destra è un progetto tutto sommato appena nato, fondato su due Ep che lasciano però intravedere già una buona personalità in un percorso avviato, in cammino, già più solido in questo secondo step e che sperimenta una delle tante vie del dream pop, a suo modo estrema, perché continuamente accoglie e distrugge i punti di riferimento di quel genere musicale, quasi a non voler rinunciare a una libertà di navigazione che non decide in anticipo l’attracco a cui ormeggiare.
Per ora seguiamo il suono di quella accattivante voce come fosse una sirena, e facciamoci guidare in quella stanza, per ascoltare queste otto tracce che parlano di timori (Ho paura del futuro) di relazioni (Tu non vuoi nessuno e Accanto a me) e di Infinito, forse la più riuscita della lista. Immersi nell’ascolto, colpisce, nonostante la giovane età del musicista, la sua capacità di spaziare e attingere non solo a sonorità contemporanee, ma anche a vari periodi della musica, anche del passato, aspetto questo che rafforza la possibilità di raccontare più pienamente gli stati d’animo e l’urgenza espressiva, che sono alla base del disco, con più strumenti a disposizione. Prima stanza a destra è un progetto che ha ancora tanti margini di crescita, teniamolo d’occhio.

prima stanza a destra
Sugar Music
01. ho paura del futuro
02. tu non vuoi nessuno
03. 2 a.m. (feat Drast)
04. liszt
05. migliore amica
06. ad ogni costo
07. infinito
08. accanto a me
prima stanza a destra
2026
19:39
