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Dal look inconfondibile e dalla voce splendida, Airin ha dato vita alla casa 139, mercoledì 4 novembre. Non un concerto: uno show. Perché la giovane cantante (classe ’86), al secolo Irene Maggi, ha intervallato i brani del suo splendido album d’esordio, Il Regalo, con sketch improvvisati e riusciti. Mai banale, Airin ha proposto con ironia ed eleganza i brani scritti e musicati da lei e arrangiati dal maestro Gabrielli: da “Fiumi senz’argini” a “Il Regalo”, pezzo scritto a due mani, da “Voglia di credermi bella” a “First time”, passando dal primo singolo estratto “Andare a un funerale” per arrivare all’ironica “I soldi degli altri”, da “Regina” a “Ti amo da due giorni”. Un concerto da non perdere.

Studi
jazz alla Scuola Civica
: quanto influisce sulla tua
produzione artistica?

Diciamo che non sono una
jazzista. Ho un senso della musica molto pop ma studio jazz provando
ad inserirmi nel mood, soprattutto cercando di ricavare dalla storia
del jazz e dalla sua cultura quell’armonia funzionale al mio
progetto artistico.

Il primo singolo
estratto dall’album, “Andando a un funerale”, ha un testo
particolare e dal punto di vista ritmico è diverso dagli altri
brani, è una diversità cercata?

Per quanto riguarda il
testo e alcune frasi in particolare (Mia madre dice che da quando sto
con te son colore verde pallido, ndr) mia madre l’ha detto
davvero, son tutte verità. Ad un concerto, per esempio, un bambino
ha chiesto a mia madre se me l’avesse detto realmente e lei ha
confermato. Dal punto di vista ritmico questo singolo rispetto agli
altri è più vivace, più veloce, allegrotto. È nato dal tema
musicale che suonando mi era venuto e da lì lo abbiamo velocizzato.

Sul palco hai una
bella presenza scenica: intrattieni il pubblico con gag, battute.
Come nasce quest’approccio?

È molto spontaneo, ed è
un modo per tener vicino il pubblico. Se salgo e canto solamente non
mi piace: invece improvviso, con la prima cosa che mi viene in mente
anche a rischio di fare figuracce, ma in modo originale per costruire
un rapporto, per sdrammatizzare, anche la tensione.

Quando componi, crei
prima le parole o prima il testo?

Prima il testo, perché
se scrivo una musica senza testo posso diventare matta per mesi.
Invece se parto da un testo, in base alle parole, alle sillabe e alla
metrica penso una melodia alla quale creo l’armonia.

In questo album hai
collaborato con Gabrielli (Afterhours, Calibro35), come è nata?

Avevo
scritto pochi pezzi molto semplici, al pianoforte A lui piacevano
molto così li abbiamo prima arrangiati e poi registrati, a tappe. Un
lavoro lungo che ha prodotto questo album.

Cantanti preferiti?

Nel panorama italiano
sono molto legata a Piero Ciampi, Jannacci e
Lucio Dalla. Mentre per gli stranieri, amo prevalentemente Carole
King e Joni Mitchell

Artista:
Airin