
La (solita) promessa di mettere la musica al centro della manifestazione sarà mantenuta?
Ci risiamo. La ‘Settimana Santa’ della musica italiana, del gossip, delle frivolezze, della fuga dalla realtà, è arrivata. C’è Sanremo e se ne parla. C’è Sanremo e si ascolta. C’è Sanremo e, come da copione, ci si indigna. Che poi, altro che Sanremo, ce ne sarebbero cose per cui indignarsi in questo periodo, ma andiamo avanti.

Quest’anno Carlo Conti, conduttore e direttore artistico giunto alla sua quarta edizione, ha promesso che ci sarà al centro la Musica (anche se questo è un refrain abusato che hanno usato tutti, tutti gli anni…) e le serate non finiranno tardissimo. Ci crediamo? Noi lo speriamo, per non arrivare già dormienti al Dopofestival che quest’anno promette, se non scintille, almeno qualcosa di diverso dal tirare alla lunga ogni serata canonica.
Al centro la Musica, dunque: 30 canzoni inedite (pardon 29, dopo il ritiro di Emis Killa) tutte d’un botto, fanno sempre un certo effetto. Se già gli addetti ai lavori faticano a valutare cotanta musica nuova, immaginiamo il pubblico medio con l’orecchio e la mente non allenati. C’è sempre questo mistero dietro il ‘Festivàl’ nazionale. Se la gente ce la fa a digerire in una settimana tante (belle o brutte, non importa) nuove canzoni, perché non lo fa durante tutto il resto dell’anno? Magari sostenendo giovani bravi artisti che si muovono nel web e soprattutto nei locali, nei teatri? Ma si sa, queste sono domande da sviscerare in altre sedi.
Qui vediamo di addentrarci nel merito delle cinque serate per capire cosa ci aspetta.

Se riusciremo a sopravvivere alla prima serata, in piena notte ci aspetta un Dopofestival coi fiocchi: Alessandro Cattelan, accompagnato da Selvaggia Lucarelli, Anna Dello Russo e svariati giornalisti, commenteranno a caldo la serata, presumibilmente con uno stile molto fresco e leggero, come si confà al bravo Cattelan, e, udite udite, qualche performance live “dal sapore jam session”. Presenti in studio gli Street Clerks, la band che ormai accompagna da tempo l’ex conduttore di X Factor nei suoi late show. Bella scelta, speriamo davvero che della buona musica live sovrasti la miriade di opinioni che si alterneranno in studio.
Delle 29 canzoni in gara cominceremo a parlarne domani, ma vorremmo invece spendere qualche parolina sulla serata delle cover, concentrandoci su alcune scelte ardite che potrebbero creare malumori o, al contrario, sorprendere positivamente.

Tra le scelte più chiacchierate c’è indubbiamente quella di Fedez che porterà sul palco dell’Ariston Bella Stronza con Marco Masini. Diciamoci la verità: già negli anni ’90, gli animi sensibili trovavano il testo di questa canzone – e non a torto – un tantino sopra le righe, figuriamoci oggi! Fedez dice che il testo sarà adattato al contesto odierno, Masini sentenzia che quella canzone va bene in ogni epoca… dunque? Sentiremo o no “Bella stronza / Che hai chiamato la volante quella notte / E volevi farmi mettere in manette / Solo perché avevo perso la pazienza”? Oppure “Mi verrebbe di strapparti / Quei vestiti da puttana / E tenerti a gambe aperte / Finché viene domattina / Ma di questo nostro amore / Così tenero e pulito / Non mi resterebbe altro che un lunghissimo minuto di violenza / E allora ti saluto, bella stronza”? Certo, rispetto alle finezze a cui ci hanno abituato Tony F. e soci, questa è pura poesia, ma non è che la situazione migliora solo perché altri fanno di peggio; rimangono sempre e comunque dei versi controversi. Vedremo cosa succederà, ma a nostro parere questa scelta è un ottimo modo per spremere fino all’ultima goccia il brand Ferragnez che ormai sta decisamente precipitando.
Simone Cristicchi canterà con Amara La Cura di Franco Battiato: il rischio è bello grosso. Questa è una canzone gigante e spesso chi la coverizza la trasforma in una canzone come tante altre, carina, magari anche ben interpretata ma senza cuore. Cristicchi e Amara arrivano da quasi quattro anni di repliche dello spettacolo dedicato al Maestro di Milo, per cui sapranno certamente smarcarsi da quelli che non hanno capito la potenza di quel testo e che li porta a dire “dedico questa canzone a tutti quelli che si amano”. Fiducia piena a Simone ed Erika.

Brunori Sas ci incuriosisce molto, non solo per il brano in gara, ma anche con la scelta fatta per il venerdì, portando un’altra canzone intoccabile e difficile da reinterpretare: L’anno Che Verrà di Lucio Dalla. Avesse portato De Gregori, avrebbero tutti commentato “non siamo mica a Tale e Quale Show”, e invece, bravo Brunori, si butta su Dalla, insieme a Riccardo Sinigallia (che ha prodotto il suo nuovo album) e Dimartino (senza Colapesce però). Confidiamo nel buon gusto dei tre protagonisti, Sinigallia in primis, per tirare fuori una versione meno karaoke possibile.
Che Lucio Corsi sia un tipo estroso già lo si sapeva (chi ha visto qualche suo video o concerto sa bene cosa intendiamo), ma presentarsi a Sanremo, nella serata delle cover, con Topo Gigio, cantando Nel blu dipinto di blu, non ce lo saremmo mai aspettato, anche se alla luce di quanto appena detto questo colpo di teatro rientra nella sua capacità ti stupire. Che dire, sicuramente una delle cover più attese e, ne siamo certi, uno dei video che girerà di più sui social nei giorni seguenti.
Un altro artista che risulta pericoloso da coverizzare è l’altro Lucio, Battisti. Qui abbiamo Rose Villain con Chiello (che secondo noi è stato scartato da Conti con Amore Mio, suo ultimo bel singolo) che tentano l’impossibile: Fiori rosa, fiori di pesco. Si sono infilati in un ginepraio, già lo prevediamo prima ancora di sentire una nota. Speriamo ne escano non troppo graffiati. I Coma_Cose, sempre più gli Al bano e Romina del nuovo millennio (si scherza, eh), vanno a intrufolarsi nelle pieghe degli anni ’80 insieme a Johnson Righeira con L’estate sta finendo, brano che porterà sorrisi facili tra il pubblico.

Un grande omaggio a Fabrizio De André e Pino Daniele lo faranno Bresh, Olly, Massimo Ranieri e Rocco Hunt. I primi due portano De André, mentre Ranieri e Hunt omaggiano il grande Pino. La scelta di Bresh è assai particolare, visto che porterà una chicca particolarissima e che raramente si ascolta in tv: Crêuza de mä. Lui è di Lavagna, quindi conosce sicuramente il dialetto, e gli fa onore aver fatto una scelta non furba, magari andandosi a prendere un brano del cantautore genovese più facilmente assimilabile per il grande pubblico. Ma il vero colpo di teatro è che duetterà nientemeno che con Cristiano De André che, ne siamo certi, garantirà una versione suggestiva del brano contenuto nell’omonimo album del 1986, firmato anche da Mauro Pagani.
Ci fermiamo qui. Tutto il resto non sarà noia ma non possiamo di certo fare un pronostico per ogni canzone, anche se, vista la citazione a Califano, concluderemmo ricordando che nella serata cover, il tanto discusso rapper Tony F. duetterà con Noemi in Tutto il resto è noia. Qui non siamo affatto sicuri che la resa sarà memorabile. Il Califfo è avvisato.

Se Carlo Conti è uomo di parola e non intervengono sorprese dell’ultima ora, gli ospiti delle cinque serate non dovrebbero essere molti e non dovrebbero prendersi mezze ore a monologare sui massimi sistemi, anche perché negli ultimi anni di sermoni ne abbiamo sentiti tanti, ma di veramente incisivi ce ne ricordiamo giusto alcuni, non di più (al volo, viene in mente almeno quello di Ezio Bosso, straordinario artista che lasciò un segno indelebile in quel suo intervento). Tra gli ospiti più interessanti da segnalare per questa 75ª edizione ci sono sicuramente Damiano David (che sta facendo un percorso artistico invidiabile, lavorando con talenti della musica internazionale), i Duran Duran che festeggeranno 40 anni dalla loro prima volta a Sanremo (ma c’è davvero qualcosa da festeggiare?) e Jovanotti, che ne approfitterà – Ça va sans dire – per ricordare a tutti che è uscito il suo nuovo disco e partirà una grande tournée estiva. Merita di essere segnalata anche la performance che regaleranno Noa e Mira Awad, israeliana la prima e palestinese la seconda, due donne, due cantanti che nello spazio di una canzone ci illuderanno che un altro mondo è possibile. Poi partirà la pubblicità del Mulino Bianco e alla fine tornerà la gara.
Insomma, di carne al fuoco ce n’è molta come sempre. Godiamoci questa settimana di follia, e ascoltiamo le canzoni per capire se qualcosa sta cambiando in questo panorama del mainstream italiano così piatto da far diventare gossip anche la polemica (un po’ sterile in realtà) sui pochi autori che scrivono tante canzoni per diversi artisti, come se, in tutto il resto dell’anno, questa cosa non succedesse. Apriamo il capitolo dei tormentoni estivi? Magari un’altra volta.
(tutte le foto utilizzate sono prese dell’archivio ufficiale della Rai/Sanremo 2025)

Festival di Sanremo 2025
