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Foto di Riccardo Bellei (Archivio Goigest)

Il suo nome dice probabilmente poco al grande pubblico ma se andate a leggere i crediti nelle note degli album di Francesco Gabbani, Francesco Guccini, Mina, Celentano, Massimo Ranieri, Ornella Vanoni, Simona Molinari e molti altri troverete il nome di Fabio Ilacqua. Fabio è autore di testi ma anche di musiche da molto tempo; ha vinto come cantautore il Festival di Recanati nel 2007 con la canzone La città giardino ed ha portato a Sanremo diversi brani tra cui Amen di Francesco Gabbani (testo di Fabio Ilacqua), insignito nel 2016 del Premio Bardotti per il miglior testo sezione Nuove Proposte e Occidentali’s Karma, che ha trionfato tra i Big della kermesse l’anno successivo (testo sempre di Fabio Ilacqua) e, giusto per restare sempre nella riviera dei fiori, ne ricordiamo ancora uno, il brano che nel 2022 Fabio ha scritto (testo e musica questa volta) per Massimo Ranieri dal titolo Lettera di là dal mare, ottenendo anche il Premio della Critica.

Dopo anni dietro le quinte a collaborare con altri artisti Fabio Ilacqua ha finalmente deciso di mettersi in gioco in prima persona, pubblicando sul finire del 2024 Passo _01, sua opera prima. Un album composto da 9 tracce, presentato a Milano da Germi il 14 novembre scorso durante un incontro-dialogo con l’artista. Il disco costituisce una sorta di back to the future rispetto alla musica di oggi. Back in quanto attinge dalla lezione del cantautorato classico italiano, soprattutto quello più intimista e delicato; Future in quanto non si ferma al passato ma accelera il passo, guarda avanti, amplia il suono dei cantautori dello scorso millennio e lo rende vario, con molti strumenti raramente utilizzati nella canzone d’autore e nel pop.

 

Il disco si apre con la traccia Il vino e i serpenti, che rimanda a Piero Ciampi per il titolo e l’ambientazione. È la vicenda di uno di quei personaggi emblematici delle piccole comunità di paese, innamorati ma allo stesso tempo in balia del vino, celebri per le loro storie affascinati ma improbabili. Una canzone che ricorda Vinicio Capossela, anche se è meno deflagrante, con un suono pieno che dialoga con strumenti popolari, controcanti, rallentamenti e riprese vivaci. Ilacqua rivela già a partire da questo brano uno stile ed un’eleganza innati e una cura nel costruire le sue canzoni, che mettono in scena pezzi di vita spesso attinti dal quotidiano e con una matrice popolare dentro.

 

Foto di Riccardo Bellei (Archivio Goigest)

Lo dimostra ad esempio la canzone La parte, con le parole che raccontano di una vita vissuta al finestrino, come un attore che osserva e riflette con un po’ di cinismo misto a malinconia sul senso della vita. Una canzone meditativa, un piano lento, una voce calda, gli archi, il testo che fa pensare, l’orchestrazione sullo sfondo. Il disco regge senza cali di tensione la distanza dell’album, ogni brano ha la sua storia ed è una storia diversa per ogni canzone, senza deviare però dal tracciato di un disco assolutamente unitario, che non si perde e non si confonde in nessun momento.

 

La proposta di Fabio Ilacqua, del quale ricordiamo un intrigante demo di molti anni fa, consolida l’importanza – oggi – della canzone d’autore, dove nuove tendenze musicali, non sempre di alto lignaggio, si stanno facendo strada, soprattutto in Italia. Una canzone d’autore “più leggera” di quella storica del millennio precedente ma assolutamente importante anche dal punto di vista sociale in questa fase difficile della storia, dove le canzoni possono aiutare a sciogliere le tensioni drammatiche che attanagliano il mondo. In particolare la canzone (d’autore) italiana, spesso accusata di essere derivativa, trova nuova linfa da questo album, che la valorizza per le sue qualità in termini di poetica, di atmosfera, di raffinatezza espressiva. Fabio Ilacqua può dare anche lui un contributo importante in questa direzione ed affermare la rilevanza culturale della canzone italiana nel mondo. Ilacqua ha inoltre il grande merito di scrivere canzoni che aiutano ad andare in profondità fino a toccare il cuore dell’uomo, ponendo interrogativi sul senso della vita o sulla felicità da conquistare, come canta nella bellissima Farfalla nera: “ed il tuo viso io…lo ricordo appena, dimmi che sei felice, felice”.

 

Significativa la sintesi che lo stesso Fabio Ilacqua fa di questo suo disco d’esordio: “Passo_01 è una tecnica di ripresa cinematografica che consiste nel fotografare un oggetto spostato a ogni cambio di posizione, in modo che la proiezione in sequenza delle immagini dia l’illusione del movimento”. Continua l’autore: “Mi piace immaginare ogni brano di Passo _01 come un fotogramma a sé e la somma degli stessi una sorta di cortometraggio che tutti li contiene: una storia fatta di tante piccole storie”. Nel brano Una vita da cani trova spazio perfino la voce autentica di un gigante della letteratura e della cultura italiana come Pier Paolo Pasolini, che apre con le sue parole una canzone delicata e commovente, ispirata dal libro ‘Quel pomeriggio di un giorno da cani’ di Patrick Mann, che racconta la storia di una goffa rapina finita male.

Ottimo esordio quindi per Fabio Ilacqua, che ci lascia in dote per questo 2025 un album delicato e prezioso, che ascolteremo in ogni sua piega per gustarlo come si gusta un buon vino rosso, che va bevuto senza fretta.

 

Foto di Riccardo Bellei (Archivio Goigest)
Artista:
Fabio Ilacqua
Etichetta:
Bmg Rights Management
Elenco Tracce:
01. Il vino e i serpenti
02. I fianchi
03. Un giorno da cani
04. L’uomo bidimensionale
05. La parte
06. Un amore di meno
07. Farfalla nera
08. Un bel morir
09. Il sogno di uno stradino
Produzione Artistica:
Fabio Ilacqua e Stefano Giungato
Anno di Uscita:
2024
Durata:
39:40