Sono in pieno svolgimento le iscrizioni per la 22ª edizione del Premio L’Artista che non c’era e iniziamo a presentare alcuni componenti della Giuria di Qualità, che nella seconda fase di ascolto e selezioni affiancherà la redazione de L’Isola. Partiamo con Giovanni Baglioni, chitarrista acustico dal tocco raffinato, preciso, ma nello stesso tempo vigoroso quando serve. Una carriera piena di collaborazioni che lo hanno visto spaziare, tra tour e studio, con artisti come Mario Biondi, Stefano Di Battista, Simone Cristicchi, Nicola Piovani e suo padre Claudio. Il suo ultimo lavoro in studio è “Vorrei bastasse” (uscito nel 2023). Ultimamente sta lavorando ad un progetto nuovo nella forma e nella sostanza, un lavoro che abbracci in maniera insolita il suono e le mille emozioni che lo attraversano.
Tra i suoi prossimi concerti live segnaliamo quello del 10 e 11 maggio a Santa Maria di Sala (Venezia), nella splendida Villa Farsetti.

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Una rondine non fa primavera, ma una telefonata di Francesco Paracchini sì.
È quella che scandisce per me l’avvento del nuovo anno, quando mi viene comunicato, con mio sommo piacere, che ancora una volta sarà gradito il mio contributo di artista per il Premio “L’Artista che non c’era”. In un panorama della musica anch’esso globalizzato, appesantito dalle esigenze commerciali e che risente pesantemente delle mode che tutto uniformano, “L’Artista che non c’era” è una boccata d’aria fresca, libera, varia, corroborante.

Oltre che con piacere, affronto l’ascolto in solitaria delle proposte dei semifinalisti sempre con tutta l’attenzione e il rispetto di cui sono capace e che sono dovuti a chi con impegno e coraggio mette e presenta al mondo la propria musica. Nella valutazione dei brani cerco di esaminare ogni aspetto dandogli il giusto peso: dalla creatività all’estro, dalla realizzazione all’originalità, dalla padronanza delle tecniche al talento puro; cerco di individuare quel precario equilibrio tra il non far prevalere i miei gusti personali e il rispettarli. Già in questa fase mi appassiono e mi lego; seppure sia unidirezionale, sento di entrare in una forma di contatto con gli artisti; provo a completare nella mia mente il mosaico della loro immagine della quale ho a disposizione solo pochi tasselli. Poi, dopo essermi entusiasmato della conferma dei miei beniamini o aver superato il dispiacere della loro esclusione, si passa alla fase finale che si tiene allo storico CPM di Franco Mussida. Non poteva esserci contesto più azzeccato.

Il CPM diviene il tempio nel quale celebrare questo rito, e la raffinata e vitale filosofia musicale (e meta-musicale) del suo visionario fondatore è l’abbraccio perfetto per queste musiche nuove e per il loro ascolto. Lì ci si riunisce finalmente fra persone, una cosa che la contemporaneità ci suggerisce e ci sussurra essere sempre più surrogabile dalla sua suadente offerta tecnologica. E così mi ricordo quanto sia invece squisitamente e imprescindibilmente umano fare a meno dei diaframmi digitali, essere immersi nella medesima aria attraverso la quale si propaga la stessa musica, e poter respirare assieme quella stessa aria, cosa vitale che solo qualche anno fa ci è stata impedita. Da questa esperienza nel tempo sono rimaste nella mia memoria dei bei ricordi e alcuni rapporti sono andati anche oltre quegli incontri, sono diventati amicizie e hanno reso possibili momenti di collaborazione artistica. Mi auguro, sono certo, e non vedo l’ora, che sia ancora una volta così.
Giovanni Baglioni
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Info sulla 22ª edizione – 2025
ALBO D’ORO “L’ARTISTA CHE NON C’ERA”
La finale della 22ª edizione è VENERDI 04 LUGLIO al CPM Music Institute di Milano