VITALITÀ, ENERGIA E SPERANZA: JOVANOTTI È TORNATO.
CON UN DISCO E CON UN LIVE.

A distanza di otto anni dal suo ultimo album di inediti “Oh, Vita!” e di tre dal successo de “Il Disco Del Sole” (un doppio con i 3 precedenti Ep e un solo inedito), Jovanotti torna sulla scena musicale con Il Corpo Umano Vol. 1. Un album che segna una nuova fase della sua carriera, quindici tracce che pur offrendo mood e atmosfere diverse si fondono in un unicum tematico e sonoro, proprio come un corpo che torna a vivere e danzare.
Il disco nasce da due anni di riflessioni e scrittura, ma anche dalla voglia di rimettersi in gioco, di ricominciare. È palpabile la riflessione che ha accompagnato questo percorso, segnato da una lunga riabilitazione e dalla scossa emotiva di un grave incidente in bicicletta avvenuto nel luglio del 2023 a Santo Domingo. Il Corpo Umano è un viaggio musicale che esplora temi di rinascita, libertà e autenticità. Ogni brano è una tappa di un cammino che è al contempo personale e universale, dove l’introspezione profonda si mescola a sonorità moderne e influenze globali.
“Il mio album si chiama Il Corpo Umano non solo perché è stato il mio personale campo di indagine e battaglia nell’ultimo anno e mezzo, ma soprattutto perché il mio viaggio mi ha aperto panorami nuovi su questo tema infinito. Detto in poche parole, è con il corpo che attraversiamo il passaggio terreno, prima e dopo è un grande mistero, ‘durante’ possiamo essere e osservare, vivendo“. Così Lorenzo racconta il significato profondo che ha dato alla sua nuova opera, una riflessione che mescola cambiamento, determinazione e una certa poetica legata all’arte della musica pop.

Nonostante la vasta gamma di pubblico che segue il suo percorso musicale – da genitori che lo ascoltano insieme ai propri figli, a nonni che lo condividono con i nipoti – Jovanotti ha iniziato la sua carriera nel lontano 1987, e da allora ha sempre portato nei suoi testi temi come la voglia di vivere, l’energia e la speranza. E mai come in questo album, questi valori sono più evidenti e tangibili, tracce che raccontano la vita, il corpo e la sua forza, con un suono che riflette la vitalità del suo autore.
Il ritorno di Jovanotti è stato preceduto dal singolo Montecristo, che ha subito conquistato la vetta della classifica EarOne come brano più suonato dalle radio italiane. Il brano è accompagnato da un cortometraggio diretto da YouNuts, girato a Lido di Staranzano, in Friuli. A questo si aggiunge Fuorionda, dove il brano esplora nuove sonorità e nuovi orizzonti creativi, accompagnato da un videoclip firmato Maikid e Teresa Cherubini.
Approfondiamo ora le due tracce che personalmente ho più apprezzato. La prima è Un mondo a parte, che potremmo definirla portatrice di un messaggio semplice ma diretto, ovvero l’amore come essenza della quotidianità. Una ballata leggera, accompagnata da sonorità che evocano emozioni profonde, che racconta l’esperienza dell’innamoramento. È il Jovanotti di A te, di Al chiaro di luna, note calde di un pianoforte, suonato con immensa espressività da Dardust, dove la voce sincera di Lorenzo guida l’ascoltatore in un viaggio intimo e avvolgente, capace di toccare corde universali tra le curve imprevedibili delle relazioni. È un inno all’amore che si rinnova, un’espressione di desiderio e di apertura verso un’altra persona, come se ogni bacio fosse un inizio, non una fine. La ripetizione di “non come un addio, ma come un benvenuto” ci fa capire che l’autore vuole vivere ogni momento con un senso di rinnovata speranza, come se l’amore fosse una costante capace di trasformare la vita quotidiana e di portare novità anche nei gesti più semplici, come “spostare il divano” o “adottare un cane, un gatto o un leviatano”.
C’è un contrasto tra il mondo esterno, che gira veloce e sempre più frenetico, e l’intimità di questa relazione che sembra essere un rifugio, un “mondo a parte” appunto, dove tutto ha un significato profondo. La richiesta di “cambiami abitudini” e di “mettere quel canale di news alla radio” è simbolica: l’amore che tutto trasforma, che fa “accettare nuove realtà” e cambiare prospettive, in modo da essere sempre più vicini, nonostante le differenze. Nel ritornello, la frase “Noi siamo un mondo a parte” diventa ancora più significativa: l’amore è visto come una realtà a sé, che esiste fuori dalle leggi del mondo e dei suoi eventi frenetici. La ripetizione di “e mentre il mondo va” esprime la consapevolezza che tutto attorno cambia, ma l’amore, pur rimanendo immutato nel suo fondamento, ha la forza di dare stabilità e certezza. E non sembri eccessivo dire che uno dei versi più emozionanti è “Dio, come ti amo quando ci abbracciamo”, laddove parole semplici esprimono, con una forza viscerale, l’intensità del sentimento, il bisogno di esternarlo in un abbraccio che diventa l’essenza della connessione tra i due. Il termine “Dio” non è solo una forma di esclamazione, ma amplifica l’idea di un amore che sembra trascendere la normalità e diventa una forza che supera qualsiasi cosa. Ma è tutto il testo che trasmette un’idea di amore che è rifugio e cambiamento, stabilità e continua evoluzione.

L’altro brano che merita qualche riga di approfondimento in più è Senza se e senza ma, una ballata che apre con un ritmato giro di chitarra dal sapore country-pop, una di quelle canzoni da ascoltare un mattino d’estate mentre in auto vai al mare, con il sole che ti splende di fronte. Ancora una volta Lorenzo ci regala un brano che racconta una storia di vita, un testo dedicato alla voglia e alla possibilità di un nuovo inizio, frasi che celebrano un amore maturo e consapevole, che accetta i difetti dell’altro e li trasforma in punti di forza. Quasi una riflessione su un amore passato che, nonostante le difficoltà e i cambiamenti, continua a vivere dentro di lui; dove le parole sono la ricerca di qualcosa che è andato perduto ma che resta nel profondo, una riflessione sull’inevitabilità del cambiamento e sul desiderio di rivivere certi momenti. La ripetizione di “senza ma e senza se” sottolinea l’intensità di un amore che viene spesso ostacolato dalla vita, ma che è puro nella sua sincerità.
C’è un chiaro contrasto tra la parte razionale che cerca di fare i conti con la realtà (le domande sul “come è cominciato”, “se puoi farne a meno”) e quella emotiva, che non si rassegna e chiede un’altra opportunità per sbagliare e migliorare. Centrato il mix di melodia-testo nel ritornello, dove il desiderio di un’altra possibilità emerge con una forza che sembra quasi implorante: “Dammi un’altra possibilità / Per sbagliare meglio”. La continua ricerca di “un altro come me” esprime la speranza che un legame forte, quello che può sembrare imperfetto ma che è stato autentico, possa rivivere. La frase finale “Siamo più di due metà” assume tutto il suo valore: è un messaggio di unione e di completezza, che solo un amore che è stato davvero vissuto può trasmettere. In definitiva, il brano rappresenta una riflessione profonda e sincera sulla resilienza, sul perdono e sull’evoluzione dei sentimenti, e l’autore, come gli riesce spesso, riesce a coinvolgere emotivamente l’ascoltatore con una grande delicatezza. Detto questo, credo sia la canzone che radiofonicamente possa arrivare anche al primo ascolto. Non che questo debba per forza essere un pregio, a volte è straordinario come certi brani entrino pian piano sotto pelle, ma di contro a volte è bello constatare come riescano a farlo subito. Come in questo caso, ed è solo una constatazione.
In conclusione, Il Corpo Umano Vol. 1 è un album che segna il ritorno di Jovanotti tra sonorità contemporanee e riflessioni che partendo dal suo vissuto personale abbraccia universi più ampi. Un artista che riesce a rinnovarsi senza rinunciare alla sua identità. Quindici tracce che pur nelle loro differenze stilistiche, riescono a mantenere un filo conduttore che riflette la sua evoluzione musicale e personale.
JOVANOTTI TORNA NEI PALAZZETTI

Il disco preannunciava il ritorno di Jovanotti nei palazzetti dopo sette anni, un tour di 50 date più o meno (nel senso che potrebbero aggiungersi nuove date…) di cui la metà già sold-out. La prima data è andata in scena a Pesaro, lunedì 04 marzo (tutte le foto live si riferiscono a quella data e sono a cura di Michele Maikid Lugaresi). PalaJova, questo il nome dei live, rappresentano qualcosa che va oltre il tradizionale concerto, mescolando musica, emozioni e innovazione. Ogni show sarà un viaggio multisensoriale, arricchito da una scenografia che trasforma i palazzetti in spazi unici, creando un’atmosfera irripetibile grazie all’uso della tecnologia. Il concept dello spettacolo, ispirato alla “fioritura”, nasce da riflessioni personali e dalle parole di Etty Hillesum, scrittrice olandese vittima dell’Olocausto che ha sempre lottato, fino alla fine, per tenere alta la bandiera contro la violenza applicata in tutte le sue forme, fisiche o morali, perché la libertà è un sentimento ed una condizione irrinunciabile.

Come consuetudine, lo spettacolo è prodotto dalla Trident Music di Maurizio Salvadori e si preannuncia di forte impatto sonoro e visivo. Il progetto set design è di Giorgio Josh Geronim che ha curato con Lorenzo ogni singolo quadro scenico, mentre l’ingegnere del suono è Pino ‘Pinaxa’ Pischetola che, giusto ricordarlo, oltre a seguire il lavoro in studio di registrazione dal 2004, collabora a tutti gli show di Lorenzo dal 2013. AI suoni, strategica anche la collaborazione con Fresco.
Venendo invece alla parte più strettamente musicale, sul palco Jovanotti sarà accompagnato da una band straordinaria, la J Street Band, una formazione inedita composta da Saturnino (basso), Christian ‘Noochie’ Rigano (tastiere e synth), Adriano Viterbini (chitarre), Carmine ‘Bdog’ Landolfi (batteria), Leo Di Angilla e Kalifa Kone (ritmiche), Franco Santarnecchi (pianoforte), Gianluca Petrella (guida alla sezione fiati), Camilla Rolando (tromba), Sophia Tomelleri (sax), Moris Pradella (cori e seconda chitarra), Micol Touadi e Jennifer Vargas (cori). Le opening act saranno affidate ad Axell, giovane artista senegalese del panorama urban, e Nicol, cantautrice emergente che ha già collaborato con Jovanotti durante il Jova Beach Party.
Foto, salvo dove indicato, di Michele Maikid Lugaresi (data di Pesaro 04 marzo 2025), autorizzate da Ufficio Stampa Goigest

Lorenzo Jovanotti
Island Records / Universal Music
01. Montecristo
02. Fuorionda
03. Un mondo a parte
04. Senza se e senza ma
05. La mia gente
06. Le foglie di te
07. Grande da far paura
08. Innamorati e liberi
09. 101
10. Universo
11. Lo scimpanzé
12. L’aeroplano
13. La grande emozione
14. Celentano
15. Il Corpo umano
Dardust, Michele Canova Iorfida, Federico Nardelli
2025
