Per presentare il nuovo singolo Baudelaire, tratto dal finora fortunatissimo
album Amen, i Baustelle hanno scelto, parole loro, di «confondere le idee e di
fare qualcosa di veramente alternativo». Con due videocamere a spalla, i tre
del gruppo toscano sono stati in Sicilia e hanno girato un documentario in
bianco e nero ispirato ai “Comizi d’amore” di Pier Paolo Pasolini, presentato
in anteprima durante una serie di quattro incontri nei negozi FNAC.
Nel video Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini intervistano
bambini e adulti a cui per iniziare è rivolta la stessa domanda: «A che cosa
serve vivere? ». È il tema chiave del pezzo che ora sta girando in radio, la
cui risposta è un invito a vivere la propria vita come un’opera d’arte.
Come si può immaginare le risposte date dagli intervistati sono le più varie.
Colpiscono quelle di due bambini di Librino (uno dei quartieri più duri di
Catania), nessuno dei quali ha amici con cui giocare. Tra gli altri intervistati,
Saro Urzì, militante di sinistra e gestore del locale Nevskij a Catania, il
sedicente filosofo post-punk Gaetano Russo, autore di uno sproloquio dai tratti
autoparodistici sul culto dei morti e sul bisogno di trascendenza e simbolismo
nell’età moderna, e
Antonio Presti, titolare di un progetto artistico proprio a Librino che invece racconta
la sua idea di rivalutare socialmente e umanamente le persone attraverso una
politica della bellezza. Dopo Torino e Milano il tour di presentazione
del documentario proseguirà a Verona, sabato 21 alle ore 12. 00, e a Roma,
martedì 25 alla 18. 30. (Tommaso Iannini)
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