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Torniamo ancora sulla conferenza stampa di metà luglio che Franco Mussida ha tenuto nella sede del CPM Music Institute per presentare “SENTO dunque SUONO”, il nuovo progetto per la Formazione Musicale Integrata, perché l’argomento è così innovativo che vale la pena riporre l’accento sulla questione.

 

 

“Sincerità” e “Ologramma” sono state le basi dell’incontro, che ha visto il fondatore e presidente del CPM, con la consueta passione, lanciare questa sua nuova utopia (?) che si affianca a quella che nel 1984 portò alla fondazione di una scuola di musica totalmente innovativa che, negli anni, oltre ad aver diplomato migliaia di giovani nelle arti musicali, in seguito è stata parificata dal Ministero delle Università e della Ricerca agli studi del Conservatorio. Secondo le parole di Mussida, come abbiamo riportato nel titolo, “l’artista è un meteorologo dell’umore altrui” e la capacità evocante l’emotività di chi ascolta (ma anche di chi suona) è certamente un elemento fondamentale per la crescita razionale, affettiva, emotiva.

 

 

La Formazione Musicale Integrale diventa, quindi, un aspetto fondamentale per la crescita integrale non solo del musicista bensì della persona nella sua integralità. Con il supporto di alcuni collaboratori sono stati presentati gli insegnanti del CPM Music Institute così come l’esperienza nei luoghi del disagio, come le carceri, per le quali è stata creata una Audioteca di musica strumentale attraverso la quale è possibile condividere nove famiglie emotive e interpretare ben 27 stati d’animo attraverso i quali l’ascoltatore può entrare in connessione con il proprio essere profondo e, pur nel tormento del carcere o comunque nelle situazioni di disagio, trovare le ragioni interiori per un cammino di riappropriazione di se stessi, della propria vita.

 

Luca Nobis, direttore didattico del CPM Music Institute

 

Oltre che alle audioteche il progetto è arricchito anche da alcuni supporti quali la lettura musicale (con il “malvagio” solfeggio) utilizzando uno strumento informatico (creato all’interno del CPM Music Institute dal Dipartimento di Ricerca), denominato “Iper Read”. Vi è poi una App che supporta l’intonazione dei cantanti per affinarla alle rispettive musicalità unitamente a Test Temperamentale, uno strumento informatico utilizzato per comprendere quale l’attitudine musicale di ciascun allievo. Da aggiungere che il progetto non nasce come una sorta di appendice alle “usuali” attività della scuola bensì è frutto della ricerca sul rapporto suono/emozione/personalità che Mussida persegue da anni e che ha portato alla scrittura di vari libri sull’argomento fino al volume “risolutivo” dal titolo “Il pianeta della musica”, oggi alla sesta edizione.

 

Ma “Sincerità” e “Ologramma” come si inseriscono in questo nuovo progetto…?

Il primo termine è certamente fondamentale per guardare dalla parte degli artisti che, quando sono sinceri nell’esprimere la propria arte riescono a superare le barriere dell’emotività di chi ascolta, entrando in relazione con ciascuno e, così facendo, superando ostacoli, porte, chiavistelli emotivi e paure spesso irrazionali.

 

Con il secondo termine Mussida ha voluto esprimere la dimensione del “vedo ma non posso toccare” che è la dimensione dell’ologramma. Ma se non possiamo toccare dobbiamo allora lavorare sull’emozione data dalla conoscenza di noi stessi. È certamente difficile ma come un tempo c’era chi andava in India a cercare il (proprio) Guru che avrebbe donato un mantra personale, così l’ologramma, con le sue vibrazioni imprendibili diventa la rappresentazione del nostro bisogno di toccare, afferrare, fare propria l’emozione che la musica trasforma in vibrazione interiore. Che, forse, è il segreto racchiuso nel pensiero dell’inesauribile musicista Franco Mussida.

 

Artista:
Franco Mussida