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“Ognuno è come un fiore, che cresce sul ciglio della strada, senza chiedere niente a nessuno, ma sempre pronto a farsi cogliere da chi davvero lo sa riconoscere…e questo è il mio desiderio per stasera: che, anche per un solo istante, stiamo riuscendo a coglierci, a riconoscerci, a capire quanto ognuno di noi è importante e può fare la differenza, per sé stesso, per chi gli sta vicino, anche se non lo conosce…e allora grazie di essere qui con noi stasera!”

 

Al termine della nuova canzone Ricordati di me, che andrà a comporre il disco Sentimental City, pronto per l’autunno, Alberto Fortis, emozionato, al piano, ci affida il suo pensiero, e chiosa così un concerto sentimentale, nel senso più alto del termine, se si intendono, con sentimenti, i valori che ci rendono uomini.

 

foto archivio Barley Arts

 

Allora tutto si tiene: l’apertura, affidata a ‘I Viaggiatori’, il nuovissimo progetto di Guido Guglielminetti, chiarisce fin da subito le coordinate della serata (qui in alto il gruppo al completo).

 

Roberta Di Lorenzo, alla voce (splendida) e pianoforte, Fabrizio Barale alla chitarra e voce, Emilio Cuniberti alla batteria, Chiara Di Benedetto al violoncello e voce, oltre al già citato Guglielminetti – storico bassista e collaboratore di Ivano Fossati (ma non solo, ricordiamo almeno le sue collaborazioni con Mia Martini, Umberto Tozzi, o la proficua collaborazione artistica, anche in veste di produttore, con Francesco De Gregori che dura da decenni) – vanno oltre il semplice tributo al cantautore genovese, e ci immergono nella sua poetica, da Mio fratello che guardi il mondo a Viaggiatori d’Occidente.

 

 

Un’ottima introduzione ai sentimenti, che esplodono quando Fortis, folletto settantenne in giubbotto bianco con strass, inizia una performance stupefacente per tenuta vocale e fisica. Tutti i suoi maggiori successi sono riassunti in un’ora e mezza tirate, tra momenti riflessivi, piano e voce – molto intensa l’intro di Fragole Infinite, con intarsi da Forbidden Colors e dal mozartiano Rondò alla turca – e altri coinvolgenti, sostenuti da una band eccezionale, ribattezzata la Sentimental City Band.

 

I musicisti storici, Nicola Polidori alla batteria, Amedeo Bianchi al sax e soprattutto Franco Cristaldi al basso, interpretano alla perfezione i sentimenti del cantautore, Fernando Pantini alla chitarra dà vibrazioni funky e rock, come in Plastic Mexico, mentre la splendida Mary Montesano presta la propria voce sopranile al lirismo di molte canzoni, come il gospel Per sempre Marilyn o la monumentale Settembre, che però non chiude il concerto, come forse sarebbe giusto.

 

 

L’ultimo bis, dopo Vita ch’è vita,  è infatti affidato a La sedia di lillà, una storia amara e disperata, che diventa un inno alla vita, per chi guarda il cielo; perché “se guardi il cielo, è perché speri in qualcosa”, come lo stesso artista ci aveva suggerito.

 

Ma non mancano nemmeno Il Duomo di notte, immersa in una luce rossa, moltiplicata dagli schermi dei cellulari del foltissimo pubblico che la sta riprendendo, e che, ascoltata a Milano, mette i brividi; né Milano e Vincenzo, anticipata da un accenno di New York State of Mind, che diventa ovviamente Milano State of Mind.

 

Un concerto che ha dimostrato come la squadra che si muove intorno ad Alberto sia coesa ed efficace, a cominciare dall’accoppiata “Management/Booking” che vede in prima fila Demetrio Sartorio, navigato professionista abituato a muoversi dietro le quinte della discografia e la Barley Arts rappresentata da Francesco Venuto, manager che segue praticamente quasi tutti gli artisti italiani della storica agenzia di Claudio Trotta.

 

Valori positivi, proposti dalla musica, trovano perfetta consonanza anche nello scenario, ricco di opere d’arte: le opere luminose di Pina Inferrera, Daniela Pellegrini e Antonella Quacchia, integrate nello spettacolo grazie alla tecnologia Quadruslight, che valorizza la diffusione uniforme della luce, oltre alla Piramide di luce di Giuseppe Portella, prestata per l’occasione dal Museo di Cassano Magnago.

 

 

Importanti sono pure gli interventi in voce di Michelangelo Pistoletto, il celebre artista, che ci esorta a “non uccidere l’essere umano. La pace preventiva è il principio che cambia il finale”, e di Moni Ovadia, presente nella nuova canzone Ricordati di me, (https://www.youtube.com/watch?v=xRH2DU1bcCI), e nel documentario Respiri, del 2025 (https://www.raiplay.it/programmi/respiri). Durante l’esecuzione della canzone, Elisabetta Ubezio presenta la performance teatrale AI – Creatività con delega, scritta dal regista Valerio Incerto, sul rapporto tra intelligenza artificiale e creatività.

 

Nelle parole di Fortunato D’Amico, un curatore d’arte indipendente che lavora a stretto contatto con la Fondazione Pistoletto – Cittadellarte e promuove mostre e conferenze incentrate sui temi dell’Agenda 2030, dell’etica e della pace preventiva, e che sul palco con Fortis intrattiene un dialogo profondo e ricco di contenuti, troviamo il senso di tutta la serata: illuminare i nostri cuori, permettendo che questa luce di pace e solidarietà rischiari le nostre coscienze ogni giorno, e non solo per il breve spazio di una canzone. Un dono prezioso, che va oltre l’indiscusso valore della musica di Alberto Fortis, e che arriva fin nel profondo del nostro cuore.

 

 

SETLIST

Tutto quel che ho sei tu

La grande grotta

Ti dirò

La neña del Salvador (con Daniela Bessia alla voce e Andy Santana alla chitarra)

Plastic Mexico

Hai ragione tu

Il Duomo di notte

Fragole infinite

Prendimi fratello

Per sempre Marilyn

Ricordati di me

Milano e Vincenzo

Settembre

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Vita ch’è vita

La sedia di lillà

 

 

Foto live di Alberto Fortis a cura di Roberto Sasso

Artista:
Alberto Fortis
Location Concerto:
Milano, Castello Sforzesco
Data Concerto:
26/07/2026