Ultima presenza italiana in sala
stampa – poi sarà la volta degli Easy All Star, ospiti domani sera – è quella
di Marco Masini. Per arginare
qualsiasi tentativo di polemica o strumentalizzazione del suo pezzo che
denuncia la crisi di valori della società italiana contemporanea il cantautore
fiorentino ripete appena può di essere «solo un cittadino che racconta quello
che vede» e che il suo «è un pensiero da ignorante». Ma a chi gli rimprovera
una mancanza di ottimismo risponde, dicendo (giustamente) che «la canzone non è
così pessimista. Io racconto come le generazioni prima di me, quelle di mio
nonno e di mio padre, hanno visto l’Italia e poi racconto come la vedo io oggi.
Non possiamo dire che la situazione vada bene, però possiamo avere una speranza
per il domani, nei sogni dei ragazzi soprattutto, che continuano ad avere la
forza per credere in qualcosa di migliore. Ci sono segnali inquietanti che
rimandano a una forte crisi di valori data probabilmente dall’eccessivo
benessere che abbiamo vissuto negli ultimi vent’anni: c’è gente che brucia i
barboni per noia o che ha gli stessi atteggiamenti cattivi di chi si comporta
così per questioni di povertà o disagio». Quando poi qualcuno gli chiede di
specificare qualche problema che andrebbe risolto il prima possibile Masini non
ha dubbi: «L’immigrazione, che ormai è diventata una vera e propria invasione.
Oggi a Lampedusa hanno bruciato un centro d’accoglienza, bisogna fare qualcosa
alla svelta, sta diventando una situazione ingestibile». La sua però,
nonostante la dichiarata appartenenza politica a destra, non è una presa di
posizione politica: «Il problema in Italia non è la destra o la sinistra, ma il
sapere chi si va a votare. Conosco giovani che sono andati a votare alle ultime
elezioni senza alcuna consapevolezza, e si sceglie il partito da sostenere un
po’ come si sceglie la squadra di calcio da tifare». E sull’efficacia di una
canzone come L’Italia sul palco dell’Ariston
Masini dice di non voler puntare alla vittoria: «Non penso di non riuscire a
vincere ma non è il mio obiettivo. I Festival si vincono ma poi magari si perde
anche il senso del brano che ha proposto. La vittoria serve per avere un grande
trionfo immediato, ma io voglio arrivare al cuore della gente. Se verrò eliminato
mi dispiace perché una volta in meno e potrò proporre una volta in meno la mia
canzone alle persone che seguono il Festival».
Sanremo 2009: Marco Masini l’«ignorante» racconta la sua “L’Italia”
Autore: Luca Barachetti
