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Patty Pravo compare in sala stampa e ad accoglierla trova un’ondata
di flash fotografici e microfoni che si avvicinano minacciosi. La conferenza
stampa dura una ventina di minuti, ma le domande purtroppo riguardano tutto
fuorché la musica: l’immancabile Piper (di ieri) confrontato al Sanremo di oggi
(«Il Piper manco me lo ricordo più, non so nemmeno se c’è ancora. Ieri sera
invece facevo fatica a salire sul palco per l’emozione»), la scelta dei vestiti
indossati nelle prime due serate, addirittura i giochi preferiti di quando era
bimba. Fortuna che ad un certo punto arrivano anche delle domande riguardo il
brano sanremese E io verrò un giorno là,
vero motivo della presenza all’Ariston dell’artista veneziana: «Ho scoperto
questa bellissima canzone di Andrea Cutri, un giovane autore sardo, grazie ad
un amico comune che me l’ha fatta sentire. Ero in una riunione di lavoro la
prima volta che l’ho ascoltata e mi sono venuti i brividi. Quindi ho pensato di
portarla nell’unico posto dove avrebbero potuto sentirla tutti, cioè qui a Sanremo.
Io sono contenta che le persone possano sentire questa canzone, ieri sera alla
fine ho visto delle persone piangere per l’emozione, e per me questa cosa è fondamentale».
Cutri giunge in sala stampa a metà conferenza e spiega che la canzone di
Sanremo fa parte di un suo disco attualmente in lavorazione, mentre Patty
pubblicherà domani un disco, intitolato Sold
Out
, in cui E io verrò un giorno là
è uno dei due inediti che accompagnano la registrazione di un live tenuto lo
scorso settembre all’Arena di Verona. Negli ultimi minuti della conferenza
rimane giusto il tempo per sapere cosa abbia apprezzato la cantante di questo
Sanremo («Ho sentito poco, io comunque tifo Afterhours») e una sua eventuale
preferenza tra Premio della Critica e vittoria finale, riconoscimenti per i
quali è tra i favoriti, almeno secondo i rumors di questi giorni: «Non scelgo
né uno né l’altro, ma tutti e due insieme, perché dovrei rinunciarvi? ». (Luca Barachetti)