Per il grande pubblico
televisivo era il volto che pubblicizzava un digestivo «che si poteva prendere
anche in tram». Ma per il mondo della musica era colui che aveva sposato jazz e
canzone d’autore caratterizzando l’interpretazione con una voce rimasta intatta
fino agli ultimi anni di vita. Nicola Arigliano si è spento la scorsa notte in
una casa di riposo a Calimera, in Puglia. Aveva 86 anni e un malore nel 2008 lo
aveva costretto a lasciare la sua abitazione di Magliano Sabina per trasferirsi
vicino a Squinzano, suo paese natale in provincia di Lecce dove domani si
terranno i funerali.
La carriera di Arigliano inizia
molto presto, ma è alla fine degli anni ’50 che arriva il grande successo. Nel 1956 presenta i suoi primi di dischi a 78
giri per la Rca
(tra cui A tazza ‘e caffe’/Zitto zitto zitto, Spatella ‘argento/Scetate), poi
escono gli extended play Festival del jazz Sanremo 1959 tra cui Un giorno ti
diro’ e I sing ammore dove è accompagnato da Franco Cerri alla chitarra (qui
sotto in una foto di repertorio).
Con
il passaggio al 45 giri Arigliano ottiene un grandissimo successo con Simpatica
brano di Garinei, Giovannini e Kramer. Partecipa all’edizione 1958-59 di
Canzonissima, al Cantatutto, a Sentimentale, programma condotto da Lelio
Luttazzi (ospite fisso con Mina) e a vari festival jazz, mettendosi in luce con
il suo stile da crooner. Nella prima metà degli ’60 ottiene un grande successo per
brani come, Amorevole, My wonderful bambina ma anche con le sue particolari
interpretazioni di My Funny Valentine e Arrivederci (di Umberto Bindi) entrate
a far parte dei classici da night. Nel 1964 partecipa al Festival di Sanremo
con “20 chilometri
al giorno”, brano che non andò in finale ma che è rimasto stabilmente nel suo
repertorio.
Alla
fine degli anni ’60 decide di ritirarsi in campagna, prima in provincia di
Piacenza poi a Magliano Sabina. I soldi guadagnati con la pubblicità gli
permettono di dire no a progetti artistici che non lo convincono, anche se
partecipa di volta in volta a trasmissioni televisive come “Non stop” nel 1977.
Poi la svolta negli anni ’90 con la pubblicazione dell’album I sing ancora-
Live in Matera pubblicato dall’Onyx Jazz Club di quella città. E’ l’inizio di
una nuova carriera, con la pubblicazione
di vari album e di una biografia, fatta di tanti concerti insieme a Giampaolo
Ascolese (batteria), Antonello Vannucchi (pianoforte) ed Elio Tatti (contrabbasso)
con la vittoria al Premio Tenco e al Premio Ciampi. Sale nuovamente sul palco
di Sanremo: nel 2003 come ospite e nel 2005 come concorrente e vincitore del
premio della critica con Colpevole. E’ l’ultima apparizione in tv, ma fino a
quando ha potuto non ha rinunciato a cantare, come lo scorso anno quando è
stato festeggiato dai cittadini di Squinzano.
Michele Manzotti
