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Gli Aliante, da Pisa, sono il segreto meglio nascosto al mainstream della musica strumentale italiana di gran qualità. Melodici, ariosi, cinematici, emozionanti, mai leziosi, entusiasmanti, coinvolgenti. Sono giunti al quarto album e alla terza casa discografica in pochi anni: i primi due album – Forme Libere e Sul confine uscirono rispettivamente nel 2017 e nel 2019 per la MP Records ed erano un trio: Giusti, Capasso e il tastierista Enrico Filippi. Dal terzo disco Destinazioni Oblique – uscito nel 2022 per la storica e prestigiosa Mellow, principale artefice della rinascita del prog italiano nei ’90 – ci fu il decisivo cambio di formazione con l’innesto del chitarrista Davide Capitanio, equilibrato e creativo epigone di Steve Hackett, Andy Latimer, David Gilmour e altri numi titolari della sei corde elettrica e del nuovo responsabile dei tasti neri e bianchi, Michele Lenzi.

 

Stavolta la band fa una scelta metodica molto anni ’70: firmano un brano a testa, la durata dell’album è perfetta per il vinile, anche se purtroppo per ora è uscito solo su CD. Provenienti da un background e da un curriculum individuale sospeso tra il progressive e l’alt-rock, gli Aliante (il nome è mutuato da un vecchio brano de Le Orme) scelgono, e fanno bene, di continuare a non far cantare i loro brani nonostante spesso contengano azzeccatissime melodie. Tutti strumentisti molto capaci, è indubbio che l’asso nella manica del quartetto è il prodigioso tastierista (ma strepitoso suonatore di fagotto, oboe e all’occorrenza anche di chitarra acustica e basso) Michele Lenzi, in qualche modo protagonista in tutte le tracce con un gusto fondato solidamente nelle timbriche e negli anni ’70, ma senza alcun odore di vecchio.

 

La prima traccia è opera del chitarrista Davide Capitanio, anche se c’è un lungo assolo di tastiera in 7/8 a la Marillion era Fish, e atmosfere che si succedono in modo naturale e coinvolgente. Il brano composto dal batterista labronico Giusti contiene a mio avviso il meglio del quartetto, e il meglio è quando, dopo un evocativo intervento del flauto  tutti si lasciano andare a ritmiche, riff, soli con un divertimento e una goduria musicale che, davvero, si percepisce. Lenzi firma un brano spaziale, sospeso e evocativo, anche quando la ritmica diventa un ipnotico 5/4. Il bassista Capasso sigla il brano forse più strutturato del disco, pur anch’esso con le sue sezioni e le sue variazioni.

 

Forse il disco è leggermente meno a fuoco del precedente, lo strepitoso Destinazioni Oblique, ma la qualità resta altissima. Seguiteli, cercate i loro album e aspettiamo insieme il prossimo che, sono sicuro, non tarderà.

 

Anime Invisibili
Foto da Pagina Ufficiale Facebook

 

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3 Agosto 2025


https://www.facebook.com/events/2019982538489321/

Artista:
Aliante
Etichetta:
Ma.Ra.Cash Records
Elenco Tracce:
01. Sopravvissuti
02. L'eco dalle onde
03. Orange blue 7
04. Nuit dans le desert
Produzione Artistica:
Aliante
Musicisti:
Davide Capitanio: chitarre elettriche - Mchele Lenzi: tastiere, moog, flauto, harmonizer - Jacopo Giusti: batteria, shaker, gong - Alfonso Capasso: basso elettrico
Anno di Uscita:
2024
Durata:
44:59