Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

Per contattare la Redazione
o avere informazioni, SCRIVI a:

Avete mai provato a volare, senza prendere un aereo?

Ascoltando Atlante, il disco che segna il ritorno dei Fabularasa dopo tredici anni, l’emozione deve essere simile (l’uscita l’avevamo anticipata a gennaio, leggi qui). Il terzo disco del quartetto barese abbraccia scelte sonore poliedriche, colori e scenari che mutano in continuazione, sollecitando l’immaginazione dell’ascoltatore, facendolo volare, appunto, oltre il Mediterraneo, verso le Colonne d’Ercole, fino a spaziare tra l’azzurro del cielo e quello dell’oceano.

 

 

È un disco che fa bene, che fa respirare, che supera definizioni di genere, spingendosi oltre la canzone d’autore, sfiorando il jazz, fin dalla prima traccia, Atlante appunto, che viene impreziosita dalla voce suadente di Patrizia Laquidara, in duetto con Luca Basso, uno dei quattro musicisti componenti il gruppo. Notiamo anche un pianismo eclettico e vibrante: quello del portoghese Màrio Laginha, che, dopo aver collaborato a lungo con la cantante Maria João, ha deciso di suonare e partecipare agli arrangiamenti di sette delle undici tracce del lavoro.

 

“Il Mediterraneo porta con sé un’idea di equilibrio tra terra e mare, di convivenza tra riva e acqua, appartenenza e libertà. L’Oceano, per contro, era per noi la metafora della prova, della sfida all’ignoto. Il viaggio lontano da ogni certezza”, scrivono i Fabularasa, e noi ci abbandoniamo, con loro, al viaggio e a tutte le sue sorprese, ai suoni nati da una contaminazione mai di maniera, ma frutto di una ricerca che si direbbe etnomusicologica, e che è capace di ricostruire, con pochi, essenziali tocchi sonori, un’atmosfera, un ambiente, un’etnia. È il caso della lunga coda strumentale che chiude Radio Bari 44, dedicata ai “cari fratelli sconosciuti”, e affidata all’ispirato sax soprano di Roberto Ottaviano; oppure al colore portato dal krin, un tamburo a fessura africano della Guinea forestale, suonato da Leopoldo Sebastiani in Itaca, del cantautore Claudio Sanfilippo, dai riferimenti sommessi alla splendida poesia di Kavafis.

 

Il volo non intende essere un’escursione superficiale, a pelo d’acqua, ma prevede soste, immersioni nella realtà contemporanea, senza escludere gli aspetti più duri e difficili da accettare. La sensibilità di Basso, autore di quasi tutti i testi, tocca tematiche importanti e urgenti, che vengono esaltate da suoni all’altezza della situazione, come nel caso di Il mare che noi siamo, dedicato all’attivista e pacifista Monica “Momo” Dal Maso, che ricorda e celebra quanti vivono al di là dal Mare Nostrum, soffrendo e fuggendo, e che si avvale del piano di Laginha; di Beniamina, storia di migrazione e adozione, ritmata dalle percussioni di Giuseppe Berlen e dai cori di Rebecca Fornelli; oppure di Cintilir (Cento lire), canzone in rumeno, tratta dalla poesia di Daniel Tomescu, poeta e mediatore culturale, barese di adozione, sulla vita di un migrante costretto a chiedere l’elemosina ai semafori.

 

Delicatezza e rispetto per il dolore di un padre davanti alla morte del figlio si avvertono ascoltando Canzone per una stanza vuota, in cui la voce narrante è quella del padre di Michele Fazio, ragazzo di Bari ucciso da “un destino vagante”, una pallottola mafiosa non diretta a lui, con un tenero assolo di Vito Ottolino, mentre l’omaggio, solo percussioni e voce, a uno straordinario musicista di Mola di Bari, Enzo del Re, con Io e la mia sedia, diventa un’accusa alla pena capitale (“ché Caino nessuno lo deve toccare”).

 

Il viaggio si conclude con La sabbia e l’oro, piano e voce, lirica e intensa, come ad accompagnarci nell’atterraggio, con una nuova consapevolezza e un ricordo di Pessoa: “Ora che il viaggio è finito…una frase ti parla nel cuore: “ Navegar é preciso”…e ancora partire vorrai”. Trasformiamo anche noi la sabbia in oro, e torniamo a viaggiare con questo disco prezioso.

 

 

servizio fotografico a cura di Giuseppe Ottolino

Artista:
Fabularasa
Etichetta:
Maremmano / AngappMusic
Elenco Tracce:
01. Atlante - Featuring Màrio Laginha & Patrizia Laquidara
02. Radio Bari 44 - Featuring Roberto Ottaviano
03. Beniamina - Featuring Màrio Laginha
04. Il mare che noi siamo - Featuring Màrio Laginha
05. Apologia di un formidabile cazzeggiatore - Featuring Màrio Laginha
06. Io e la mia sedia - (Parole e musica di Enzo Del Re)
07. Scatole chiuse a chiave - Featuring Màrio Laginha
08. Cintilir
09. Canzone per una stanza vuota
10. Itaca - Featuring Màrio Laginha (Parole e musica di Claudio Sanfilippo)
11. La sabbia e l’oro - Featuring Màrio Laginha
Produzione Artistica:
Fabularasa e Màrio Laginha
Musicisti:
Luca Basso: voce Vito Ottolino: chitarra acustica, classica, elettrica e 12 corde Leopoldo Sebastiani: basso elettrico e sounds programming Giuseppe Berlen: batteria e percussioni Màrio Laginha: pianoforte Patrizia Laquidara: voce Roberto Ottaviano: sax Maurizio Lampugnani: percussioni Rebecca Fornelli: cori Claudia Lapolla: violino Registrato da Massimo Stano al Mast Studio di Bari
Anno di Uscita:
2026
Durata:
50:00

Ti potrebbe interessare anche...