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L’Isola della Musica Italiana

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In una (quasi) sera, calda e assolata di una bella domenica di maggio, abbiamo assistito al suggestivo concerto di Giovanni Baglioni nell’accogliente Teatro del Parco recentemente rinnovato al Parco Bissuola Albanese di Mestre. Il giorno prima il musicista romano, considerato tra le figure più interessanti e originali nel mondo della chitarra acustica contemporanea, aveva tenuto una masterclass a pochi chilometri, a Santa Maria di Sala sempre in provincia di Venezia, in cui ha approfondito con gli attenti partecipanti alcune peculiarità del suo approccio allo strumento dal punto di vista tecnico e compositivo.

 

 

Per raccontarvi ancora meglio del concerto, abbiamo voluto seguire anche le prove. Giovanni imbraccia la sua storica Martin e resto subito colpita dalla gentilezza che ha nell’interagire con i tecnici del suono e delle luci, da quel suo modo raro di porsi, cordiale ma rispettoso, nei confronti delle persone che stanno lavorando per preparare il suo spettacolo. Il pubblico è ancora fuori in attesa mentre mi godo il privilegio di assistere agli ultimi preparativi pensando alle foto che farò (dà lui stesso indicazioni ai tecnici per le luci, che si riveleranno preziose e adatte fra l’altro anche ai miei scatti) a quell’uomo alto che ormai poco somiglia al volto di ragazzo che ha “tatuato” come un portafortuna sulla chitarra.

 

Sono passati parecchi anni da quando ho visto Giovanni Baglioni per la prima volta alla presentazione del suo album d’esordio, “Anima meccanica”, in una serata in villa vicino a Treviso. Allora aveva riccioli biondi che gli scendevano sul viso sbarbato a coprire in parte la timidezza, ma la chitarra è rimasta la stessa, ed evidentemente e fortunatamente anche la sua sensibilità.
Anche il quarantatreenne Giovanni rivelerà infatti, all’inizio del concerto, di essere molto emozionato, ed è proprio quell’emozione condivisa che si percepisce così pura e genuina, oltre naturalmente al suono caldo dello strumento e all’indiscusso talento dell’artista, a catturare fin da subito la platea e ad accompagnare gli spettatori in una danza sublime di buone ed intense vibrazioni.

 

Michael Hedges e Tommy Emmanuel (foto tratte dai profili ufficiali)

 

Il live si apre con il suono della chitarra, le parole verranno poi tra un brano e l’altro, a suggerire il racconto che le composizioni rendono a loro modo incredibilmente palpabile, quasi visibile.
I brani che Giovanni Baglioni propone al pubblico all’inizio del concerto, tra i quali  l’evocativa Sirena e Anima meccanica, con la sua particolare accordatura alternativa, sono tratti dal primo disco. Seguono l’omaggio a Michael Hedges, importante punto di riferimento per gli esordi di Giovanni, con l’interpretazione di due brani del musicista statunitense (Layover, languido e tranquillo e il più ritmato Breakfast in the field) e quindi una composizione originale ispirata a un altro grande chitarrista che ha influito in modo determinante sull’approccio di Baglioni al mondo della chitarra acustica, Tommy Emmanuel.

 

Il brano è la prima traccia del suo secondo album intitolato “Vorrei bastasse”, pubblicato nel 2023 (qui la recensione su  L’Isola che non c’era https://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/vorrei-bastasse ) ed è lo stesso Giovanni a spiegare al pubblico che il titolo, Tea Lemon Mummy  altro non è che l’anagramma del nome del mitico musicista a cui è dedicato: un piccolo gioco di parole per un intenso gioco armonico che cattura l’ascoltatore anche dal vivo. Seguono altri brani di rara e vibrante intensità tra i quali spiccano Miraggio, con le sue suggestioni oniriche, e l’autoriferita Toro seduto ascendente Leone, che richiama una sorta di danza della pioggia alla ricerca del proprio spirito guida, caratterizzata da eleganti percussioni della cassa armonica. L’ultimo brano in scaletta, Emisferi, ha la particolarità di essere suonato, come anche in fase di registrazione, con la mano destra sui tasti del pianoforte e con la sinistra a percuotere con delicatezza le corde della chitarra, creando sonorità ricche di sfumature in una sorta di dialogo e poi di fusione armonica davvero affascinante.

 

 

Il linguaggio musicale di Giovanni Baglioni è articolato e complesso anche nella resa dal vivo ma sempre ricco di sentimento, il suo tocco è suggestivo e vario, delicato ma deciso e anche la gestualità ha un molto ruolo importante nel concerto, come l’espressività intensa del viso. Giovanni non è solo talento, virtuosismo e tecnica sublime, ma è altrettanto anima, cura, raffinatezza e quella gentilezza della persona che avevamo sottolineato all’inizio. È un concerto da assaporare attentamente chiudendo fuori tutti gli altri pensieri: al centro del palco, con il suo prezioso strumento e nient’altro, con le luci che lo avvolgono e lasciano al buio tutto il resto, l’uomo-artista solletica l’immaginazione dello spettatore suggerendo visioni vivide e colorate a comporre una intensa suggestione narrativa.

 

Il pubblico mestrino è caldo e affettuoso, silenziosamente rapito durante l’esecuzione dei brani, generoso di applausi ed espressioni di gradimento nelle pause. Alla fine non lo molliamo (qui uso volutamente un plurale condiviso), lo incalziamo finché ci regala il bis, un brano di una disarmante bellezza che lascia tutti a bocca aperta (o meglio, con il sorriso). Ricordando l’esigenza di conoscere e rispettare le proprie radici, seduto con la chitarra poggiata sulle ginocchia, mentre la guarda quasi come una madre con occhi pieni d’amore per un figlio, Giovanni infila un piede nella cinghia blu di pelle con il suo nome e inizia ad accarezzare e leggermente percuotere le corde e il legno: Roots è uno tra i migliori  brani dell’ultimo album e ascoltato dal vivo è davvero uno spettacolo.

 

 

Tiene spesso gli occhi chiusi mentre suona, Giovanni, ma alla fine quando li apre si illuminano di verdeazzurro e di emozione mentre raccoglie gli ultimi applausi e ringrazia, con un bel sorriso liberatorio a conferma (non che ce ne fosse bisogno, ma è bello ricordarlo) di quale splendida persona sia, oltre al notevole musicista che conosciamo. È la stessa affabilità che, qualche minuto dopo nel foyer, ha per chi gli chiede un autografo e una foto. Sorride, Giovanni, mentre mi presento e gli anticipo che uscirà un report sulle pagine de L’Isola. Gli faccio i miei complimenti (sinceri) e lo ringrazio (davvero) per aver potuto scattare un bel po’ di foto. Gli dico che spero di non averlo disturbato con i click della fotocamera, ma lui mi rassicura di non aver sentito nulla né di avermi vista muovere. Lo saluto ed esco dal teatro camminando ancora leggera. Stavolta non è più per non farmi notare, ma per la consapevolezza di aver assistito a qualcosa di davvero speciale.

Sarà anche un modo di dire, ma in questo caso è assolutamente vero: un concerto di Giovanni Baglioni è una carezza, se non addirittura un abbraccio, per l’anima. Da ascoltare di certo, ma anche da vedere, ve lo consiglio di cuore.

 

 

Report e foto di Valeria Bissacco

 

Un sentito grazie a Giovanni Baglioni e al personale del Teatro del Parco per la cortese disponibilità

 

Artista:
Giovanni Baglioni
Location Concerto:
Teatro del Parco Bissuola Albanese - Mestre (VE)
Data Concerto:
11/05/2025