Il percorso dei DE FRANCESCO inizia con Mario De Francesco, bassista in alcune band dell’underground bresciano, terra ricca di musicisti e di slanci musicali. Nel 2014 Mario De Francesco inizia il suo percorso da solista con il nome di Marix, pubblicando tre album: “Il peggio di me” (2014), “Corpi celesti” (2016), “Vita, morte e miracoli” (2018). Nel 2019 nascono invece i DE FRANCESCO, quartetto cui successivamente si aggiunge la voce femminile di Valentina Braga.

Il primo lavoro è del 2020, “Tra le righe”, nato dalla grande passione per la lettura, con i brani ispirati da alcuni libri letti. A distanza di quattro anni dall’album d’esordio i DE FRANCESCO tornano oggi con un nuovo disco sempre collegato alla lettura, Cupio Invenire (Voglio scoprire). Ogni brano infatti è abbinato ad un libro, come da lista che riportiamo nelle note della recensione. Questa continuità sul tema della lettura è molto interessante, e potrebbe dar vita a intriganti sviluppi sul versante live. Nella band Mario De Francesco si alterna alla voce con Valentina Braga e il connubio funziona, rende più vario l’ascolto e acquista forza quando le due voci si uniscono. L’ambiente sonoro nel quale si muovono i DE FRANCESCO è variegato, attinge dai suoni del passato miscelando con gusto il suono del rock più classico (chitarra, basso, batteria) con le incursioni di Hammond, piano, synth, mellotron e fender Rhodes, affidate tutti a Matteo Rossetti. La base ritmica è invece dello stesso De Francesco per quanto concerne il basso, con Simone Helgast Cavagnini alla batteria, mentre Michele Coratella suona la chitarra. Le sonorità del disco sono abbastanza retrò, dal carattere malinconico, un po’ new wave e un po’ rock italiano fine anni ’80, senza trascurare la grande influenza dei cantautori italiani. Bellissimo il frame tratto da Figli delle stelle di Alan Sorrenti, ripreso nel brano Dissipatio H.G., che si collega al libro di Guido Morselli. Qua e là spuntano diversi rimandi interessanti, ad esempio ai Decibel di Enrico Ruggeri nel brano d’apertura Rodja, canzone arricchita da strumenti più classici come la viola e i violini. Tra i brani migliori inseriamo senz’altro Raoul, che si apre con un delicato clarinetto e si sviluppa poi in un ambiente melodico che ricorda Il Duomo di notte del grande Alberto Fortis. La band bresciana conferma quindi le sue idee e le sue qualità con questo secondo album, che è notoriamente il più difficile. Oltre all’ottimo feeling interno è interessante e credo vincente la scelta di voler lavorare sul filone del legame tra musica e letteratura, già toccato da molti cantautori e gruppi ma mai codificato attraverso un percorso metodico.
Le canzoni del disco però, pur attingendo dalla letteratura e traendo da essa spunti e linfa vitale, godono di vita propria, ed è proprio questo il concetto che Cupio Invenire ci dà l’opportunità di ribadire: le canzoni sono segni artistici a sé, separare il testo dalla musica e dal suono è operazione vivamente sconsigliata. Che poi in rari casi (Bob Dylan per la sua opera omnia e pochi altri per alcune composizioni spot) il testo abbia un peso letterario importante è assodato, ma ci piace ricordare la valenza della canzone come genere artistico a sé. Ed è quello che Mario (Marix) De Francesco cerca di fare in questo secondo lavoro dei DE FRANCESCO; portare al mondo delle canzoni da ascoltare e gustare in quanto tali, al di là della fonte di ispirazione letteraria. Il disco si lascia apprezzare in particolare durante la stagione invernale, rivestito com’è di nostalgia lievemente dark, che si adatta tra l’altro all’atmosfera politica e sociale di questi nostri giorni, che tanto ricorda il clima di guerra fredda degli anni ‘80 del secolo scorso. Discorso a parte merita il brano Lee Miller, dedicato ad una donna straordinaria che ha saputo raccontare con la sua macchina fotografica gli orrori dei campi di concentramento nazisti. Una donna ed un’artista che ha lasciato un segno indelebile nel ‘900, a cui i DE FRANCESCO dedicano una canzone che nel sound e nel climax ricorda a noi bresciani gli storici Timoria, altra band appassionata di letteratura, che potrebbe essere presa dai DE FRANCESCO come nume tutelare del loro viaggio musicale, che speriamo sia lungo e fruttuoso.
Lista abbinamento canzoni – libri
Rodja – Delitto e castigo (Fedor Dostoevskij)
Fight Club – Fight Club (Chuck Palahniuk)
Sul filo – Creatività (Philippe Petit)
Frequenze – Molte vite un solo amore (Brian L. Weiss)
Acqua i fiori – Cambiare l’acqua ai fiori (Valérie Perrin)
Lee Miller – Nella vasca del Führer (Serena Dandini)
Dissipatio H.G. – Dissipatio H.G. (Guido Morselli)
La variante di Luneburg – La variante di Lüneburg (Paolo Maurensig)
Raoul – La signorina Crovato (Luciana Boccardi)
Galline – Facebook – Uomo qualunque
DE FRANCESCO
Snowdonia Dischi
01. Rodja
02. Fight club
03. Sul filo
04. Frequenze
05. Acqua ai fiori
06. Lee Miller
07. Dissipatio H.G.
08. La variante di Luneburg
09. Raoul
10. Galline
Davide Mahony
Musica e testi:
Mario De Francesco, eccetto Acqua ai Fiori (Braga / De Francesco); Formazione:
Mario (Marix) De Francesco: basso e voce;
Valentina Braga: voce;
Matteo Rossetti: piano, hammon, fender Rodes, Mellotron; Synth
Michele Coratella: chitarra;
Simone Helgast Cavagnini: batteria;
--------------------------------- Ospiti:
Dario Acerboni: sax in Acqua ai fiori;
Davide Mahony: cuscini e varie percussioni, cori in Sul filo;
Sirio Antonio Gilioli: voce in Frequenze;
Alice Fontana: clarinetto in Raoul
Elisa Locatelli: viola in Rodja e Frequenze;
Giuseppe Agosti: violino in Rodja e Frequenze;
Pierferruccio Gasparini: violino in Rodja e Frequenze;
Andrea Cielo: violoncello in Rodja e Frequenze;
Foto & Artwork: Mario De Francesco
2024
35:59
