Il Sutra dell’osservazione della mente e una delle sue massime ci introducono, fin dalla copertina, al bel lavoro di Fabrizio Zanotti, necessario, se non urgente, in tempi furibondi, di fretta insulsa e fiato corto. ‘Esho Funi’, uno dei principi fondamentali del Buddismo, si traduce in ‘Due ma non due’, ossia nel concetto di inseparabilità tra la vita del singolo e l’ambiente con cui interagisce, tanto che quest’ultimo è considerato un riflesso dello stato interiore della vita, e non è possibile separare la salute, mentale e fisica, dal mondo in cui essa si muove.

Proprio dal titolo, Esho Funi (Due ma non due), quindi, occorre partire per interpretare correttamente il concept album che il cantautore e produttore di Ivrea propone: undici tracce, undici tappe di un percorso, completato da altrettanti racconti, sostanziati dalle costanti riflessioni che ha svolto negli anni, oltre che dall’attività di divulgatore, insieme alla giornalista e antropologa Vanessa Vidano, qui presente nei cori, con alcuni podcast narrativi sul sabotaggio del ponte ferroviario di Ivrea nel dicembre del 1944, o sulla Repubblica partigiana dell’Ossola.
Nei racconti del libro, troviamo storie che, secondo l’autore, “nascono dall’intreccio tra musica e immaginazione”, e viaggiamo tra Nuova Delhi e Chernobyl, nel Mediterraneo o vicino a Taranto, a Ivrea, in Brianza, a Margherita di Savoia, incontrando Marta, Kevin, Lucia, Ricky, Leda, Rinaldo, Niko, Runa, Dorian, Ale, Andrea, personaggi di brevi e intensi episodi ispirati alle canzoni.

E in ogni brano del disco troviamo una storia che li ricapitola, in equilibrio perfetto tra suoni e parole, ma anche tra uomo e natura: la serra morenica di Ivrea, in Serra Morena, delicato arpeggio di chitarra per descrivere il dialogo tra l’ambiente e i suoi abitanti, tra filari di vite (il vino erbaluce) e la sua “allegra verde criniera”; le suggestioni afro, per raccontare la tragedia dei migranti in mare, in Aquarius, con la voce narrante che pensa a una ragazza che dall’Africa si spinge verso l’Italia, “alla tua vita senza porto”; la chitarra elettrica e nervosa, per denunciare le bugie (“Oh my lies…”) dei potenti su Chernobyl – e non solo – in Uranio (“e domani domani, ci laviamo le mani…di nuovo caimani”).
Intanto, ascoltiamo e pensiamo, seguendo Zanotti nelle tappe del suo viaggio, tenendo ben fisso il tema fondante, e immergendoci in sonorità variegate, che fanno perno sulla forma canzone, ma si spingono verso sperimentazioni coinvolgenti, con voce ed elettronica in stretto dialogo tra loro, e si muovono tra echi anni Ottanta (l’ironica Oxy Bar o la frizzante Se vedo una chitarra) e riferimenti a quella canzone d’autore, da Battiato (Lasciare andare (fantasmi nella luce)) a De André (qualcosa in Aquarius), anche perché le collaborazioni con Lolli, Bubola, Giorgio Conte sono state assimilate e rielaborate con originalità.

Brianza è particolarmente suggestiva, anche dal punto di vista delle armonie, tra il violoncello antico di Giacomo Berutti, le programmazioni di Fabrizio Chiapello – intervento imprescindibile in tutto il disco -, la chitarra del cantautore, e i cori, che spaziano “dentro quel grigio…sotto lenzuola d’amianto stese dal boom dei Sessanta da chi forse sognava una vita più calma”.
Ma le tappe del percorso vanno ascoltate con attenzione, tutte; perché questo è il nostro percorso, quello di esseri umani coinvolti nelle “radici che reggono il mondo” (Voce di quercia), responsabili del karma, la legge di causa ed effetto, nostro e di quello della natura.
Ogni situazione attuale è il risultato delle azioni passate, ma il destino non è immutabile, e la nostra trasformazione interiore può cambiarlo, se solo tutti capissimo l’importanza di ogni nostro gesto. Bella musica e grande impegno civile, per un lavoro accurato e appassionato.

(tutte le foto sono tratte dal sito ufficiale dell’artista www.fabriziozanotti.org)
Fabrizio Zanotti
Fabrika Production
01. Oxy bar
02. Uranio
03. Aquarius
04. Viva viva
05. Sei ancora in Giove?
06. Serra Morena
07. Brianza
08. Se vedo una chitarra
09. H2Oil
10. Lasciare andare (fantasmi nella luce)
11. Voce di quercia
Fabrizio Chiapello e Fabrizio Zanotti
2026
40:47
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