Aspettative molto alte e non deluse per questo live ufficialmente estivo, ma tutt’altro che solare, di Capovilla e soci che tra chitarre perfettamente impazzite e una batteria implacabile ha sedotto, anzi rapito, il pubblico estasiato del Magnolia. Impossibile distogliere gli occhi dal palco, dalla passione con cui la band sì è esibita per uno spettacolo di un paio d’ore, tra riflessioni e luci, per un pubblico che, pur soddisfatto, non era sazio.

Il basso di Giulio Favero, la chitarra, decisamente protagonista, di Gionata Mirai, la chitarra di Marcello Batelli, le tastiere/synth di Kole Laca e la batteria di Franz Valente, con la guida maestosa di Pierpaolo Capovilla, hanno accolto Rodrigo D’Erasmo e il suo violino che ha aggiunto, se possibile, slancio e poesia ad un concerto indimenticabile.
Una scaletta ben nutrita con, tra le altre, È colpa mia, Pablo, Gli Stati Uniti d’Africa che scivola senza respiro nell’energia di A sangue freddo, ma anche Doris e Monica, dove il contributo di Rodrigo D’Erasmo è stato notevole. Così, come da manifesto, il Teatro degli Orrori, mette in scena la vita, i drammi più che le commedie, e non ammette ignoranza così il delta del Niger diventa protagonista del concerto, come la storia, orribile, vera, inaccettabile, da non dimenticare, di Ion, bruciato vivo dal proprio datore di lavoro, a Gallarate. Non si può far finta di non aver sentito, perchè la mancanza è atroce e si dispiega in una canzone universale.
Tra i brani che hanno entusiasmato più il pubblico Vita mia, E lei venne!, seguite da Teresa e La canzone di Tom e Nicolaj.
Con questo concerto si conferma l’impatto live del Teatro degli Orrori che, oltre al carisma, alla ricchezza dei contenuti, all’impegno sociale, possono vantare un suono davvero difficile da dimenticare.
Il teatro degli orrori
Circolo Arci Magnolia, Milano
21/06/2012
