In clandestinità è un
libro che “giunge a fare chiarezza”. Attraverso la cara vecchia letteratura, i
due autori, il cantautore Vinicio Capossela e lo scrittore amico di una
vita Vincenzo Costantino, detto Cinaski, indossano i guantoni da boxe e
si scazzottano sorreggendosi l’un l’altro, in duecentoventi pagine di ricordi
accatastati, rigirati, ridipinti col sangue, con l’alcool e le parole di una
vita passata intensamente spalla a spalla, ad accoglierne le bordate e dar loro
il sapore non dell’autocommiserazione, ma di una saggezza un po’ disillusa, un
po’ decadente, un po’ spiritata (nel senso del liquore).
Il libro, raccolta di prosa e
poesie, è scandito in dodici round, in cui i due sviscerano amori e malumori,
rivivono il tempo, assaporano una filosofia di vita in bilico tra clochard e
flaneur: perchè qui la “strada” è la vita, l’amicizia l’unica costante, il ring
il pretesto per sentirla in bocca con il sangue. È questa la clandestinità che
Vinicio Capossela, per l’occasione Mr. Mall, racconta attraverso i suoi
uppercut una piccola odissea che passa dalla fine devastante di un amore alla
rinascita nella gioia. Accanto, nella strada, le colonne di sempre, «Ed nella
tormenta, Rastafari, China e tutta la sua Ghenga» – citando proprio la canzone
che dà il titolo a questo strano volume. Un filo cronologico e quasi narrativo
che contrasta con l’atemporalità, la casualità e la maggiore amarezza dei ganci
dell’“avversario” Mr Pall, quel Cinaski onnipresente nella “mitologia”
caposseliana, che qui emerge come persona – e non personaggio – maledettamente
romantico, un vecchio re straccione e alcolico che, come il suo compagno di
viaggio, fa finalmente i conti con se stesso.
Un libro che “giunge a fare
chiarezza”, dicevamo: con quest’opera viene a concretizzarsi il mondo di
luoghi, personaggi, suggestioni e lacerazioni interiori che sta nel sottotesto
della produzione del cantautore. In clandestinità, complemento
letterario all’album Da solo, viene a regalarci un crepuscolare e
pulsante pantheon beat sullo sfondo di una ricerca intima e reciproca, vissuta
a volte attraverso una scrittura intensa, forse un pizzico troppo autocompiacente,
a volte con la smorfia storta e ironica di “un’accolita di rancorosi” in
viaggio nella vita.
Vinicio Capossela e Vincenzo Costantino
Feltrinelli Editore
2009
224
