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Dice che della musica non ci capisce niente, ma qui nella redazione de L’Isola della Musica Italiana non le crede nessuno, anzi, siamo convinti del contrario! E non siamo certo gli unici.

 

Giulia Mei arriva al secondo album dopo un percorso lungo, indipendente che, come ogni tanto succede, ad un certo punto ha una svolta improvvisa. La svolta si chiama Bandiera, il primo singolo del nuovo album, uscito verso la fine del 2023, con un discreto seguito, ma esploso un anno dopo grazie alla partecipazione ad X Factor (e alla sua contestata eliminazione, che ne ha amplificato la visibilità). Bandiera è diventata quindi simbolo di libertà, una sorta di ‘canto partigiano’ che si rivolge in primis a tutte le donne (e quante sono quelle che l’hanno adottata come inno personale), ma che abbraccia idealmente ogni afflato di libertà personale e di scelta individuale. “Della mia fica farò una bandiera” diceva e così è stato.

 

Foto live 17ª ediz. Festival ‘Su la Testa’ – giovedì 15 maggio

 

Ora però abbiamo un album nuovo, che da Bandiera è stato trainato, ma che come (e in certi momenti più) di quel brano dimostra il valore di una delle cantautrici più originali ed interessanti del panorama italiano recente.

Giulia, palermitana, è una pianista di valore e al pianoforte trova la sua dimensione compositiva ideale; i brani dove la sua voce è accompagnata principalmente, se non solo, dai tasti bianchi e neri spiccano, in un lavoro dove il livello è molto alto e la varietà di soluzioni utilizzate dimostra che siamo di fronte ad una Artista a 360°.

 

Io della musica non ci ho capito niente (per la copertina Giulia sceglie Io dllea Msiuca non ci ho Caipto Neitne, ecco, appunto…) è un lavoro poliedrico, colorato, è la stanza dei giochi di una bambina che ama colorare ma detesta i margini, di una ragazza che prende in mano la propria vita e ne fa musica, è “l’ultimo granello di anarchia” in un mondo omologato e triste.

 

Drammaturgia e La vita è brutta sono scritte con la penna intinta nel migliore dei sarcasmi, H&M e Genitori invece ne evidenziano la maturità, riflessioni dolceamare di una generazione che spesso non ha deciso “cosa” essere ma lo ha visto decidere da altri. Un tu scuiddari e Cara allegria (questa disponibile solo nella versione in vinile) coinvolgono due voci altrettanto interessanti della musica italiana, Anna Castiglia (altra giovanissima artista siciliana di spessore) e Mille, che come nel suo stile, imprime al brano un mood anni 80 decisamente affascinante, con il suo cantare tra Nada e Giuni Russo. Anche in questi brani Giulia emerge come autrice credibile, voce autorevole che a dispetto dell’età (ma chi decide quale sia l’età giusta per essere autorevoli?) è capace di raccontare sentimenti, emozioni, ricordi che dal particolare tocchino ciascuno di noi e ci entrino dentro come fossero nostri.

 

Foto live 17ª ediz. Festival ‘Su la Testa’ – giovedì 15 maggio

 

Parla ai suoi coetanei, ovviamente, ma arriva anche a qualche vecchio ed attempato appassionato che la segue da tempo. Certo è bello vedere quanto da un lato sia maturata come stile, padronanza e qualità compositiva e quanto allo stesso tempo sia facilmente riconoscibile la Giulia degli esordi, quella che dava la colpa di tutto a Roberto Vecchioni e sorrideva timida (ma non troppo) da dietro la tastiera.

 

Per concludere è impossibile non citare due brani: Â picciridda mia è una ninna nanna che una Giulia più adulta dedica alla Giulia bambina, augurandole e suggerendole leggerezza e la capacità di lasciar andare (o “lievaci manu”, saggio modo di dire palermitano). Il secondo, Mio padre che non esiste, è invece per chi scrive l’apice del disco e fonte costante di brividi e commozione. Un male senza nome che vorrebbe cancellare i ricordi di una persona, che invece continua ad esistere nella memoria di una figlia innamorata, che li conserva anche per chi come lui non riesce più ad averli con sé. Una cantilena di grande dolcezza, da cui traspare tutto l’amore possibile.

La dimostrazione che abbiamo a che fare con una Artista vera, oltre che con una splendida persona.

 

Foto canali social ufficiali
Artista:
Giulia Mei
Etichetta:
Sound To Be
Elenco Tracce:
01. Io della musica non ci ho capito niente (con Rodrigo D’Erasmo)
02. Bandiera
03. Drammaturgia
04. Un tu scuiddari (feat. Anna Castiglia)
05. H&M
06. Genitori
07. A casa mi veniva
08. La vita è brutta
09. Mio padre che non esiste
10. Mozrat
11. Cara allegria (feat. Mille) (solo in vinile)
12. Â picciridda mia
13. Io della musica non ci ho capito niente
Produzione Artistica:
Alessandro Di Sciullo e Ramiro Levy
Musicisti:
Registrazioni, missaggio e mastering: Santa Barbara Recording Studio e Blue Spirit Recording Studio
Anno di Uscita:
2025
Durata:
45:05