Ed allora l’autore, partendo da una panoramica più generale, che si occupa della situazione del jazz negli Stati Uniti ed in Europa, giunge ad approfondire la situazione del jazz in Italia, ad osservare il rapporto tra questo genere musicale, che nel nostro paese era, ed è tuttora, fondamentalmente un genere di nicchia, con gli avvenimenti che, nell’anno in oggetto, hanno modificato diversi equilibri sino ad allora dati quasi per scontati, ovvi, quasi strutturali.
Oltre all’analisi teorica, che include i rapporti che in Italia il jazz ha avuto, in maniera spesso molto stretta, con la musica leggera, sono presenti una serie di interviste con musicisti, produttori, critici, studiosi, che raccontano il “loro” 1968; attraverso queste testimonianze si può cogliere il differente, ma sempre presente, grado di coinvolgimento di questa musica, a torto frequentemente ritenuta quasi “apolitica”, nei confronti di ciò che si “muoveva intorno”.
Per approfondire quanto descritto ed analizzato in questo volume, vale la pena di esaminare anche un’altra opera, dello stesso autore, ovvero “Jazz Poesia Civile”, (Diritto allo Studio – Università Cattolica, Pagg. 114, €. 5,00), in cui l’analisi viene approfondita dal punto di vista sociologico, semantico, ed il jazz viene visto come forma di linguaggio in rapporto alle altre forme di linguaggio, come espressione artistica in dialogo con le altre arti.
Guido Michelone
Diritto allo Studio – Università Cattolica
2009
112
