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Quando mi è capitato tra le mani quest’album, non credevo avrei ascoltato quella che possiamo definire una delle uscite musicali più interessanti di questi ultimi mesi. Fin dal primo ascolto sono rimasta catturata dalle atmosfere eleganti e avvolgenti che permeano tutto questo piccolo gioiello.

Non si può non amare la voce della Caiozzo, ispirata come una Cat Power e dotata di quella leggerezza soave à la Feist. Una voce – paragoni a parte – di quelle che ti rimangono tanto impresse da riconoscerne subito il timbro all’ascolto successivo. Un debutto discografico che risente evidentemente di tutte le contaminazioni che ogni componente del gruppo porta con sé. Già, perché la formazione di questo quartetto, che si è composto ri-conoscendosi su Myspace, respira soul e rhythm and blues esprimendosi in un tempo musicale che oscilla incessantemente tra il pop e il jazz. Un "pop jazzato" potremmo dire, ma preferisco chiamarlo "jazz poppeggiante" perché se c’è uno stile che prevale sull’altro è sicuramente il jazz, reso qui molto fruibile da arrangiamenti semplici e non banali.

Si capisce che l’intento di Johannes Bickler, produttore artistico e fondatore del gruppo, è quello di non sovraccaricare di strumenti le canzoni ma di render puliti il suono e la voce che infatti arrivano diretti alle emozioni, riuscendo a captare l’attenzione anche dell’ascoltatore più distratto.

L’apertura del disco è affidata al brano "The rope" in cui la musica non appesantisce i toni già foschi del testo ma dà loro respiro in una perfetta sintesi che riesce a comunicare bene le mille sfumature del pezzo.

Tra i pianoforti mai invadenti di Fabio Caiozzo che vanno ad addolcire, e batterie/percussioni che danno ritmo più incalzante ai pezzi, giungiamo alla splendida "Sing me your song", che inizia con una chitarra acustica ad accompagnare la voce nuda ed evocativa di Federica Caiozzo per poi fondersi di strofa in strofa con tutti gli altri strumenti, in un incedere prima solitario e poi corale che passo dopo passo va deciso verso la fine.

Nel pezzo successivo, "Nothing to do", ritroviamo ancora le sole corde (vocali e del contrabbasso di Cesare Pizzetti) naturalmente fuse a sostenere il pezzo che, in seguito, si arricchisce di piano sussurrato e batteria leggera come una piuma, fino a spingere deciso su tasti e piatti. Tutto ancora nell’ideale equilibrio tra voce e strumenti che sanno stare davanti e indietreggiare in una danza morbida ed elegante.

Il debutto dei Jobi 4 convince pienamente e viene subito voglia di ascoltarli dal vivo.

Artista:
Jobi 4
Etichetta:
Novunque/Self
Elenco Tracce:

01.    The rope


02.    Too blonde


03.    Lullaby


04.    Sunflower


05.    All has been said


06.    Sing me your song


07.    Nothing to do


08.    What you see


09.    I feel free


10.      I lost it

Produzione Artistica:

Johannes Bickler

Musicisti:

Johannes Bickler: batteria, percussioni, cori Federica Caiozzo: voce

Fabio Visocchi: organi, piano, sintetizzatore

Cesare Pizzetti: contrabbasso, basso acustico ed elettrico

Anno di Uscita:
2010
Durata:
37:05