Charlie Charles non è un semplice producer musicale. Esiste un prima e un dopo Charlie.
All’anagrafe Paolo Alberto Monachetti, Charlie Charles è uno dei producer più influenti che hanno mai calcato il palco della scena rap italiana. Se oggi si può parlare di una wave trap è proprio grazie al suo lavoro. Insieme a Sfera Ebbasta ha targato progetti iconici come gli album “XDVR” e “Sfera Ebbasta”, diventando una figura di culto per la generazione trap del 2016. Ma il sodalizio con Sfera non è l’unico ad aver reso il suo nome così leggendario.
Nel corso degli anni ha tessuto le fila della musica di molti importanti artisti, riuscendo a comporre il sound che oggi ricordiamo come “quello del 2016”. L’esempio lampante del peso della sua figura è la traccia Bimbi: uscita nel 2017, vede la partecipazione di Sfera, Ghali, Izi, Tedua, Rkomi. Nessuno in passato e nessuno nel presente è più riuscito a riunire questi 5 hitmaker tutti insieme in un unico pezzo. La consacrazione avvenuta a San Siro durante il concerto di Sfera con tutti i “bimbi” presenti sul palco è solo un ulteriore esempio della portata gigantesca del pezzo. Tutti gli artisti citati sono stati “battezzati” da Charlie per poi intraprendere delle brillanti, e spesso meno rap, carriere musicali.

Charlie non si è mai esposto e neanche sbilanciato; è sempre stato un artista silenzioso che parlava più con la musica che con le parole. Negli anni si è circondato di un’aura misteriosa che ha portato i fan ad attendere con sempre più ansia un suo primo disco personale. A distanza di quasi 10 anni è uscito allo scoperto, e l’ha fatto con un progetto capace fin dal primo momento di far discutere. L’album è un frullatore di emozioni che porta l’ascoltatore nella mente del producer; è tutto fuorché chiaro e lineare. Non a caso il titolo dell’album è molto esplicativo e nasconde interessanti curiosità. Nulla è infatti lasciato al caso.
Charlie è un perfezionista. Lo si nota dall’attenzione alle produzioni e dal rapporto con i colleghi. La bella confusione è infatti il primo, e poi scartato, titolo di ‘8½’, il capolavoro cinematografico di Federico Fellini. Proprio per questo il disco è stato pubblicato alle 20:30, caso unico per le release di oggi che solitamente avvengono a mezzanotte o all’una. In aggiunta, l’album si apre proprio con delle frasi prese direttamente dal film. Il famoso film di Fellini narra la storia di un regista in mancanza di idee per il suo prossimo film. Questo personaggio è un alter ego di Fellini stesso, che decide di mettere in scena i suoi dubbi e le sue perplessità in un periodo confuso della sua carriera. Charlie decide proprio come il regista di mostrare la propria confusione piuttosto che cercare invano di risolverla. Si apre così un percorso lungo dieci tracce.
Il primo impatto di un ascoltatore di Charlie Charles con l’album è disorientante. Sarebbe anche ingenuo aspettarsi che Charlie non sia cambiato e non sia cresciuto. Chi approccia l’album pensando di trovare produzioni cupe e testi trap viene travolto dalla nostalgia di un passato ormai lontano. Addirittura, Sfera nel disco non incarna l’immagine del Trap King, bensì l’amico di sempre di Charlie, compagno di mille battaglie e avventure. Il producer stende un tappeto di velluto ai suoi ospiti chiedendo loro di impersonificare una parte di lui. Ogni traccia è una riflessione che insieme alle altre non dà una spiegazione alla sua bella confusione, bensì tende ad accettarla. Le emozioni di Charlie si fanno quelle degli altri artisti, fino ad arrivare a Paolo, traccia che spiega il concept e lo esplicita: un piccolo Charlie si confronta con il Charlie adulto. La conclusione è che la disperata e sofferta confusione non è una parte di Charlie, ma Charlie stesso.

La qualità del progetto è indubbiamente altissima, e l’unica presenza di rap è la strofa di Ernia nella intro dell’album. Questa prima traccia ricorda a tutti che Charlie non deve dimostrare niente a nessuno. Ha una piena padronanza e consapevolezza dei suoi mezzi. L’album che ha realizzato è una scelta, non delle etichette, non del mercato, ma di Paolo. Fare un album in linea con il vecchio Charlie avrebbe fruttato molto di più a livello di vendite, ma non sarebbe stata un’opera sincera. Pezzi come Pericolo con Bresh e Paura con Mahmood sono un modo per togliersi un peso, per dire al mondo “Charlie è tutt’altro che apparenza”. Superstite invece propone un Massimo Pericolo in ottima forma, capace di esplorare passato e presente della sua vita regalandoci una lettera dal sapore di confessione. Invece Elisa e Madame formano una splendida coppia che in Ti chiamerò amore parlano di questo sentimento in modo intimo e sincero.
L’album vuole urlare al mondo un messaggio tanto di facile comprensione quanto di difficile applicazione: bisogna accettarsi ed essere sinceri con sé stessi. Quest’album è un respiro di sollievo nel mezzo della frenetica realtà che ci circonda, dove ogni giorno si sente l’obbligo di imporsi un nuovo obiettivo. Charlie smette di assecondare questa tendenza, rallentando e proponendo un progetto complesso e senza pretese, che si allontana dalla trap in favore di nuove sonorità. Non si tratta di un album da ascoltare per moda, bensì di un percorso musicale che per essere apprezzato vuole, e deve, essere scelto.
La Bella Confusione di Charlie è la Bella Confusione di tutti. Accettarla è il modo che ognuno di noi ha per esplorare sé stesso; è ciò che ci permette di toglierci la maschera e mostrarci per quello che siamo. Non è un obiettivo o un dovere, bensì un percorso.
Foto di Enea Colombi
Charlie Charles
Island Records
01. La bella confusione (feat. Ernia, Madame)
02. Paura (feat. Mahmood)
03. Attacchi di panico (feat. Blanco)
04. Superstite (feat. Massimo Pericolo)
05. Pericolo (feat. Bresh)
06. Una volta in più (feat. Sfera Ebbasta)
07. Autoritratto (feat. Nayt)
08. Paolo
09. Ti chiamerò amore (feat. Elisa, Madame)
10. Grazie
Charlie Charles
32:26
