Syd Barrett, primo leader dei Pink Floyd e in seguito, nel 1968, estromesso dal gruppo, è stato un genio sregolato e visionario. Ci ha lasciato due album solisti, “The Madcap Laughs” e “Barrett”, usciti nel 1970, per poi ritirarsi dalle scene musicali e scomparire a soli 60 anni dopo un’esistenza segnata da disturbi mentali e dipendenza da farmaci e stupefacenti. Con la sua creatività senza freni e la sua ricerca avanguardistica, Barrett ha avuto una grandissima influenza su intere generazioni di musicisti e anche Eugene ha voluto rendergli omaggio con il suo EP “Sydereal”, uscito lo scorso 6 gennaio su tutte le piattaforme digitali.
Eugenio Valente, questo il suo nome al secolo, è un artista eclettico, particolarmente attivo nell’ambito della musica elettronica. Il suo ultimo album, “Seven Years in Space” (QUI link alla recensione) è stato pubblicato nel 2022, mentre un nuovo full-length è in arrivo a breve. Eugene vanta collaborazioni prestigiose con musicisti italiani (tra i tanti citiamo Garbo, Luca Urbani e Claudio Simonetti) ed internazionali ed è inoltre produttore, docente, doppiatore e compositore di colonne sonore, spaziando dal panorama underground a quello mainstream.

L’affinità elettiva tra Valente e Barrett nasce dal comune intento di ricercare sonorità senza tempo dall’afflato cosmico; su questo concetto si basa il titolo dell’EP, un gioco di parole tra il nome “Syd” e il riferimento agli astri contenuto nell’aggettivo “sidereal”, così come l’artwork del disco, in cui un circuito elettronico viene attivato per magia da un diamante (Shine On Crazy Diamond è il titolo di una suite che i Pink Floyd dedicarono a Barret nell’album “Wish You Were Here” del 1975).
Le riletture di Eugene fondono il suo gusto per lo sperimentalismo, che lo accomuna al compianto “Crazy Diamond”, con i linguaggi della contemporaneità. Si passa dunque dalle atmosfere ambient e futuribili di Golden Hair (estratta da “The Madcap Laughs” ed ispirata ad una poesia di James Joyce) all’indie-electro-rock di Love You; quest’ultima traccia era già presente nella raccolta “Love You – A Tribute to Syd Barrett”, una compilation di artisti vari del 2021. Effervescing Elephant, tratta da “Barrett”, è una sorta di divertissement “animalier” della durata di poco più di un minuto, mentre Astronomy Domine è una delle prime composizioni di Syd per l’album di esordio dei Pink Floyd, “The Piper at the Gates of Dawn”, e nella versione di Valente si apre con echi e pulsazioni per poi condurre l’ascoltatore in un viaggio nello spazio ad alto tasso di psichedelia tra pianeti e satelliti. Quest’ultimo brano, con la sua tematica da “interstellar overdrive”, si ricollega al precedente album di Eugene, tutto giocato su questi contenuti, e prefigura il prossimo lavoro di imminente uscita, nel quale è stata annunciata la presenza di Butch Vig, batterista dei Garbage e produttore di Nirvana, Smashing Pumpkins e Sonic Youth.
Sydereal, pur nella sua concisione, segna un’ulteriore tappa evolutiva nel percorso di Eugene, artista impegnato in un percorso musicale ed estetico contrassegnato da soluzioni originali e innovative che vanno al di là di qualsiasi influenza e definizione stilistica.
Eugene
Discipline
01. Golden Hair
02. Love You
03. Effervescing Elephant
04. Astronomy Domine
Eugene
2025
