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A Ettore Giuradei piace giocare. Sarà per i suoi trascorsi da teatrante, a metà tra il clown e l’attore, sarà perchè di questi tempi il gioco, insieme al sogno, è (forse) l’ultima forma possibile di ribellione all’accettazione incondizionata della miseria umana. In ogni caso è proprio con una giocosa professione di utopia che il cantautore bresciano sceglie di dare avvio al suo terzo album, intitolato per l’appunto La Repubblica del sole.

È difficile non pensare alla Città del Sole di Campanella, con la sua società perfetta e ordinata composta da cittadini uguali e liberi dalla schiavitù della proprietà. Ettore però, molto modernamente, lascia da parte le rigide riflessioni sulle strutture sociali e si accontenta di immaginare che ci siano «i sognatori a occupare le poltrone».

L’idea portante dell’album ricorda allora più quella sessantottina della “fantasia al potere”, unita ad una tensione vitalistica che non disdegna la cosiddetta “perdizione” nel piacere (Piedi alati, 4 matrimoni), tanto contraria alla asfissiante morale paesana della «tivù da pasto» e dei videopoker da bar, che Ettore pare conoscere bene (Paese, Il vicino, Macchinina cocaina). E se l’uomo è costretto al conformismo dalla società che lo circonda fin dalla nascita (Sensazioni), una possibile liberazione passa attraverso l’immaginazione e i sogni, o ancora meglio alla passione per una figura femminile al tempo stesso «mitica» e carnale (Strega, Eva), «nuda, furia sublime».

Dal punto di vista strettamente musicale lo sforzo di Ettore di unire il cantautorato tradizionale ad un lato più pop-rock sembra aver prodotto qui una sintesi felice e personale, liberando contemporaneamente il rock dagli stilemi “alla Ligabue” o “alla Vasco” e la musica d’autore dalla nicchia pseudo-jazz in cui da molti è stato confinato negli ultimi anni. Il tutto è reso anche più piacevole dalla vena pop che sforna ritornelli melodici che rimangono in testa, pur evitando abilmente la banalità.

La voce di Ettore non è pop, non è patinata o impostata, e può non piacere, ma forse proprio per questo ha un carattere e una personalità che la rendono ben riconoscibile. I brani migliori del disco sono sicuramente la sorniona title track e l’ipnotica e appassionata Eva. Particolare anche lo sviluppo di Sbatton le finestre che nasce come canzone quasi alla Azzurro di Paolo Conte (sia nel tema della noia, che nell’andamento) per poi trasformarsi in un punk stralunato alla CCCP.

Artista:
Ettore Giuradei
Etichetta:
Novunque/Mizar
Elenco Tracce:

01. La repubblica del sole


02. Strega


03. Piedi alati


04. Sbatton le finestre


05. Eva


06. Paese


07. Il vicino


08. 4 matrimoni


09. Sensazioni


10. Macchinina cocaina

Produzione Artistica:

Ettore e Marco Giuradei, Alessandro Cesqui e Davide Danesi

Musicisti:

Ettore Giuradei: voce

Marco Giuradei: pianoforte, cori, vibes, synth, chitarra acustica (2, 6, 9) ed elettrica (1, 5, 9)

Danilo Di Prizio: chitarra acustica (1, 2, 3, 4, 6, 9)

Giulio Corini: basso

Daniela Savoldi: violoncello

Accursio Montalbano: chitarra elettrica (4, 5)

Andrea Faccioli: chitarra elettrica (2, 4, 6, 8, 10)

Max Carinelli: chitarra elettrica (5)

Emma Giuradei: cori (3)

Roberta Carrieri: cori (2)

Alessandro Pedretti: batteria

Maurizio Virgilis: trombone e basso tuba

Giampaolo Filippini: registrazioni ambientali

Anno di Uscita:
2010
Durata:
33:08