I dischi con l’orchestra fin dagli anni ’70 sono un rischio, un rischio nel far apparire i brani, vestiti di nuovo e avvolti da archi e fiati quasi fossero organze e chiffon, troppo leziosi, stucchevoli, dolciastri. Un rischio che Samuele Bersani evidentemente conosceva bene e che ha evitato affidando la sartoria di questi nuovi abiti – suonati in un tour da cui sono stati tratti 18 tra i suoi brani più famosi ma non solo (quante canzoni meravigliose!) per questo album live – alle sapienti mani di arrangiatori come Vittorio Cosma, Stefano Cabrera, Tony Pujia, oltre a sé stesso.
L’ispiratore principale di queste versioni, che comunque conservano nella maggior parte dei brani la forma originale e l’accompagnamento della band, pare essere il Peter Gabriel di “Scratch My Back” e “New Blood”, dischi dagli arrangiamenti per orchestra forse inarrivabili.
L’apertura con Il mostro, che un illuminato Lucio Dalla faceva eseguire a un giovanissimo Samuele nei suoi concerti nel 1992, dà il primo colpo al cuore. Un brano sull’incomunicabilità che aveva già conquistato il buon Amilcare Rambaldi, patron e fondatore del Premio Tenco, che l’anno prima aveva invitato il giovane Samuele a interpretarlo nella rassegna, senza che fosse ancora edito (uscirà poi nel disco d’esordio “C’hanno preso tutto”, del 1992). Il maestro e collaboratore di Bersani è omaggiato con la cover di Tu non mi basti mai, canzone che Dalla scrisse per l’album “Canzoni” del 1996.
Questo nuovo lavoro non è un semplice ‘Greatest Hits’ dal vivo (un plauso merita l’Ensemble Symphony Orchestra diretta dal Maestro Giacomo Loprieno, anche per il fedele lavoro svolto dal vivo nel tour di questa primavera), molti brani in questa forma prendono nuova vita e si vestono di nuove intensità ed è una bella occasione per riscoprono brani non propriamente da classifica come le splendide Come due somari, Braccio di ferro e Il pescatore di asterischi.
La scaletta è praticamente perfetta, si alternano ballate emotive e perfette come Replay, Spaccacuore e Giudizi universali, brani entrati da tempo nel novero delle canzoni più belle di sempre della nostra canzone d’autore. Poi i brani apparentemente più leggeri come Freak, Coccodrilli, Lo scrutatore non votante (quest’ultima con un arrangiamento meraviglioso sospeso tra Morricone e i film poliziotteschi dei ’70), l’autobiografismo sempre sbalorditivo di En e Xanax, il finale funambolico col primo successo, ovvero la tragica cronaca adolescenziale di Chicco e Spillo. I brani sono scelti tra i nove album in studio dell’artista, con l’eccezione di “Manifesto Abusivo” del 2009.

Da questi ascolti nuovi viene fuori prepotente la bravura come compositore di armonie e melodie dell’artista, che riesce a scrivere cose complesse e cantabili insieme, caratteristica che a ben vedere è la stessa dei massimi compositori italiani di canzoni: Battisti, Dalla, Fossati.
Speriamo che l’artista riminese non ci faccia attendere molto per il suo prossimo album di inediti, visto che è tra i pochi cantautori della semivecchia guardia (eh sì) a poter garantire quasi a scatola chiusa una boccata d’aria di bellezza.
Samuele Bersani
Fuori Classifica Edizioni Musicali / Sony Music
LP1 Lato A
01. Il mostro
02. Cattiva
03. Come due somari
04. Occhiali rotti
LP1 Lato B
05. Il tuo ricordo
06. Harakiri
07. Sapaccacuore
08. En e Xanax
09. Barcarola albanese
LP2 Lato A
10. Freak
11. Coccodrilli
12. Il pescatore di asterischi
13. Braccio di ferro
LP2 Lato B
14. Giudizi universali
15. Tu non mi basti mai
16. Replay
17. Lo scrutatore non votante
18. Chicco e Spillo
Samuele Bersani, Tony Pujia, Roberto Rosu
2025
78:05
