Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

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Come definire Daniele Caldarini? Compositore? Pianista? Multistrumentista? Produttore? Sperimentatore? Collaboratore di Zitello, Guccini, Davide Van De Sfroos, Morgan? Organizzatore di progetti musicali, anche nell’ambito del Club Tenco? O piuttosto, artista a tutto tondo, anima sensibile, una vita per la musica?

 

Sfuggire alle definizioni è appannaggio dei più grandi, e Caldarini lo è: tanto grande, quanto umile. Una figura che non ama mettersi in primo piano, e che dedica tempo, cura ed energie a coltivare la propria ispirazione, come in questo caso. Giusto, quindi, che proprio LIsola della Musica Italiana l’abbia invitato come giurato per L’Artista che non c’era, il contest giunto alla sua 23ª edizione, e che ora ascolti con attenzione il suo lavoro, L’isola di Ila.

 

 

Di isola in isola, il volo di Caldarini spazia in un cielo limpido, grazie a sonorità evocative, in cui gli strumenti di cui si serve, come ali, portano gli undici brani verso l’alto, da intendersi anche come tensione verso l’assoluto, tra filosofia, mito e ansia di libertà. Il piano diviene quindi una voce, le sue corde vibrano come quelle umane, esprimendo, volta per volta, diverse sfumature di un unico percorso, come in un viaggio dentro noi stessi, mentre le dinamiche tra strumenti divengono elementi fondamentali per un dialogo costante tra anima e materia, tra ricordi e speranze, in ultima analisi, tra natura e cultura.

 

Se, ad esempio, nella traccia che apre l’album, dandogli il titolo, ritroviamo il passato dell’artista, fondatore e chitarrista, nei primi anni Settanta, del gruppo prog 5° Grado Mercalli, in Liquide melodie si avverte la lezione di grandi pianisti come Nyman, e in Sulle ali di Icaro prevale l’essenzialità delle armonie, che ricamano voli ariosi, indicandoci una via possibile per librarci – e liberarci – verso atmosfere più respirabili, verso le battiatiane “quote più normali”, in cui il piano si lancia verso il futuro, mentre la fisarmonica ci ricorda che non dobbiamo dimenticare il passato.

 

Daniele qualche ‘decennio’ fa…

 

Del resto, basterebbe scorrere i titoli delle undici composizioni per scoprire la filosofia e la poetica che sottendono al lavoro: tra la trascendenza corale di Aquiloni e il dialogo tra tastiere e bouzouki della suite Immenso, tra le ali di Icaro ed Eden’s Garden – brano tra il meditativo e il mitologico – , Caldarini ci aiuta a staccarci dalla quotidianità per recuperare una dimensione ancestrale, grazie a suoni che costituiscono una sorta di colonna sonora di un viaggio in undici sequenze, che nasce nel cuore di chi lo compone e arriva al cuore di chi ascolta, per farci sentire simili, fratelli, compagni di vita e di strada.

 

foto di Giuliano Ruggeri

 

Delicato ed energico, lieve ma mai superficiale, quello di L’isola di Ila è, prima che un disco, un dono, offerto da un’anima sensibile a chiunque sappia coglierne l’importanza, e voglia raggiungere quell’isola, almeno per un’ora, per ripartire rinfrancato.

 

(dove non indicato, le foto sono tratte dai profili social ufficiali dell’artista)

 

Artista:
Daniele Caldarini
Elenco Tracce:
01. L'isola di Ila
02. Aquiloni
03. Liquide melodie
04. Immenso (suite)
05. Petali
06. Sulle ali di Icaro
07. Nel silenzio
08. Altri tempi
09. Eden's Garden
10. Oliver
11. Il cerchio di Stonehenge
Produzione Artistica:
Daniele Caldarini
Musicisti:
Daniele Caldarini: pianoforte, tastiere, synth, chitarra acustica ed elettrica, percussioni, djembe, bouzouki, ukulele, fisarmonica, programmazioni, mandolino, fisarmonica, basso elettrico, kalimba; Ilaria Cirello: cori e bicchieri musicali. Andrea Cappelletti: grafica Roberta Mariani: cover e disegni
Anno di Uscita:
2026

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