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Con la morte di Peppino Di Capri si chiude un’era. Nel vero senso del termine, infatti egli era rimasto l’ultimo capostipite di una generazione di musicisti sinceri e fortemente ispirati nella scrittura melodica. Nella sua lunga vita, Giuseppe Faiella detto appunto Peppino Di Capri perché natio della famosa isola campana, ha lasciato un segno indelebile proprio in quel tipo di canzone gentile, non chiassosa e assolutamente romantica.

 

 

Non ha mai esagerato nell’essere al di sopra di quello che gli dettava la sua poeticità, apparentemente semplice. La sua ricerca melodica risaliva è vero alla tradizione della canzone napoletana, ma era talmente intrisa di certo francesismo novecentesco da fare delle sue canzoni delle vere e proprie romanze contemporanee. In questo è stato unico, cavaliere di un tempo prezioso in cui la musica serviva a far stare bene le persone. La sua estrema duttilità, la capacità comunicativa e il grande aplomb lo lasciano nella memoria comune, come la presenza di una persona di grande umanità.

 

La scuola dalla quale proveniva era quella dei fratelli Calace, di Ernesto Murolo, di Raffaele Viviani e negli anni si era costruito una propria credibilità anche tra illustri colleghi, come ad esempio Roberto De Simone, che trovò in lui le profonde radici della migliore canzone napoletana. Lo definì il vero erede ed aveva sempre parole di stima. Lo stesso fece Renzo Arbore, soprattutto quando decise di rielaborare la canzone napoletana classica con l’Orchestra Italiana. Secondo Arbore, l’influenza di Di Capri sul rinnovamento della canzone napoletana fu fondamentale. Il fatto che unì il rock and roll, lo swing, alla cantabilità classica, fece di lui un vero esempio di autore modernista. In linea con i tempi del cambiamento.

 

 

Canzoni come Roberta, Nun è peccato, St. Tropez Twist, Suspiranno, Melancolie, Frenesia, Magari, servono proprio come spartiacque di un modo di scrivere assolutamente produttivo e popolare. In questo Faiella fu eccezionale. Andò contro tutti gli stilemi del cantare classico. Si presentava con il suo immancabile pianoforte, con la sua nonchalance tutta francese e incantava il pubblico con la sua gentile vocalità. Ma fu anche uno dei primissimi a portare sulle piste di ballo quei giovani degli anni Sessanta che ancora non si trovavano con la profondità di Gino Paoli o di Luigi Tenco. Il suo era un romanticismo d’avanguardia, una sorta di nuovo attore contemporaneo di quelli che erano i tempi post-bellici.

 

E infatti fu proprio attore di tanti film. I musicarelli in primis, di cui fu un importante protagonista insieme a Mina e a tutta la pletora pop di quel tempo.  Ma lo ricordiamo come incredibile attore ironicamente presente in film come ‘A spasso nel tempo’ e ‘Natale col boss’: il suo capolavoro. Insomma, Giuseppe Faiella ci mancherà. La sua spensierata nouvelle vague ha lasciato il segno. Ma soprattutto mancherà quella malinconica sintesi canora che è Champagne. Un vero capolavoro dell’era moderna che coniuga alla melodia fluida e accattivante, una leggerissima lacrima che versa il personaggio Di Capri, che altri non è quel giovane Giuseppe che prese il volo come aviere di tempi lontani.

 

 

foto tratte dal sito ufficiale dell’artista www.peppinodicapri.net

 

Artista:
Peppino Di Capri