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Orbita è il secondo album della cantautrice Pellegatta, originaria della provincia di Milano ma da ormai molti anni ben felice di vivere tra le colline modenesi. Un donna, un’artista che non ha paura dei cambiamenti, anzi, una curiosità che alimenta e fortifica anche la sua creatività.

Dice: “La musica per me è un ponte per andare oltre, composta in una sala d’attesa, mentre i treni passano e io rimango lì ad aspettare il mio… Finché capisco che non arriverà allora salgo sul primo che passa e mi lascio sorprendere dall’inaspettato.”

 

Ecco, l’inaspettato è ciò che attraversa questo disco: si passa da momenti davvero ben riusciti a canzoni non proprio a fuoco, il tutto sorretto comunque da un’ottima produzione – a cura di Paolo Iafelice di Adesiva Discografica – che in più di un’occasione rimanda alle atmosfere synth pop dei Matia Bazar di inizio anni ’80. Ad esempio in Linate, uno dei migliori brani dell’album, l’atmosfera sonora e la melodia sono perfettamente in equilibrio. Altrove (ad esempio in Compro e butto) il testo, pur animato da validi intenti risulta troppo didascalico, su una melodia poco incisiva che si appoggia su una base priva di guizzi, in cui si salvano solo le chitarre (suonate da Sara Velardo), un esempio preciso quando facevamo riferimento a qualche brano non perfettamente a fuoco.

 

 

Ma il viaggio che si fa ascoltando questo disco, pur se discontinuo, è decisamente piacevole. Inizia proprio con un brano che parla del viaggio all’interno della musica di Pellegatta, quindi quasi un manifesto, una presentazione molto coinvolgente: “Quando canto non sento più niente, quando canto non penso più / Quando canto mi vedo, quando canto tra la gente ci sei tu”.

Il brano che dà il titolo all’album è invece sospeso come fosse in orbita, appunto, e bisogna farsi trascinare verso un nuovo mondo alla ricerca di una nuova casa, come se l’essere umano, sulla Terra, fosse in via d’estinzione (intorno all’anno 2100). Un brano distopico e davvero interessante.

 

Poi arriva Sono come Suono che richiama un titolo dei Bluvertigo ma non ne raggiunge la forma espressiva. Qui la produzione e la composizione rimangono un po’ troppo acerbi; l’idea di fondo non è male ma purtroppo il risultato finale non arriva al livello delle altre canzoni.

Da qui in poi si viaggia tra scossoni e attimi di quiete.

Arrivati verso la fine, ci si imbatte ne Le Sirene di Ulisse, una piccola gemma in cui melodia e testo si incastrano perfettamente con gli arpeggi dei synth, le chitarre rarefatte, la drum machine mai invadente e il basso morbido e sinuoso; insieme a Linate formano le due punte di diamante di questo Orbita che sta portando la cantautrice a suonare in diversi locali su e giù per l’Italia (con qualche punta anche in Europa).

 

Andate a sentirla live: le sue canzoni, sia vestite dall’elettronica leggera di Paolo Iafelice sia nella loro forma più nuda (chitarra, voce), sanno restituire il ritratto di (Manuela) Pellegatta, una giovane artista che usa la musica per interrogare sé stessa e il mondo, trascinando l’ascoltatore in un dialogo aperto e mai egoriferito. Una rarità, di questi tempi.

 

Artista:
Pellegatta
Etichetta:
Adesiva Discografica
Elenco Tracce:
01. Un Viaggio da Fare
02. Orbita
03. Sono Come Suono
04. Linate
05. Sono Qui
06. Stella Lontana
07. Lasciami Tu
08. Compro e Butto
09. Le Sirene di Ulisse
10. Il Cuore Dove Va
Produzione Artistica:
Paolo Iafelice
Anno di Uscita:
2025
Durata:
35:22