Per fortuna certi dischi non sono alla moda, perché poi le mode passano e invece certi dischi restano. Restano nel tempo per essere ascoltati, per creare atmosfere, per affezionarsi a una frase o una parola. E’ a maggior ragione così per i cantautori, quelli che con la musica sanno fare compagnia. E scrivere delle parole dei cantautori bravi è sempre maledettamente affascinante ma anche tremendamente difficile. Facciamo un esempio, come si fa a recensire o meglio a raccontare una canzone come Atlantide di De Gregori? Come si fa a dare il senso esatto a una frase come “Nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata”? Con quell’aggettivo (così fuori posto da diventare poetico) buttato lì che nasconde o meglio comprende un mondo intero da andare a scoprire, uno stato d’animo da esplorare. Più il tempo passa e più i cantautori bravi vanno ascoltati, senza fretta, senza aspettarsi una ricompensa immediata o un ritornello da cantare.

Luca Carocci ha scritto e cantato un disco molto bello, nel senso più pieno del termine. Gesucristo forse è morto di freddo è un lavoro sincero, a tratti divertente, disincantato e solido, con un’anima blues e un’origine folk-rock. C’è una cura delle parole sia nella metrica che nella sequenza, che non è mai scontata, anzi sorprende in più punti. Carocci ha un percorso artistico/musicale solido da cantautore e da polistrumentista, fatto di altri album e di collaborazioni importanti, e alcuni amici sono presenti in queste tracce, come Alex Britti in Canzone Semplice scritta a quattro mani e Roberto Angelini, presente in Cammina Bambina, e spesso sul palco con lui anche dal vivo, in questo disco anche in veste di coproduttore. La scelta di registrare in presa diretta le tracce cuce sui brani un calore che viene fuori negli ascolti con forza e delicatezza e nelle code di un paio di tracce regala quasi un’atmosfera da jam session. Oltre le canzoni citate e la title track Gesucristo forse è morto di freddo, vale la pena ricordare anche Il Gelo Dentro una Parola, ma non vorremmo far torto a nessuno degli otto brani che compongono la lista, davvero ben fatti. In ognuna di queste canzoni c’è uno sguardo su un mondo che mette sempre di più a disagio, in ogni aspetto dell’esistenza, e allora si prova a reagire, a trovare il proprio posto, a scegliere, nonostante tutto, di provare a essere felici. E questo disco di Luca Carocci è un ottimo alleato in questa sfida.

Luca Carocci
Flamingo Management
01. Canzone semplice
02. Cammina bambina
03. Il gelo dentro una parola
04. Gesucristo forse è morto di freddo
05. Le sere di maggio
06. Solo su una gamba
07. Tu che difendi il lavoro
08. Aspetto fuori
Luca Carocci & Roberto Angelini
Luca Carocci - Voce, Basso, Chitarre Classiche, Acustiche, Elettriche, Synth Roberto Angelini - Cori, Chit. Elettriche, Lap Steel, Pedal, Synth, Tascam Portastudio Filippo Cornaglia - Cori, Batteria Jose Ramon Caraballo Armas - Percussioni, Tromba Massimiliano Ciafrei - Wurly, Organo, Piano Daniele Tittarelli – Sax Paolo De Stefani: Wurly - “Su Una Gamba Sola”
2025
27:30
