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Che autore (e che artista) eccellente Vincenzo Incenzo. Arrivato al primo disco da solista “solo” nel 2018, dopo più di venticinque anni di collaborazioni che definire prestigiose è riduttivo, questo nuovo #pace è il suo quarto in studio ed è un disco insieme intimo e politico, dove in molte canzoni si parte dal personale per arrivare all’universale. Viene dopo il bel live acustico “Comizi d’amore”, dove il Nostro non solo reinterpretava canzoni scritte per altri – Zarrillo, Zero, Dalla ecc. – ma prese il titolo da uno storico e bellissimo documentario di Pasolini del 1964.

 

#pace (scritto minuscolo e con il diesis/hashtag, è la parola che il cantautore vorrebbe citata condivisa e realizzata, che risuonasse senza posa fino a realizzarsi dentro di noi e nel mondo) è un disco relativamente breve, compatto, alla Battiato. Trentatré minuti di intensità pop-cantautorale pura e genuina, che brano dopo brano va dritta al punto. Certamente non un disco sperimentale ma un disco nato, arrangiato e suonato, per essere un piccolo classico.

 

 

L’inizio dell’album, la breve intro/title track, è stato per me un pugno nello stomaco: la voce artificiale e sorridente di Siri legge con naturalezza e leggerezza parole terribili sulla guerra, un po’ come quasi tutti noi esseri umani che giorno dopo giorno e guerra dopo guerra ci abituiamo a tutto e spesso non diamo peso alle parole. Un’altra botta arriva con Aria ferma, dove l’autore declama parole insieme descrittive e di denuncia sulle carceri italiane, sopra una base chitarristico/elettronica à la U2 di “The Joshua Tree”.

 

I suoni sono in tutto il disco in bilico tra l’acustico e l’elettronico, il collaboratore principale (musicista e tecnico del suono) è Jurij Ricotti, che vanta collaborazioni internazionali un po’ stranianti e davvero enormi, da Bocelli ad Eminem, da Dua Lipa ad Ariana Grande e che aveva già collaborato con Incenzo negli anni scorsi.

 

L’incontestabile punto di forza dell’autore, si sa, sono le parole, che sa cesellare con enorme sapienza e gusto – tra rime, allitterazioni enjambement e altre tecniche – senza perdere la grazia la cantabilità e il senso principale e simbolico di ogni vocabolo. Le melodie e le armonie sono abbastanza classiche, seppur con aperture notevoli, come per esempio in Ti perdi (brano vincitore del premio Lunezia) e in Come nessuna al mondo. Più o meno a metà album troviamo La bellezza, una meravigliosa ballata con pianoforte degregoriano e scansione del cantato e modulazione armonica alla Fossati. Di questi tre brani si trovano su youtube dei bei videoclip. Ma il punto più alto del disco è probabilmente la ballata pianistica Il nostro amore, due minuti e mezzo di rara forza e profondità. In questo album ogni tanto si sente inevitabilmente il profumo delle più famose collaborazioni dell’artista, da Renato Zero a Tosca, dalla PFM a Zarrillo a (riscopritela, per favore) Valentina Giovagnini, la giovanissima, talentuosa e sfortunata cantautrice toscana, deceduta in un incidente stradale nel 2009.

 

 

Chiudiamo ricordando che una delle caratteristiche di Vincenzo Incenzo è la poliedricità. Riconosciuto come penna di valore nella stesura di “canzoni”, si è cimentato anche nella scrittura di libri, oltre a scrivere brani specifici per film e per fiction tv. Ma grande successo ha ottenuto anche nella regia teatrale, per esempio con ‘Zerovskji – solo per amore’ (musical di Renato Zero dove oltre alla regia ha curato anche la colonna sonora) e sempre restando nel campo dei musical ha scritto libretto e testi di ‘Dracula opera Rock’ (su musiche della PFM), ha messo mano alla versione italiana di ‘Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo’, un’opera replicata in tutto il mondo o, citiamo l’ultima fatica in ordine di tempo, ‘Bernardette de Lourdes’, una grande produzione francese dove ha curato la traduzione italiana e altre opere ancora. Ultima nota legata strettamente all’attualità, sempre riguardo alla passione di Vincenzo per i musical, segnaliamo che sono in pieno svolgimento i casting per ‘Frida Opera Musical’ dedicato a Frida Kahlo di cui il Nostro ha curato le musiche.

 

Le ultime righe di questa recensione del nuovo album #pace le dedichiamo ad una considerazione sincera. Assistere alle sue esibizioni live o comprare i suoi dischi è un piacere che si dovrebbe fare principalmente a noi stessi, vista la qualità indiscutibile con cui ha segnato e sta segnando – troppo spesso nell’ombra – la storia della canzone italiana.

Artista:
Vincenzo Incenzo
Etichetta:
Verba Manent - ADA Music / Warner
Elenco Tracce:
01. #pace -intro
02. Rimanere
03. Ti perdi
04. La bellezza
05. Come nessuno al mondo
06. Il nostro amore
07. L'universo senza te
08. Lontano e qui
09. Aria ferma
10. Bene così
11. Gli ultimi della terra
Produzione Artistica:
Juri. G. Ricotti, Vincenzo Incenzo
Anno di Uscita:
2024
Durata:
33:20