Herbert Pagani, artista apolide e poliedrico, nato a Tripoli nel 1944 e morto (appena quarantaquattrenne) a Palm Beach nel 1988, ma principalmente italo-francese, è una di quelle figure avvolte da un alone mitico cui quasi mai fa riscontro una conoscenza reale della sua produzione e della sua creatività tout court.

Oggi la sorella Caroline, che di anni ne ha parecchi di meno (si veda la foto in copertina), nell’ottantesimo anniversario della nascita gli dedica, con grande affetto, questa “retrospettiva”, un doppio album che ne riprende diciannove canzoni e cinque monologhi, sfoderando un bel parterre di artisti che all’ex-collega (e forse in qualche caso amico) hanno voluto rendere omaggio.
Di Herbert non si può non ricordare Albergo a ore, traduzione della splendida Les amants d’un jour di Edith Piaf, resa immortale, in italiano, da Gino Paoli (ma ne esiste anche una versione dell’autore, il cui 45 giri chi scrive custodisce gelosamente), ma quanto meno anche Lombardia, ardita traduzione (in realtà riscrittura) di Le plat Pays di Jacques Brel, con tutta probabilità l’autore cui Herbert si sentiva più vicino, come testimoniato ad esempio dal fatto che in questa selezione targata Caroline Pagani compaia anche la traduzione di Quand on n’a que l’amour (qui Sai che basta l’amore), senza dimenticare Barbara (Non mi venite a dire), la Violeta Parra di Gracias a la vida, riproposta con testo misto, spagnolo, italiano e francese, e naturalmente tutti i brani firmati in prima persona (in un paio di casi in coppia con Ivan Graziani, altro artista andatosene troppo presto, che però ha ri-acquisito via via un’immagine forse nel caso di Herbert Pagani ancora di là da venire, sperando che questo doppio album contribuisca ad aiutare tale processo di doverosa riscoperta). In questo prezioso scrigno pescheremmo quanto meno l’iniziale Palcoscenico, sorta di personale ‘art poétique’ (caso non unico, del resto), Cento scalini, Da niente a niente, ben reso con la sua vocalità così particolare da Fabio Concato, La bonne franquette, uno dei non rari brani in francese, al pari di Concerto pour pieds nus et orchestre, uno dei tre inediti presenti nell’album (gli altri due sono la già citata traduzione da Barbara e Ça fait trois jours que j’ai pas fait l’amour, per la voce di Giorgio Conte), senza dimenticare, in chiusura, un paio di monologhi, uno in doppia versione, italiana e francese (tracce 10 e 14 del secondo cd), mentre l’altro è Uno strappo nel cielo, incredibilmente attuale in rapporto al complicato presente che stiamo vivendo.
Non andiamo oltre. Ci potrebbe tranquillamente essere molto altro da dire, ma sì, preferiamo fermarci qui, sperando in tal modo di invogliare il lettore ad approfondire in prima persona. Ne varrà senz’altro la pena.

Caroline Pagani
Autoprodotto
CD 1
01. Palcoscenico
02. Albergo a ore
03. Cento scalini
04. Sai che basta l’amore
05. Serenata
06. Da niente a niente
07. Porta via
08. Ça fait trois jours que j’ai pas fait l’amour
09. Un capretto
10. La bonne franquette
CD2
01. Non mi venite a dire
02. Signor Caruso
03. La mia generazione
04. Il condannato
05. Lombardia
06. Concerto pour pieds nus et orchestre
07. Ti ringrazio vita
08. Imagine
09. Un capretto
10. Per la vita quotidiana o per il mio Universo
11. La musica di Bach
12. Lettera a un figlio
13. Uno strappo nel cielo
14. Pour la vie quotidienne ou pour mon Univers
Caroline Pagani, Alessandro Nidi, Vittorio Giannelli
Caroline Pagani: voce - Alessandro Nidi, Andrea Carta: pianoforte - Attilio Costa: chitarre - Pierpaolo Ranieri: contrabbasso - Matteo Di Francesco: batteria - Fabio Concato, Giorgio Conte, Francesca Della Monica, Moni Ovadia, Shel Shapiro, Emanuele Vezzoli: voce - Danilo Rea: pianoforte
2024
85:35
