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La miglior rapper d’Italia è svizzera. Così Rolling Stone introduce una giovane artista che ha appena debuttato con il suo primo album ufficiale. Un titolo del genere ha un chiaro intento provocatorio, ma non è stato scritto solo per generare polemica.

 

Ele A, all’anagrafe Eleonora Antognini, è una ragazza classe 2002 che ormai da unPixel paio di anni è entrata a gamba tesa nella scena rap italiana. La sua musica non cerca hit da classifica e non vuole adattarsi alle tendenze. Il suo punto di forza è lo stile. Ancor prima di essere una rapper, Ele A è una vera appassionata del genere. Le sue canzoni sono un mix di barre pesanti e autocelebrative, espresse con un rap old school da fare invidia ai pilastri del genere, pezzi grossi come Guè, Mace, Night Skinny, Sick Luke e tanti altri non hanno esitato a chiamarla nei loro progetti. Il nome di Ele A si è distinto sempre di più come volto nuovo tra gli emergenti della scena.

 

La giovane rapper ha retto il peso delle aspettative e non si è mai snaturata: si è evoluta, è maturata con il tempo e il suo album Pixel ne è la prova lampante. Gli Ep “Globo” e “Acqua” avevano già dato un assaggio della sua attitudine, e in questo nuovo progetto non è da meno. Per promuovere l’uscita di Pixel, la rapper ha deciso di incuriosire i suoi fan con un trailer su Instagram  molto particolare, dove compare davanti a uno schermo mentre gioca a un videogame di cui lei stessa è protagonista. Questo mondo virtuale introduce un’atmosfera anni 2000, Vapor wave e Frutiger Aero, dove vengono mostrati i nomi delle tracce e il numero dei featuring. Il video termina poi con un chiaro messaggio finale: “Il disco è pronto”.

 

Pixel

 

In questo nuovo lavoro EleA dà prova della sua versatilità: il primo gruppo di canzoni del disco tratta tematiche più generali e meno personali e, al contrario, la seconda parte incarna il vero significato del disco. Per quanto diverse le tracce esprimono a pieno la personalità dell’artista rendendole riconoscibili e uniche. Una delle sue migliori qualità è quella poi di creare canzoni adatte al tipo di persona che le ascolta. Una sua traccia può essere letta in diversi modi, c’è chi la trova leggera e chi la trova pesante, triste o felice, banale o impegnata ecc. Ciò rende l’album fresco a un secondo ascolto, che potrebbe sembrare diverso dal primo in base a come si sente chi lo sta mettendo in play.

 

A fronte di tutto questo ha senso parlare di concept album? La risposta è “sì, sicuramente”.
Il tema non viene mostrato in modo diretto, ma durante l’ascolto è evidente la presenza di un filo conduttore. I pixel sono la più piccola parte digitale, invisibile all’occhio umano, e che solo con tante altre componenti può assumere un senso e formare un’immagine. Nella traccia Pixel, si esprime dicendo “Il mondo è in HD ma non vedo cosa penso“, oppure in Atlantide, brano che chiude l’album, una barra cita “Ti cerco in ogni megapixel che ho davanti“.

 

È chiaro il messaggio che Ele A vuole trasmettere. La realtà in cui viviamo, in cui siamo immersi, è una realtà volatile. Le persone che incontriamo e le esperienze che facciamo ci arricchiscono, ma allo stesso modo ci riempiono di informazioni che spesso fatichiamo a elaborare. Ognuno di noi è solo una piccolissima parte di un tutto, che però nell’epoca digitale di oggi sembra paradossalmente sempre più sconnesso e diviso. Nel disco questa vena critica viene accompagnata da pezzi più scanzonati, che però non suonano mai banali. Non sono scontate neanche le collaborazioni, che spaziano da veterani come Guè e Colapesce, fino a nomi più recenti come Sayf e Promessa.

 

L’album funziona bene ed è difficile evidenziare dei lati deboli. Forse – se proprio vogliamo trovare un punto su cui varrebbe la pena lavorare con più convinzione – è che anche ascoltando i brani più volte risulta difficile provare quella sensazione di stupore che rende un pezzo memorabile. Tutto scorre positivamente dicevamo, ma quel che manca è il guizzo, il graffio che lascia il segno. In un’epoca in cui gli ascolti sono veloci, c’è il rischio che possa lasciare sensazioni neutre. Una interlude al centro della tracklist avrebbe potuto dare più contesto e coesione, rendendo così più forte e marcato il concept. Pixel non è l’album perfetto, e non vuole esserlo; è un debutto su lunga durata solido, che non macchia il nome dell’artista e lo eleva senza forzature. Con questo progetto Ele A pone le fondamenta per il suo futuro artistico. Non importa se svizzera o italiana e non importa se mainstream o di nicchia: una cosa è certa, Ele A è una rapper che ha qualcosa da dire e lo dice molto bene. E finora ha onorato a pieno questo titolo.

 

Pixel

Foto da Ufficio Stampa HELP PR & MEDIA RELATIONS

Artista:
Ele A
Etichetta:
Universal Music Italy
Elenco Tracce:
01. Ti Aspetto (prod. Disse, Shune)
02. Buon Esempio feat. Promessa e Sayf (prod. Disse, Dibla, Jiz)
03. DENTE DI LEONE (prod. Night Skinny)
04. Con Le Mie G feat. Guè (prod. Night Skinny)
05. Quintale (prod. Disse, Tre Flip)
06. 091 (prod. Disse)
07. X Te (prod. Disse)
08. Mai feat. Gaia (prod. Disse, Estremo, Madfingerz, Pierfranc. Pasini)
09. Windy Days (prod. Disse)
10. Cielo Grigio feat. NeS (prod. Disse, Lil Chick)
11. Pixel (prod. Disse)
12. Ombre Di Città feat. Colapesce (prod. Disse, Colapesce)
13. Atlantide (prod. Ele A, Milo Antognini)
Anno di Uscita:
2025
Durata:
34:16