
Nell’Italia dell’Ur-Fascismo, mirabilmente descritta da Umberto Eco, le “macellerie messicane” sono la più triste costante della nostra storia quotidiana in cui vige la “guerra permanente”. Il lato positivo della vicenda è che ad ogni infame sopruso delle autorità si oppone sistematicamente una ‘Resistenza Eterna’ che nessun potere (per ora) è mai stato in grado di estirpare fino alle radici.
L’ambizioso Radio Alice – The Infamous Broadcast curato e prodotto da Andrea Stillacci, parte da un triste episodio di ingiustizia e resistenza, disperso nella coltre della storia (l’irruzione della polizia nella sede di Radio Alice in via del Pratello 41, a marzo del 1977 a Bologna). L’obbiettivo è costruire un manifesto creativo attuale che si oppone con radicalità “ad ogni nostalgia e rifiutando ogni forma di censura”. Sei artisti d’avanguardia hanno collaborato all’impresa, partendo dalle registrazioni originali del ’77, di farci rivivere quegli attimi re-interpretandoli secondo la propria sensibilità.
L’album parte evocando alcuni fantasmi interiori mai domi tra feedback laceranti e loop temporali, la granitica Shattered Reality infatti procede con un basso penetrante che attinge dalle tinte più oscure del post rock, quello di Russian Circle e affini, per scoppiare in maniera naturale in un finale ‘doom’, ricordando i Sunn O))) in primis. La seconda traccia intitolata Il crollo del cielo, evoca direttamente le voci dello sgombero: “sono entrati, sono entrati … siamo con le mani alzate!” mentre, alcuni istanti dopo, il brano sfocia in due minuti o poco più di violenza sonora che richiama gli Atari Teenage Riot di Alec Empire. ACAB il terzo brano del disco, se possibile, estremizza ancora di più l’invettiva nichilista che permea da tutta l’opera. Queste vecchie registrazioni sembrano oramai perdute su un oscuro fondale marino dove le voci dei fantasmi, riaffiorano distorte dall’abisso, come implorandoci di non dimenticare la violenza subita. Contemporaneamente urli infernali di mostri autoritari reclamano che questa vecchia storia torni nell’oblio. Dobbiamo stare attenti, direbbe Nietzche, “Se vorrai guardare dentro l’abisso anche l’abisso vorrà guardare dentro di te”.

Se il ’77 Bolognese è stato forse il più grande laboratorio esperienziale a cielo aperto di una manifesta ricerca della felicità collettiva, la morte di Francesco Lorusso tra i carri armati e la chiusura di Radio Alice, sono i due eventi che maggiormente hanno rappresentato il canto del cigno di quella stagione irripetibile (non a caso Claudio Lolli, il grande cantore del ’77 bolognese, ha intitolato il suo disco settantasettino: “Disoccupate le strade dai sogni“).
I nostri giorni attuali sono assai lontani dagli anni ’70 e questo disco ha il pregio di mostrarci che siamo finiti in un presente decisamente oltre la disillusione, diventando individualità nevrotiche, distorte e violentate. Ogni istanza rivoluzionaria è diventata ormai subordinazione. E noi soffriamo uniti ai musicisti che proseguono inesorabilmente nella loro macabra danza.
Il quarto capitolo del progetto, Strategia della tensione, balza direttamente al 2 Agosto 1980, giorno dell’infame bomba alla Stazione di Bologna e definitiva pietra tombale su ogni reminiscenza utopistica.
Il mondo sonoro del brano, infatti, rievoca perfettamente questo tragico evento, facendo sbattere pietre e lamiere, corpi e anime persi tra le macerie, richiamando splendidamente i primi dischi degli Einstürzende Neubauten, quelli apocalittici di “Kollaps” e “Halber Mensch”.

Fantasmi interrotti di Alice è il quinto brano di questo lavoro collettivo, ed è forse il momento più ipnotico e intrigante dell’intero disco; dalla pancia di Radio Alice riaffiorano i dopplegänger delle canzoni di un tempo… Una eterea voce femminile reinterpreta Lavorare con Lentezza di Enzo Del Re (qui nella foto mentre ‘suona’ la sua inseparabile sedia…) e la trasforma in una lenta litania infernale. Dopodiché inizia un’altra ninna nanna direttamente dall’oltretomba e qui riconosciamo Alice!
Non sembra però la bambina bionda e curiosa della favola di Carroll, ma piuttosto ‘Sarah’, il bambino/prostituta dell’omonimo romanzo di J.T. LLeroy mentre intraprende una discesa lisergica nella tana del bianconiglio. Il dolore che evoca dal brano richiama i capitoli più sperimentali e politici dei Franti, la mitologica formazione torinese di Giaccone e Lalli. Stiamo ormai veleggiando nell’incubo quando con l’ultimo brano Alice e Le Onde Eterne della Fine tutto torna nel sommerso, le radiofrequenze si perdono nell’etere e le voci nell’ombra. Le atmosfere oscure sono il vuoto in cui noi ci perdiamo, con infinita dolcezza, quasi ricercando la misericordia che si prova per chi ha lottato ma infine ha perso.

Questo disco colpisce per l’unione di intenti dei musicisti e si candida ad essere il “figlio” spirituale dell’album capolavoro (in Italia, colpevolmente, poco conosciuto) musicato da Marco Bertoni nel 2020 dal titolo “Wrong Ninna Nanna”, che contiene i testi del filosofo bolognese Franco ‘Bifo’ Berardi (sì, proprio quello di Radio Alice!) letti da Lydia Lunch e Bobby Gillespie. Se in quel lavoro la tensione narrativa è tutta rivota alla lirica poetica e alla voce dei protagonisti, in questo “Radio Alice: The Infamous Broadcast” la ricerca è tutta sulla musica; estrema, coinvolgente e disperata.
Speriamo che il futuro ci regali qualche altro lavoro collettivo di questi musicisti. Uno spunto, per esempio, potrebbe essere l’irruzione della polizia al Media Center della Scuola Diaz di Genova nel 2001; chi ha orecchio per sentire troverà in quelle voci registrate delle terribili analogie con quelle di Radio Alice. Una piccola curiosità: la canzone che i ragazzi di Genova stavano trasmettendo, al momento della mattanza della polizia era forse l’inno generazionale più importante degli anni Novanta italiani; quella Male di Miele degli Afterhours, che tristemente recitava profetica: “La sicurezza ha un ventre tenero/ ma è un demonio steso fra di noi.”
AA.VV.
Ici D'Ailleurs
01. Shattered Reality
02. Il crollo del cielo
03. ACAB
04. Strategia della tensione
05. Fantasmi interrotti di Alice
06. Alice e le onde eterne della fine
Xabier Iriondo, Stefania Alos Pedretti, Paolo L. Bandera, Giulia Parin Zecchin, Maurizio Iorio, Antonella Pintus
Xabier Iriondo
Stefania Alos Pedretti
Paolo L. Bandera
Giulia Parin Zecchin
Maurizio Iorio
Antonella Pintus
2024
35:09
• Ascolta e acquista “Radio Alice, The Infamous Broadcast” su Bandcamp:
https://icidailleurs.bandcamp.com/album/radio-alice
• Sito immersivo del progetto:
https://intrusionproject.com/
